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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Prosegue a Palazzo Madama l’esame della riforma del sistema elettorale

SENATO DELLA REPUBBLICA

Illustrati dal relatore Torrisi le parti del provvedimento che intervengono sui requisiti per l’elettorato passivo della circoscrizione Estero. L’intervento del senatore Aldo Di Biagio (AP- CE) che non voterà la fiducia posta dal Governo

 

ROMA- E’ in pieno svolgimento nell’Aula del Senato la discussione generale sulla riforma elettorale. Ieri il ministro per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha posto, a nome del Governo, la questione di fiducia sull’approvazione degli articoli 1, 2, 3, 4, e 6 del ddl. Voti di fiducia che avranno luogo nella giornata di oggi. Nella medesima seduta il relatore Salvatore Torrisi ha illustrato i contenuti del provvedimento soffermandosi anche sulla parte riguardante il voto degli italiani all’estero. Il relatore, dopo aver ricordato che il disegno di legge prevede i tempi per l’esercizio del diritto di opzione per il voto degli italiani temporaneamente all’estero, ha sottolineato come altre norme intervengano sui requisiti di elettorato passivo per la circoscrizione Estero. “In primo luogo, – ha spiegato Torrisi – non è più richiesto il requisito della residenza nella ripartizione della circoscrizione Estero per chi intende candidarsi. Al contempo, si prevede che gli elettori residenti in Italia possano essere candidati in una sola ripartizione della circoscrizione Estero. Gli elettori residenti all’estero possono, a loro volta, essere candidati solo nella ripartizione di residenza della circoscrizione Estero. Non è invece stato modificato l’articolo 8, comma 4, della legge n. 459 del 2001 che prevede che gli elettori residenti all’estero che non hanno esercitato l’opzione per esercitare il diritto di voto in Italia, non possono essere candidati nelle circoscrizioni del territorio nazionale. Si prevede infine – ha aggiunto Torrisi – che non possano essere candidati nella circoscrizione Estero gli elettori che ricoprono o che hanno ricoperto, nei cinque anni precedenti la data delle elezioni, cariche di Governo o cariche politiche elettive a qualsiasi livello o incarichi nella magistratura o cariche nelle Forze armate in un Paese della circoscrizione Estero”.

Nel corso del dibattito di ieri è intervenuto il senatore Aldo Di Biagio (AP-CE), eletto nella ripartizione Europa, che si è detto d’accordo sulla necessitò di approvare in tempi rapidi una legge elettorale, anche a pochi mesi dalla scadenza della legislatura. “Si fa certamente più fatica a comprendere – rileva però Di Biagio – perché un intervento legislativo di urgenza,  quasi tamponativo, debba diventare veicolo di riforme molto più complesse rispetto a quanto si era concordato. Questa leggerezza rischia di rendere, per certi versi, insensata la legge stessa, compromettendone un’originaria validità. Mi soffermo, per chiarezza, – prosegue Di Biagio – sull’incursione a sorpresa nelle norme che regolano l’esercizio di voto nella circoscrizione Estero, di cui anche a livello mediatico si è discusso abbastanza. Sebbene ci si sia limitati ad inquadrare gli emendamenti correlati ad una sorta di cambiale, svilendo poi di fatto tutto il resto, si tratta di una disciplina complessa per chi non lo sapesse, oggetto di una istruttoria nel 2001. Non voglio dilungarmi sul significato del voto all’estero, – ha continuato il senatore – ma non posso esimermi dal definirlo un punto di approdo di un percorso di consapevolezza e di autocoscienza storica, sociale e politica durato decenni, che ha ristabilito equilibri di reciproca conoscenza ed attenzione tra cittadini dentro e fuori i confini nazionali, conducendo il nostro Paese, dopo decenni di massiva emigrazione, a fare i conti con la propria storia. La cosiddetta legge Tremaglia non è un semplice ventaglio di norme: è prima di tutto un percorso storico-politico che ha condotto ad una riforma costituzionale con una sua ratio, e che a distanza di appena sedici anni sembra che il Parlamento abbia già rimosso. Quanto contenuto nell’articolo 6 del disegno di legge in esame non è affatto residuale, ma determinante. Il superamento del vincolo della residenza nella circoscrizione estero per i candidati, è qualcosa di più di una rettifica legislativa finalizzata al ripristino di una presunta reciprocità, come è stato detto da qualcuno, ma è un ribaltamento in punta di diritto, di principio e di buonsenso. … Non solo perché in tale modo – spiega Di Biagio – si svilisce quel percorso storico-politico a cui facevo riferimento, ma perché, con un colpo di spazzola, si superano anche i principi costituzionali che all’epoca ne hanno decretato la legittimità. Come è stato già evidenziato, l’istruttoria legislativa del 2001 venne arricchita anche dal contributo del parere di autorevoli costituzionalisti che, riletti oggi, sono di un’attualità disarmante, e che si orientavano tutti nella medesima direzione. Essendoci state precedenti revisioni costituzionali con le quali fu istituita la circoscrizione estero, la limitazione dell’elettorato passivo non solo non è in contrasto con i principi di uguaglianza e di libertà, ma costituisce la conseguenza logica, necessaria, del dettato costituzionale”.

Per Di Biagio le modifiche della cosiddetta legge Tremaglia rappresentano dunque “una breccia nel sistema” che apre la circoscrizione Estero alla candidatura di personaggi che non hanno alcuna  pertinenza con la politica e gli interessi dei connazionali all’estero. Alla luce di queste considerazioni secondo Di Biagio siamo di fronte a una delegittimazione radicale del voto dei quasi 4 milioni di cittadini nel mondo.  “La volontà di svilimento del diritto di rappresentanza dei cittadini residenti oltre confini – continua il senatore – non comincia certo oggi. Con il tempo, la mancanza di riscontri, il ridimensionamento dei fondi, la razionalizzazione della rete consolare sono tutti segnali sicuramente chiari che assumono un significato forse più evidente e risolutivo con questo ultimo affondo legislativo, che si configura come l’atto ultimo dello smantellamento della ripartizione estero e della sua ragion d’essere”. Di Biagio ha anche annunciato che, a causa dei contenuti dell’articolo sei della legge elettorale, non voterà la fiducia. “Spaventa – ha commentato il senatore – come sia stato facile trasformare una storica conquista di democrazia in un contenitore vuoto attraverso cui veicolare una nuova gabella politica”. (Inform)

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