RICERCHE
Nell’ambito del progetto eMORE, co-finanziato dalla Commissione europea e con Unar quale partner associato
Il Centro studi e ricerche Idos invita alla partecipazione all’indagine ideata per accrescere la conoscenza di questi fenomeni e intervenire così sul pregiudizio basato su categorie di genere, “razza e origine etnica”, religione, orientamento sessuale e disabilità
ROMA – Il Centro studi e ricerche Idos invita a partecipare all’indagine online sui discorsi di incitamento all’odio (hate speech) e i crimini d’odio (hate crime) basati sulle categorie di genere, “razza e origine etnica”, religione, orientamento sessuale e disabilità.
Si tratta di un questionario rivolto a coloro che sono stati vittime o testimoni di episodi di crimini d’odio o incitamento all’odio o altre forme di pregiudizio, come a chiunque pensi che le espressioni di odio siano in aumento e si stiano diffondendo nelle comunità. Preliminare all’indagine (cui è possibile partecipare accedendo all’indirizzo:https://it.surveymonkey.com/r/e-More-IDOS) la definizione di diversi crimini oggetto del questionario.
L’attività, svolta in Italia da Idos insieme all’Unar quale partner associato, è parte del progetto eMORE, co-finanziato dalla Commissione europea e attivo in 10 Stati membri dell’Ue, per sostenere lo sviluppo e il miglioramento di meccanismi efficienti di monitoraggio e di reporting per l’hate speech (discorso d’odio) on-line e l’hate crime (crimine d’odio) e, in particolare, per promuovere l’integrazione tra strumenti di monitoraggio e di reporting in un modello innovativo congiunto di conoscenza.
La conoscenza – si legge nalla nota diffusa in proposito da Idos – è infatti il fattore chiave per realizzare efficaci ed efficienti iniziative multi-stakeholder di contrasto al crimine, ma attualmente vi è una “cronica mancanza di dati/informazioni affidabili e complete sui crimini d’odio” (OCSE, 2014).
L’obiettivo generale del progetto è quello di contribuire allo sviluppo, alla sperimentazione e al trasferimento di un modello di conoscenza sulle espressioni di odio online e i crimini d’odio offline, basato su un avanzato sistema circolare di monitoraggio e reporting, per acquisire una profonda conoscenza dei fenomeni e delle tendenze rintracciabili su Internet e nel mondo reale, per consentire analisi comparate a livello nazionale e comunitario, e per sostenere una lotta armonizzata contro i reati motivati dall’odio.
Il modello è strutturato su quattro elementi principali: una conoscenza approfondita e aggiornata; un approccio tecnologico innovativo e multidisciplinare; una cooperazione tra stakeholders pubblici e privati; la visibilità e l’impegno delle vittime/testimoni e cittadini.
La base di conoscenza comprenderà le categorie più importanti di reati motivati dall’odio (sesso, razza, religione, orientamento sessuale e disabilità).
Gli obiettivi specifici del progetto sono: sviluppare e testare uno strumento innovativo per rilevare e monitorare automaticamente espressioni di odio on-line (Crawler); sviluppare e testare uno strumento di reporting multi-livello (APP) per il crimine d’odio; sviluppare e testare un modello circolare di conoscenza, basato sull’integrazione tra i dati e le informazioni raccolte attraverso gli strumenti di monitoraggio e di reporting sviluppati dal progetto(Knowledge platform); promuovere l’impegno delle vittime e dei testimoni, facilitando il loro accesso all’APP; promuovere il networking e la cooperazione tra gli stakeholders e il loro empowerment; migliorare la visibilità e la diffusione dei risultati del progetto, al fine di facilitare la loro trasferibilità negli altri Stati membri dell’UE e la sostenibilità del progetto. (Inform)