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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Questionario on line sul tema della sicurezza sociale

ITALIA-NUOVA ZELANDA

Promosso da Comites di Wellington e Leaving Italy Living New Zealand

Pensato per gli italiani che vivono o hanno vissuto in Nuova Zelanda

 

WELLINGTON – Sul tema della sicurezza sociale tra Italia e Nuova Zelanda il Comites di Wellington e Leaving Italy Living New Zealand interpellano i connazionali che vivono o hanno vissuto in Nuova Zelanda. Lo fanno attraverso un questionario on line che ha lo scopo di “raccogliere suggerimenti e opinioni da parte di quei connazionali che vivono direttamente le conseguenze dell’assenza di un accordo tra Italia e Nuova Zelanda in tema di sicurezza sociale”. Il Comites Wellington e Leaving Italy Living New Zealand invitano i connazionali a prendere parte al sondaggio rispondendo al questionario, che richiede pochi minuti,  entro le 17:00 (ora neozelandese) del 3 settembre 2018.

Per “sicurezza sociale”, ricordano i promotori del sondaggio,  si intende l’insieme di interventi pubblici finalizzati all’erogazione di misure in favore dei cittadini che si trovano in condizioni di bisogno. Possono essere misure che rispondono a bisogni immediati e contingente, e in quel caso si parla di assistenza sociale (assistenza sanitaria, disoccupazione, incidenti sul lavoro…) oppure preventive, focalizzate sul “futuro”, come le pensioni. Riguardo a queste, “attualmente – rilevano  Comites Wellington e Leaving Italy Living New Zealand – , non esistendo nessuna convenzione tra Italia e Nuova Zelanda in materia di sicurezza sociale, chi ha lavorato in Italia per meno di 20 anni (che sono gli anni di anzianità contributiva per poter aver diritto alla “pensione di vecchiaia”, molti di più ne servono per la “pensione di anzianità”, comunque ora abolita con la riforma Fornero) concludendo la propria carriera in Nuova Zelanda, di fatto perde gli anni di contributi versati in Italia, a meno che non versi volontariamente contributi per raggiungere il minimo dei  20 anni.

La radicale differenza tra il sistema Italiano (contributivo) e quello neozelandese, (universale, cioè regolato per ora solo dall’ottenimento della residenza permanente e dal numero di anni trascorsi in Nuova Zelanda e svincolato da alcun tipo di contributi o trattenute sugli stipendi), insieme alla mancanza di una convenzione, rendono impossibile  il “cumulo” tra il periodo lavorativo italiano e quello neozelandese. (la cosiddetta la totalizzazione dei periodi di assicurazione e contribuzione).

Nel primo caso, quindi, i contributi precedentemente versati in Italia vengono persi.

Nel secondo caso, gli anni di lavoro in Nuova Zelanda non hanno titolo per essere calcolati in Italia almeno come anni di anzianità ai fini dei calcoli pensionistici. (Per esempio, con un accordo, 20 anni di contributi versati in Italia + 15 anni lavorati in Nuova Zelanda potrebbero diventare una pensione di 35 anni di anzianità calcolabile su 20 anni di contributi).

Attualmente, il cittadino Italiano residente in Nuova Zelanda potrà eventualmente avere diritto alla Superannuation, sempre che nel frattempo sia diventato per la nazione di adozione cittadino o residente e vi abbia trascorso almeno 10 anni della propria vita da quando ne ha compiuti venti, cinque dei quali dopo i cinquanta.

La Superannuation è un contributo governativo versato a tutti i cittadini e residenti di lungo corso in Nuova Zelanda che abbiano raggiunto l’età pensionabile (65 anni al momento). È indipendente da precedenti attività lavorative, contributi versati (in Nuova Zelanda non trattengono parte dello stipendio ai fini pensionistici), redditi e situazione finanziaria. La Superannuation viene corrisposta anche se il cittadino o il residente hanno una pensione privata che garantisce loro una rendita mensile (come il Kiwisaver, che è una pensione privata che il lavoratore può scegliere di attivare in Nuova Zelanda ma che non è obbligatoria).

Il cittadino italiano che ha versato contributi sufficienti per avere diritto alla pensione italiana, cumulerà pensione italiana e Superannuation. Tuttavia, l’importo della pensione “overseas” verrà detratto da quello della sua Superannuation (soltanto se erogata dallo Stato o da un ente governativo). La decurtazione della Superannuation opererà anche nei confronti di quella del partner nel caso in cui la pensione governativa overseas superi la quota della Superannuation del titolare dell’assegno”.

Per accedere al questionario e per ulteriori informazioni sul tema della sicurezza sociale si veda : comitesnz.com/news (Inform)

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