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Prossima l’uscita di “Italia ante Covid”, il nuovo libro di Goffredo Palmerini

NOVITA’ EDITORIALI

Il volume, dedicato a Mario Fratti, reca una pagina di Presentazione di Lina Palmerini

L’AQUILA – Sarebbe dovuto andare in stampa all’inizio di marzo “Italia ante Covid” (One Group Edizioni), il nuovo libro di Goffredo Palmerini, ma il fermo alle attività disposto per frenare l’epidemia da Coronavirus ne ha rinviato la pubblicazione di oltre tre mesi e persino condizionato il titolo, quale discrimine temporale dalla pandemia che ha colpito l’Italia e l’intero pianeta. Ora però è in dirittura di arrivo e tra un paio di settimane il libro del giornalista e scrittore abruzzese sarà disponibile, anche se le restrizioni di sicurezza imporranno un approccio diverso sia per la presentazione al pubblico che per una celere distribuzione del volume. Dettagli che saranno resi noti dall’editore nei prossimi giorni. Un’anticipazione tuttavia si può dare nella decisione di pubblicare una prima Edizione speciale, autografata dall’Autore. Le copie ordinate all’editore, infatti, saranno spedite con corriere espresso secondo l’ordine cronologico delle prenotazioni, già da ora possibili all’indirizzo email direzione@onegroup.it .

Intanto qualche annotazione sull’opera. Il corposo volume – 374 pagine – è dedicato a Mario Fratti, il grande drammaturgo aquilano che vive a New York cui Palmerini è legato da un forte rapporto di amicizia. Il libro si colloca in continuità con gli otto precedenti volumi pubblicati dall’autore, quasi a costituire una collezione di preziosi annuari di storie del vecchio e nuovo mondo, personaggi illustri, intriganti racconti di viaggio, eventi culturali nel Belpaese, reportage dall’Italia e dall’estero. Insomma, uno scrigno di racconti dell’Italia più bella, dentro e fuori i confini. Come pure lo specchio della creatività e del talento degli italiani, i 60 milioni in patria – oggi chiamati ad una coraggiosa rinascita dopo il Covid 19 – e altri 80 all’estero.

Una veste grafica sempre particolarmente curata, la bella copertina e un ricco apparato di 301 immagini a corredo dei capitoli rendono il volume invitante alla lettura, insieme ad una scrittura fine e coinvolgente. Il libro reca una pagina di Presentazione di Lina Palmerini, firma illustre del quotidiano il Sole 24 Ore, aquilana anche lei come l’autore. In attesa dell’uscita del libro, con il consenso dell’editore, qui di seguito si anticipano il testo della Presentazione che apre il volume e l’Indice degli argomenti.

 

Presentazione

Non siamo parenti. Goffredo e io nonostante lo stesso cognome siamo – e non è poco – solo amici. Va detto ai lettori che magari saranno incuriositi da questa strana coincidenza, ma in realtà siamo due Palmerini che si sono ritrovati. E’ stato lui, come è nella sua inclinazione, con il suo spirito investigativo e giornalistico che mi ha scritto e mi ha chiesto dove fossero le mie radici. E come lui aveva bene intuito affondano in parte anche dove è nato e vive con la sua famiglia: Paganica.

Mi ricordo il nome di questo paese nei racconti di mio padre Eugenio e di sua zia Luisa che dovette occuparsi di lui – e delle sue sorelle – dopo la guerra e dopo che rimasero orfani della madre Lina. Una parte della mia famiglia viene da lì e, in effetti, la nostra storia assomiglia alle tante che racconta Goffredo. Vite semplici ma per niente facili, segnate spesso dalla fatica e dai lutti e però anche dalla voglia di rialzarsi, lavorare, fare bene e meritare il meglio. Come hanno fatto le donne e gli uomini raccontati in questo libro dove troverete le eccellenze che ha saputo esprimere questa terra. E scoprirete quello che li ha spinti così lontano, così in alto, e che è fatto di una materia comune, di qualcosa che riconosco e capisco, che fa parte di noi.

Le persone di cui parla Goffredo, che va a cercare e che poi mette insieme, sono legate da una speciale relazione che non è quella di appartenere solo a un luogo di nascita ma a un luogo di valori. Un’atmosfera che sa riconoscere solo chi è stato educato in un certo modo, badando alla sostanza, e che ha avuto davanti agli occhi un esempio e l’ha saputo seguire. Credo sia questo il nocciolo della missione di questo libro e della passione del suo autore. Rimettere insieme i fili di qualcosa che pensiamo di aver dimenticato ma che fa parte di noi. Ma soprattutto, man mano che leggevo ho sentito che Goffredo era riuscito a trasformare singole vite, singoli individui in una comunità di ricordi e di sentimenti.

Ecco, se c’è una riflessione – più di ogni altra – che mi suscita la lettura del libro, oltre la piacevolezza di parole che scorrono leggere e profonde, è proprio il suo impegno a scovare storie e persone nell’intento di tessere una rete, tenerla viva e alimentarla come volesse ricreare lo stesso spirito che si respirava nei paesi d’Abruzzo di una volta dove ci si sentiva vicini e simili pur nelle differenze. Si resta o si parte ma ci si ritrova sempre con l’idea di onorare una parte di noi stessi, dei nostri padri e nonni, di quello che ci hanno insegnato ed è più forte dell’affetto. E’ una parte importante di identità.

Quello che è riuscito a creare Goffredo è una “sua” comunità di cui è bello far parte. Un luogo spirituale che ha saputo far nascere viaggiando e incontrando persone lontane, portandogli le notizie di quei paesi che lui non ha abbandonato, chiese e case crollate dopo il terremoto del 2009 su cui lui tiene una costante vigilanza sulla ricostruzione. Come in una comunità non si perdono di vista i luoghi ma nemmeno le persone, questo libro è un grande esempio di ciò che non va smarrito: la cura del nostro passato e la voglia di condividere con gli altri quello che eravamo e siamo diventati.

Lina Palmerini è caposervizio del Sole 24 Ore, giornalista parlamentare e quirinalista, ed è nata a L’Aquila nel giugno del 1965. Laureata in Giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma, ha frequentato la Scuola di giornalismo della Luiss e al termine del corso biennale è risultata prima, ricevendo una borsa di studio. Dopo il diploma è inviata dalla Luiss, per un primo stage, alla redazione del Tg5, poi per tre anni al settimanale Mondo Economico del Gruppo Sole 24 Ore, dove viene assunta il primo maggio 1995. Nel 1998 viene chiamata al Sole 24 Ore e trasferita, in un primo tempo, nella sede di Milano del quotidiano per occuparsi stabilmente di lavoro, sindacato e welfare. Ha scritti due libri, come coautrice, sul tema del lavoro: Carriera in azienda e Il lavoro in affitto. Due anni dopo è chiamata nella sede romana del Sole 24 Ore, dove continua ad occuparsi di problemi sindacali. Nel 2006, sotto la direzione di Ferruccio de Bortoli, passa al servizio politico e diventa cronista parlamentare e nel 2008 viene nominata quirinalista del giornale. Nel 2015 viene insignita dal Capo dello Stato dell’onorificenza di Ufficiale della Repubblica. Dal novembre 2012 è titolare della nota politica del Sole 24 Ore, dove vengono ogni giorno messi a fuoco i termini della dialettica politica, interpretati con una chiave inclinata anche verso tematiche economiche e implicazioni finanziarie. Nel 2019 riceve il premio Carlo Casalegno per la sua attività giornalistica di notista politica e nello stesso anno le viene conferito il prestigioso premio Biagio Agnes per la carta stampata. Il Consiglio Regionale d’Abruzzo le ha tributato la più alta onorificenza di “Ambasciatore d’Abruzzo nel mondo”.   (Inform)

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