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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Prosegue alla Commissione Affari Costituzionali il dibattito sul decreto legge recante disposizioni urgenti in materia di cittadinanza: presentati 105 emendamenti e un Ordine del Giorno

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

ROMA- Nel corso della discussione presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato sul decreto legge recante disposizioni urgenti in materia di cittadinanza, che ha visto la presentazione di 105 emendamenti e un Ordine del giorno, sono stati illustrati alcuni degli emendamenti relativi all’articolo 1 del provvedimento   Nel suo intervento il senatore Roberto Mania(FdI) nel ribadire la necessità e l’urgenza dell’intervento del Governo, ha sottolineato come alcune proposte emendative recepiscano i principi ispiratori del disegno di legge n. 752, a sua prima firma, in materia di riacquisto della cittadinanza. Negli emendamenti di Menia è innanzitutto prevista una riapertura del termine per la presentazione delle domande di riacquisto della cittadinanza per gli italiani che sono andati all’estero per motivi di lavoro e hanno dovuto optare per la cittadinanza dello Stato in cui hanno stabilito la residenza. Con la legge n. 91 del 1992, infatti, era stata prevista tale possibilità, fissando un termine di due anni per esercitare l’opzione, poi prorogato due volte fino al 31 dicembre 1997. Nonostante questo, secondo Menia,  considerando che gli strumenti di comunicazione di quel tempo non erano efficienti come quelli attuali, molti degli italiani all’estero non sarebbero riusciti ad avviare l’iter entro i termini previsti. Per il senatore inoltre, al fine di contrastare eventuali pratiche discutibili per l’acquisto della cittadinanza italiana, appare condivisibile porre il limite all’ascendenza di due generazioni – sebbene il suo disegno di legge n. 752 lo fissi a tre generazioni – prevedendo alcune eccezioni che fanno comunque riferimento a una effettiva connessione con l’Italia, non essendo invece sufficiente il luogo di nascita. Menia ha anche spiegato come con l’emendamento 1.69, si preveda un’apposita deroga per chi risieda in Paesi sottoposti a regimi dittatoriali o non rispettosi dei diritti umani. Gli emendamenti 1.0.12 e 1.0.11 prevedono poi alcune agevolazioni al fine di recuperare forza lavoro e ripopolare i piccoli borghi. Infine, per evitare il caso paradossale segnalato dal senatore Borghese, cioè la disparità tra due fratelli di un cittadino italiano all’estero di terza generazione, uno nato prima e l’altro dopo il termine del 27 marzo scorso, Mania con l’emendamento 1.58 propone una deroga per chi ha un fratello o una sorella italiani nati prima del 27 marzo 2025. Ha poi preso la parola il senatore Mario Borghese (MAIE) che ha illustrato gli emendamenti 1.29 e 1.40, che – nella definizione delle eccezioni all’applicazione del primo comma del nuovo articolo 3-bis della legge n. 91 del 1992 – propongono di sostituire il riferimento al luogo di nascita con la cittadinanza italiana. Il seguito dell’esame è stato quindi rinviato. (Inform)

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