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Prosegue il progetto “La Bellezza dell’Integrazione”. A Lecce lo scambio tra culture diventa patrimonio di tutti

MIGRAZIONI

Realizzato dal Cir in partenariato con diverse istituzioni e associazioni, è finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2014-2020 per promuovere l’inserimento socio-culturale dei titolari di protezione internazionale

ROMA – Il Consiglio Italiano per i Rifugiati segnala il proseguimento con successo del progetto “La Bellezza dell’Integrazione”, finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2014-2020 per promuovere l’inserimento socio-culturale dei titolari di protezione internazionale attraverso pratiche e attività culturali partecipative che rilancino nuove opportunità d’inserimento lavorativo nelle città di Roma, Milano, Lecce e Catania.

Il progetto è realizzato dal Cir in partenariato con Società CoopAcai Phoenix, Fondazione Franco Verga C.O.I, Isola Quassùd, Roma Capitale – Dipartimento Turismo, Formazione Professionale e Lavoro Direzione Formazione Professionale e Lavoro, Teatro Pubblico Pugliese Consorzio Regione per le arti e la cultura e in collaborazione con l’Associazione Amici del FAI e Officine Culturali.

In particolare, a Lecce, dopo l’esperienza con l’artista Nicola Genco nell’allestimento e organizzazione della mostra Exodus, nel mese di dicembre undici rifugiati e titolari di protezione sussidiaria hanno iniziato la prima sessione formativa con le docenti Anna Lucia Tempesta – archeologa – e Brizia Minerva – storica dell’arte – del Museo Castromediano. Il progetto è in linea con le missioni del Polo Biblio-museale di Lecce, che si sta impegnando a rendere i luoghi della cultura dispositivi per accogliere e dialogare con le comunità.

Dopo la sospensione del periodo natalizio, i partecipanti hanno ora ripreso il percorso in ambito culturale che li vede partecipi in prima persona, protagonisti nella costruzione di un “museo di se stessi”: invitati a presentare tre oggetti cui si sentono particolarmente legati e che rappresentano un frammento importante della loro cultura di origine, hanno dato vita ad un importante lavoro di ricomposizione delle memorie artistiche e artigianali attraverso la riappropriazione del proprio patrimonio identitario in una chiave di lettura personale e originale.

Così oggetti e simboli, dal valore tanto personale quanto collettivo, delle culture di origine vanno a costituire un’esposizione virtuale che rappresenta non più solo memoria ma scambio, portando alla luce parallelismi con pratiche artistiche approcciate nei rispettivi Paesi, compreso il nostro.

L’obiettivo – si legge nella nota diffusa dal Cir – è quello di collocare tali oggetti nelle rispettive sezioni del Museo sviluppando un interessante parallelo con la collezione museale già presente e trasformando così questo spazio creativo virtuale in un’esposizione visitabile con la riapertura dei musei. Un inedito scambio tra culture che diventa patrimonio di tutti. (Inform)

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