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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Problema “Variante Covid” e incognita Brexit nel Regno Unito: il Console Generale d’Italia Marco Villani intervistato da London One Radio

ITALIANI ALL’ESTERO

LONDRA – Ore convulse a Londra e dintorni per le migliaia di connazionali colti di sorpresa dalle misure urgenti di lockdown imposte dal Governo britannico, anche a seguito della ‘scoperta’ di una variante del Covid-19 sulla quale si sta cercando di fare chiarezza in ambito scientifico. Caccia dunque all’ultimo aereo disponibile per tentare di raggiungere in fretta l’Europa continentale. Molti Paesi europei, tra i quali la stessa Italia, hanno infatti cancellato i voli diretti di collegamento con il Regno Unito, sia in entrata che in uscita. Resta da capire cosa accadrà con i biglietti già acquistati e con quei passeggeri rimasti a terra, all’ultimo minuto, per la cancellazione del proprio volo. L’emittente italiana London One Radio ha intervistato il Console Generale d’Italia a Londra, Marco Villani. “E’ stata una decisione presa dal Governo (italiano, ndr) e resa necessaria a seguito della ‘variante Covid’ ed anche altri Governi hanno adottato queste misure stringenti. C’è stata l’ordinanza del Ministro della Salute, Speranza, per l’interdizione del traffico aereo con il Regno Unito e l’Irlanda del Nord”, ha spiegato il Console in riferimento all’ordinanza in vigore per il momento dal 21 dicembre 2020 fino al 6 gennaio 2021. “L’ordinanza fa riferimento al traffico aereo – ha precisato Villani, escludendo quindi la possibilità anche di voli di rientro dall’Italia verso l’UK – mentre chi avesse soggiornato o transitato nel Regno Unito nei 14 giorni antecedenti l’ordinanza, benché asintomatico, ha l’obbligo di dare comunicazione alle autorità sanitarie dell’avvenuto ingresso nel territorio nazionale, sottoponendosi a test molecolare o antigenico”, ha precisato il Console che ha parlato di un coordinamento o task force già operativa per rispondere il più possibile a tutti i quesiti posti dai connazionali in difficoltà o bloccati, in entrata o in uscita.

Non c’è però solo il problema Covid, per quanto riguarda il Regno Unito: il 31 dicembre 2020 è infatti la data ultima di permanenza nell’Ue stante l’anno di transizione post referendum concesso per la cosiddetta Brexit. Di fatto dal 1 gennaio 2021, senza un accordo politico-economico, l’UK sarà a tutti gli effetti territorio extracomunitario con conseguenze alla circolazione di persone e di merci. Dal 2021 potrebbe non bastare più la semplice carta d’identità, anche se elettronica, per entrare nel Regno Unito. “Noi consigliamo sempre di dotarsi di un passaporto ma i negoziati sono ancora in corso e bisognerà attendere per capire cosa succederà dopo quella data”, ha spiegato Villani riferendosi al punto di non ritorno fissato al 31 dicembre 2020. Per quanto riguarda i passaporti italiani rilasciati nel Regno Unito, soltanto nel 2020 si è arrivati a quota 25 mila; nel 2019 erano stati 35 mila. Nonostante i limiti posti dalla pandemia, anche alla stessa operatività consolare, si tratta di numeri tra i più elevati dell’intera rete diplomatica italiana. “L’obiettivo sarà potenziare questo settore anche perché abbiamo azzerato tutti gli arretrati e quindi diamo servizi in tempo reale. Dal 10 dicembre scorso abbiamo riattivato il ‘prenota-online’ per fissare gli appuntamenti per la carta d’identità elettronica che, fisicamente, potrà essere richiesta in Consolato a partire dal 18 gennaio prossimo. Non saremo però noi a rilasciarla ma verrà consegnata direttamente a casa del richiedente una volta emessa dall’Istituto Poligrafico dello Stato e in tempi relativamente brevi”, ha aggiunto Villani escludendo la possibilità di un ‘replacement’ ossia di una sostituzione tra una carta d’identità tradizionale e ancora valida con una elettronica, salvo che il documento cartaceo non sia deteriorato al punto da invalidarlo oppure sia smarrito. Il cronoprogramma voluto dalla Direzione Generale per gli Italiani all’Estero del Maeci è in linea con i tempi stabiliti a suo tempo per la lavorazione di queste pratiche consolari.

Alla Brexit è collegato anche il problema relativo al ‘settlement scheme’: la scheda informativa necessaria per ottenere il settled status o il pre-settled status. “Abbiamo fatto una campagna informativa importante durante quest’ultimo anno: avevamo anche istituito uno ‘sportello Brexit’ proprio a inizio anno per aiutare quanti non hanno dimestichezza con le procedure online”, ha spiegato Villani ricordando come purtroppo la pandemia abbia ostacolato questo percorso informativo. E’ stata predisposta una lettera congiunta tra Consolato Generale e Comites e inviata a titolo informativo agli ultra 65enni, circa 40 mila persone. “Anche il Comites si è molto adoperato per aiutare le persone a compilare il settlement scheme”, ha aggiunto il Console sottolineando la cifra di oltre 400 mila italiani iscritti all’Aire con un trend tutt’altro che in decrescita. Un trend di richieste in aumento che ha gravato proprio sul Consolato Generale di Londra: ora si attende con speranza la riapertura del Consolato di Manchester. “E’ stato già nominato un Console e quindi si tratta soltanto di aprire fisicamente la sede: evento che verosimilmente dovrebbe avvenire intorno alla primavera del 2021”, ha dichiarato Villani che vede nel potenziamento della digitalizzazione dei servizi un supporto fondamentale da affiancare alle strutture fisiche già esistenti. Oltre a Londra c’è infatti la sede consolare di Edimburgo. “Si è arrivati a trattare le pratiche in tempo reale, anche per l’iscrizione all’Aire che avviene attraverso il servizio online Fast-It”, ha sottolineato Villani estendendo un messaggio di augurio per le festività ai connazionali nell’auspicio di un superamento delle difficoltà poste dalla pandemia grazie all’arrivo dei vaccini. (Simone Sperduto/Inform)

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