INIZIATIVE
Nuovi contributi al progetto audiovisivo in cui autori, artisti e intellettuali italiani riflettono sulle affinità tra la cultura italiana e spagnola a partire da queste settimane di confinamento
MADRID – Nell’ambito del progetto “Un pensiero da pensare insieme tra Italia e Spagna” lanciato dall’Istituto Italiano di Cultura di Madrid sul proprio sito web e sui propri social, vengono segnalati nuovi video nei quali autori, artisti e intellettuali italiani riflettono sulle affinità tra la cultura italiana e spagnola prendendo come punto di partenza il confinamento sperimentato in queste settimane.
Massimiliano Tarantino, direttore della Fondazione Feltrinelli, istituzione nel cuore di Milano e al centro del dibattito culturale di questo “pezzo d’Europa” che sta vivendo un drammatico e fragile momento storico, riflette sull’esistenza della possibilità di mescolare le carte in tavola e ricostruire soprattutto tre cose: la democrazia, l’Europa e il ruolo della cultura. La scrittrice Giusi Marchetta, ricordando l’episodio dei mulini a vento, fa di Cervantes e del Don Chisciotte il punto di partenza della sua riflessione sulla società, sulla lotta e sulle differenze sociali, ancora più evidenti in un momento così difficile come quello che stiamo attraversando. Alessandra Sarchi, scrittrice, riflette su come in quest’epoca di isolamento è cambiata la percezione del tempo ricordando lo scrittore spagnolo Javier Marías e il concetto di come il tempo trasformi i nostri gesti e le nostre azioni. La riflessione della scrittrice Cristina Marconi prende spunto dall’espressione francese ‘bâtir des châteaux en Espagne’, che in italiano viene tradotto come ‘costruire castelli in aria’: il suo pensiero vede al centro un tema a lei molto caro e oggetto di una lunga riflessione: il nomadismo internazionale, come cambierà e se la stessa espressione francese è destinata a trasformarsi in una gran programma di pragmatismo per il nostro futuro. Clotilde Bertoni, studiosa e saggista, si interroga sul rapporto tra la stabilità e l’instabilità che coinvolge tutti gli aspetti della nostra vita. La scrittrice Nadia Terranova esprime il suo “pensiero” prendendo come spunto i poemi d’amore del poeta catalano Ausias March, raccolti nell’antologia “Un male strano”, pubblicata da Einaudi, per riscoprire la fisicità, il desiderio del corpo, che in questi tempi subiva lievi costrizioni. Marta Inversini, direttrice della Fondazione Mondadori, mette al centro della sua riflessione Miguel de Unamuno, l’inestinguibile filosofo, lo scrittore impegnato, l’irriducibile rettore dell’Università di Salamanca, profondamente legato alla Spagna e alla sua ideologia, ma anche rivolto verso l’esterno, agli intellettuali e alla cultura europea. Benedetta Marietti, direttrice del Festival della Mente di Sarzana, dedica la sua riflessione al viaggio in ogni suo aspetto: il viaggio drammatico dei migranti, il viaggio per turismo, un’iniziativa sempre importante perché ci permette di costruire una nuova identità e reinventarci. Il pensiero della drammaturga Chiara Lagani si concentra sulla dimensione del teatro -forse uno degli ultimi spazi che apriranno dopo questo periodo di confinamento.
Luigi Nacci, poeta e scrittore, ricordando il poeta basco Carlos Aurtenetxe riflette sulla capacità della poesia e della parola poetica di superare le frontiere, vincere le barriere e i limiti geografici. Lo scrittore e giornalista Giorgio Zanchini rivela diversi aspetti sulla sua forma di stare al mondo, il modo di considerare gli esseri umani, la vita, la morte e la comunità, il tutto caratterizzato da un forte biculturalismo italiano e spagnolo. Il pensiero di Ilide Carmignani, traduttrice di numerosi scrittori spagnoli e latinoamericani si concentra sulla forte relazione di sorellanza -in cui risiede anche la sua speranza- che unisce l’Italia e la Spagna. Il poeta Adriano Padua esprime la sua riflessione con la lettura del terzo poema a Pier Paolo Pasolini di Juan Carlos Maestre, tradotto in italiano da Raffaella Marzano. Il filosofo Felice Cimatti prende spunto da una delle sue ultime letture: “La España vacía” (“La Spagna vuota”, Sellerio 2019) dello scrittore e giornalista Sergio del Molino, che descrive un viaggio storico, biografico e sentimentale in un paese disabitato della Spagna centrale; un vuoto caratteristico anche delle zone del centro Italia, dalla Toscana alla Calabria, lo stesso vuoto che domina oggi nelle nostre città. Roberto Casarotto, responsabile dei programmi di danza per il Comune di Bassano del Grappa, riflette sul significato della danza, da lui considerato un diritto dell’umanità e l’arte che connette le persone al proprio corpo. Shaul Bassi, Direttore del Center for Humanities and Social Change dell’Università Ca’ Foscari di Venezia illustra le numerose somiglianze tra Venezia e la Spagna, non solo per la lingua, ma anche per la storia. Maggior informazioni sono disponibili all’indirizzo: www.iicmadrid.esteri.it. (Inform)