SOCIETA’
Le immigrazioni dall’estero, pari nel 2025 a 440 mila unità, diminuiscono del 2,6 per cento rispetto al 2024; solo una quota minima (12,8 per cento) riguarda le migrazioni di ritorno di cittadini italiani (rimpatri)
ROMA – “In un quadro di vivace mobilità internazionale, negli ultimi anni è aumentata l’emigrazione di giovani italiani qualificati, una perdita di capitale umano che, almeno in parte, è compensata dall’arrivo di giovani stranieri con elevato titolo di studio. Il Mezzogiorno è l’area più penalizzata dalla perdita di giovani laureati, sia verso l’estero sia verso il resto del Paese”, si legge nel Rapporto annuale dell’ISTAT, presentato oggi a Montecitorio , alla presenza del Presidente Mattarella . Nell’anno del Centenario dell’Istat, il Rapporto annuale 2026 giunge alla sua trentaquattresima edizione, offrendo in quattro Capitoli un quadro informativo integrato sulle sfide che l’Italia è chiamata ad affrontare in ambito economico, demografico e sociale. “Le immigrazioni dall’estero, pari nel 2025 a 440 mila unità, diminuiscono del 2,6 per cento rispetto al 2024; solo una quota minima (12,8 per cento) riguarda le migrazioni di ritorno di cittadini italiani (rimpatri), mentre si contano 383 mila immigrati stranieri (in calo del 2,5 per cento).I principali paesi di provenienza di questi flussi sono il Bangladesh (9,8 per cento del totale), il Marocco (9,4 per cento) e l’Albania (7,0 per cento)” si legge nel Capitolo dedicato a “Popolazione e società”. “Le emigrazioni per l’estero sono pari a 144 mila, in diminuzione del 23,7 per cento, di cui 109 mila partenze di cittadini italiani (espatri), in diminuzione del 22,7 per cento rispetto al 2024. Su questa variazione negativa incide in parte anche il numero eccezionale di iscrizioni all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) registrato nel 2024, in seguito all’introduzione di sanzioni amministrative per i cittadini che non provvedono all’iscrizione3. Le principali destinazioni degli italiani che si trasferiscono all’estero sono la Spagna (12,2 per cento), la Germania (11,5 per cento) e la Svizzera (11,0 per cento). La dinamica migratoria con l’estero è positiva in tutto il territorio nazionale, ma con intensità diverse. Il tasso migratorio con l’estero è più elevato nel Nord e nel Centro, con un massimo nel Nord-ovest (+6,3 per mille), a indicare un numero maggiore di arrivi dall’estero rispetto alle partenze. Nel Sud e nelle Isole il tasso è più basso, pari a +3,8 e +3,7 per mille”.(Inform)