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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Prosegue alle Commissioni e Istruzione riunite l’esame del decreto recante la disciplina della scuola italiana all’estero

SENATO DELLA REPUBBLICA

Le osservazioni e le proposte di modifica del Comitato per le questioni degli italiani all’estero illustrare dal presidente, Claudio Micheloni (Pd, ripartizione Europa). Tra esse, la valorizzazione degli enti gestori e la proiezione triennale del finanziamento ad essi destinato

 

ROMA – Alle Commissioni Affari Esteri e Istruzione del Senato prosegue l’esame dello schema di decreto recante la disciplina della scuola italiana all’estero (vedi http://comunicazioneinform.it/alle-commissioni-esteri-e-istruzione-pubblica-lesame-congiunto-dello-schema-di-decreto-legislativo-che-disciplina-la-scuola-italiana-allestero/).

Nel corso della seduta di ieri è intervenuto il presidente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero di Palazzo Madama, Claudio Micheloni (Pd, ripartizione Europa), che ha ricordato come il Comitato stia svolgendo un’indagine conoscitiva sul sistema di promozione della lingua e della cultura italiana all’estero, proprio con l’intento di formulare una proposta di riforma “ampia e organica del settore”, in parte oggetto anche dello schema in esame.

Dopo approfondita discussione, svoltasi anche all’interno del Comitato, il giudizio sullo schema appare “complessivamente favorevole” – afferma Micheloni, sottoponendo però nello stesso tempo le criticità emerse all’attenzione delle Commissioni riunite.

In primo luogo il provvedimento “dovrebbe valorizzare il ruolo svolto dagli enti gestori che, nell’articolato sistema di formazione italiana all’estero, offrono ad un’utenza molto vasta e differenziata una formazione linguistico-culturale di elevata qualità e ben integrata nelle molteplici realtà locali. In quest’ottica – segnala il presidente del Comitato – occorrerebbe garantire con proiezione triennale il finanziamento agli enti gestori, ora assegnato annualmente, scorporando da esso l’onere finanziario del personale di ruolo e degli stagisti neo laureati inviati all’estero dal Ministero degli esteri e della cooperazione internazionale e dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca”. Necessario poi “armonizzare e definire i ruoli e le caratteristiche delle associazioni e dei soggetti senza fini di lucro, che operano nell’ambito della promozione della lingua e della cultura italiane, presenti nell’albo consolare da almeno cinque anni – rileva Micheloni, segnalando altresì come sia opportuno consentire agli Istituti Italiani di Cultura “di riportare i corsi di lingua italiana nella gestione interna”, una possibilità che consentirebbe “di migliorare l’offerta formativa, reclutando personale formato ed esperto sia per l’insegnamento che per il coordinamento dei corsi di lingua, migliorando la dotazione tecnologica, promuovendo attività extra curricolari che avvicinino nuovi studenti ai corsi e incrementando le dotazioni delle biblioteche, per ampliarne la fruizione da parte degli utenti”.

Altro obiettivo che non appare “sfficientemente garantito” è “assicurare una buona conoscenza della lingua straniera degli insegnanti di ruolo inviati all’estero”, per cui “occorrerebbe promuovere una maggiore unitarietà della certificazione della competenza linguistica”. “La riforma delle scuole italiane all’estero dovrebbe essere anche l’occasione per disporre di un elenco di docenti esperti di lingua italiana per stranieri, oltre che per potenziare la formazione a distanza, sia per i docenti che per gli utenti, attraverso l’individuazione di fornitori di qualità con elevato livello di competenza linguistica – rileva Micheloni, segnalando come tra le proposte emerse in seno al Comitato vi sia anche il riconoscimento formale della figura dell’insegnante di lingua italiana per stranieri, prendendo a riferimento i requisiti individuati dall’ultimo decreto ministeriale emesso in proposito, nel 2016 (n. 92). Altrettanto utile sarebbe “ottenere dei visti d’ingresso per docenti d’italiano per periodi più lunghi, consentendo così di aumentare l’offerta formativa di corsi di italiano, così come avviare il monitoraggio e la valutazione dell’efficacia dei programmi di diffusione della lingua presso le scuole dell’infanzia, le scuole inferiori e superiori, come i programmi AP e i corsi extra curriculari nelle scuole – sottolinea il presidente, suggerendo come “un maggiore impegno delle nostre strutture diplomatiche potrebbe facilitare accordi bilaterali per l’introduzione di cattedre di lingua italiana nelle scuole di ogni ordine e grado”.

Altro obiettivo della riforma è individuato nel “fornire assistenza tecnica alle iniziative di scuole bilingue non paritarie, per assicurare in tempi certi il riconoscimento della parità scolastica”, mentre si rileva la necessità di “potenziare la metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning), ovvero l’apprendimento integrato di lingua e contenuto e la possibilità di usare l’italiano come lingua cross-curricolare, in modo da rendere più pervasivo il suo uso, valutando adeguatamente gli strumenti necessari per garantire la ricaduta delle esperienze anche sul sistema scolastico italiano, mediante un’attenta ponderazione dei programmi, delle metodologie di insegnamento, dei metodi di valutazione adottati all’estero”. Sarebbe inoltre essenziale – prosegue Micheloni – “aumentare il raccordo strutturale con tutti i partner locali, con particolare riguardo alle università ove sono presenti dipartimenti o insegnamenti di italiano”; utilizzare i periodi di interruzione dell’attività didattica dei docenti per iniziative culturali, di condivisione delle esperienze e di formazione; rafforzare “le azioni di coordinamento con il sistema scolastico nazionale, curando in particolare la formazione propedeutica, l’analisi dei dati, la raccolta delle esperienze didattiche, le proposte sulla metodologia e sui sistemi di valutazione, anche per la loro eventuale applicazione in Italia”. Rilevata anche l’opportunità di “chiarire la portata finanziaria della stabilizzazione del contributo a favore della società Dante Alighieri, nonché il suo ruolo rispetto a quello degli enti gestori nella promozione e diffusione della lingua e della cultura italiane all’estero”.

Le considerazioni esposte si traducono dunque in alcune modifiche al testo del decreto in esame, che Micheloni così precisa: “sostituire all’articolo 3, comma 1, la lettera e) con la seguente: corsi promossi dagli enti gestori e altre iniziative per la lingua e la cultura italiana all’estero. All’articolo 3, comma 2, sarebbe opportuno inserire, dopo la parola stranieri, le parole  con particolare riguardo agli enti gestori. All’articolo 8 dovrebbe essere aggiunto il seguente comma: 2. Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale istituiscono un gruppo di coordinamento per la condivisione delle esperienze, delle metodologie, dei metodi di valutazione, dei risultati delle azioni formative. All’articolo 9, comma 1, dopo le parole istituti di cultura, andrebbero inserite le parole gli enti gestori e gli altri soggetti senza fini di lucro. All’articolo 10, comma 1, lettera b), dopo le parole nelle scuole locali, si dovrebbero inserire le parole avvalendosi dell’attività degli enti gestori. All’articolo 10, comma 1, andrebbero aggiunte, alla fine della lettera c), le parole e di università locali; al comma 2 del medesimo articolo, dopo le parole: e della cooperazione internazionale, andrebbero aggiunte le seguenti: di concerto con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e con l’eventuale collaborazione di università italiane e locali, e al comma 3, andrebbe aggiunta la seguente lettera: e) promozione dell’uso di corsi di insegnamento e di formazione a distanza. All’articolo 16, comma 2, la lettera f), andrebbe sostituita con le parole i dati, i documenti e le informazioni utili a valutare l’avanzamento didattico-metodologico, tecnologico e di innovazione del sistema scolastico all’estero, anche in funzione della loro valorizzazione nel sistema scolastico italiano. All’articolo 17, comma 3, dopo le parole la lingua e la cultura italiana andrebbero aggiunte le parole collaborare alle iniziative di formazione e aggiornamento in servizio. All’articolo 21, comma 3, dopo la parola insegnamento, si dovrebbero aggiungere le parole di promozione culturale e di partecipazione a progetti di cui all’articolo 17, comma 3.All’articolo 38, comma 2, la lettera g) andrebbe sostituita con le seguenti parole: gli articoli da 627 a 675, escluso l’articolo 638, del Testo Unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297”.

Interviene di seguito anche Maria Mussini (Misto) per sottolineare come nel corso dell’indagine conoscitiva del Comitato sia emersa “una forte richiesta di scuole bilingue”, il cui rafforzamento richiede “un maggiore impegno del Miur nel velocizzare la procedura di riconoscimento e per integrarle nel migliore dei modi nel sistema scolastico nazionale”. Rileva inoltre l’importanza di stabilire “un efficace collegamento tra le scuole all’estero e quelle italiane, anche per favorire scambi e mobilità studentesca” mentre esprime perplessità sulla possibilità prevista del decreto di affidare a personale locale anche gli insegnamenti obbligatori nell’ordinamento italiano.

Apprezza il contributo fornito dal Comitato Stefania Giannini (Pd), relatrice del provvedimento per le parti di competenza della Commissione Affari Esteri, che segnala la disponibilità, anche a nome della relatrice Rosa Maria Di Giorgi, ad accogliere alcune delle osservazioni esposte, come quelle sulla formazione dei docenti, anche attraverso strumenti di formazione a distanza, e quelle sulla valorizzazione delle scuole bilingue, inserite in un percorso di valutazione uguale a quello degli altri istituti. Ribadisce che il tema della promozione della lingua e della cultura italiane è “assai più ampio dell’ambito del provvedimento in esame”, su cui cui ritiene tuttavia degne di attenzione le osservazioni di Micheloni. “Uno degli obiettivi fondamentali dell’atto in esame è di migliorare il coordinamento tra il Miur e il Maeci con particolare riguardo alle scuole statali – ricorda Giannini, rilevando come si intenda “salvaguardare il modello di qualità del sistema scolastico nazionale, estendendolo anche alle scuole all’estero”.

Il seguito dell’esame viene quindi rinviato. (Inform)

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