ITALIANI ALL’ESTERO
Gli interventi istituzionali. Silvia Bartolini: “Le ragioni per far vivere la Consulta: dovere della memoria, interesse economico,esistenza di una rete per la promozione”
BOLOGNA – Si è aperta oggi a Bologna la riunione della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, che nelle tre giornate (i lavori si concluderanno sabato 28 giugno ) affronterà diversi temi: la riforma della legge regionale che regola il funzionamento della Consulta, la nuova emigrazione legata ai giovani, spesso laureati e in cerca di lavoro, la situazione in Venezuela, la formazione per i giovani. Si parlerà anche di cosa possono fare le comunità italiane all’estero in merito all’Expo di Milano.
“Il dovere della memoria, l’attualissimo interesse economico, l’esistenza di una rete che può servire per la promozione” . Sono queste secondo la presidente della Consulta Silvia Bartolini le ragioni che devono portare il legislatore a far vivere la Consulta, messa in discussione da proposte di legge avanzate da M5s, Idv e Udc . Bartolini ha ricordato che la legge istitutiva della Consulta è stata presa ad esempio e anche copiata in moltissime regioni e che può dare ancora ottimi risultati se accompagnata da piani triennali e annuali che sappiano cogliere gli aspetti storico sociali attuali. La presidente della Consulta ha poi sottolineato la rilevanza della rete di relazioni realizzata dalle comunità all’estero: più di 4 milioni di persone iscritte all’AIRE di cui 147.345 emiliano romagnoli (di cui l’82,2% può votare), più di 500 parlamentari di origine italiana che mantengono nel proprio lavoro la riconoscibilità delle radici italiane, oltre 3000 associazioni, un crescente numero di imprese italiane all’estero. “Già questi dati – ha detto – sono sufficienti per capire che l’Italia ha in questa rete uno strumento straordinario di promozione di se stessa”. “La Consulta – ha aggiunto Bartolini – non è solo nostalgia, alcune zone della nostra regione si sono sviluppate anche con il contributo delle rimesse dall’estero . Su questo sarà fatta una ricerca per dimostrare, una volta per tutte, che non solo la forza degli italiani nel mondo costituisce una rete potenziale per il rilancio economico ma che è già una entrata massiccia per il nostro paese” ( si stima 7 miliardi di euro a livello nazionale) .
Infine Bartolini ha toccato il tema della nuova emigrazione: “un tema che da solo dovrebbe indurre a un ripensamento a chi pensa all’inutilità del nostro lavoro”. Il flusso di questa nuova emigrazione appare composito , vi sono persone con titoli di studio ragguardevoli , persone che cercano un lavoro purché sia ma anche persone che vanno alla ricerca di una speranza che non trovano qui. “Penso che la rete degli italiani nel mondo possa contribuire a ‘tenerceli stretti’ , perché sono una risorsa preziosa per il nostro paese. E’ necessario fargli sentire che l’Italia c’è , fornendo informazioni , supporti, collegamenti, fino a creare sportelli e attività di servizio che siano di accoglienza e facilitazione per le nuove mobilità”.
La Consulta ha detto Bartolini è “un elemento di partecipazione essenziale affinché questo lavoro venga svolto in modo democratico, coinvolgente , partecipato e non come fosse svolto da un’agenzia privata”. Silvia Bartolini ha ricordato infine i punti di forza del mandato , durato poco meno di due legislature, tra cui l’ aumento della formazione e l’attenzione verso i giovani, per aumentare il loro inserimento e protagonismo all’interno delle associazioni.
Con un no fermo e deciso all’abrogazione della Consulta, l’assessore regionale alle attività produttive Luciano Vecchi ha aperto i lavori della Consulta . “Si può ragionare su un riassetto dell’organismo, su un suo rapporto più strutturato con l’Assemblea legislativa ma – ha sottolineato – è fuori di dubbio che vadano mantenuti e rafforzati la ricchezza delle relazioni con le associazioni di emiliano romagnoli nel mondo, lo scambio reale, permanente e soprattutto biunivoco che c’è tra le comunità all’estero e la loro regione”. A parere di Vecchi la Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo è oggi una delle più attive e organizzate del nostro paese,” per questo motivo il suo lavoro va valorizzato e messo a sistema”. Vecchi ha concluso dicendo che formazione e ricerca non possono oggi prescindere da due elementi: la forte identità territoriale da una parte e tutto quanto il mondo offre dall’altra e la Consulta in quest’ambito ha sicuramente un ruolo.
Monica Donini, presidente della Commissione Politiche per la Salute e Politiche Socialì dell’Assemblea legislativa, che deve discutere i progetti di legge di riforma della Consulta. ha fatto il punto sui lavori della commissione. “ In questi tre anni – ha riferito – sono stati fatti numerosi tentativi per ridisegnare la Consulta ma senza mai giungere a una risoluzione. Al contrario, il continuo slittamento dei tempi non ha fatto altro che imputridire il dibattito. Ora siamo in una situazione di rarefazione e purtroppo, di nuovo il confronto in commissione è slittato ulteriormente a metà settembre”. Donini ha comunque ribadito il fatto che, su questo iter di riforma , i consultori saranno chiamati a una udienza conoscitiva, a una consultazione effettiva, così come era stato già deciso in precedenza.. Donini ha detto che è consapevole che la Consulta sia funzionale a molti e importanti aspetti della nostra Regione, dall’internazionalizzazione delle imprese alla cultura, oltre a fornire un approccio politico-sociale molto utile per affrontare il tema dell’immigrazione straniera nel nostro paese.
La consigliera Roberta Mori ha riferito che i firmatari delle leggi di riforma della Consulta hanno sottovalutato il gruppo di lavoro di cui fanno parte i tre consiglierei regionali presenti in Consulta, e hanno preferito proseguire da soli. A questo punto la maggioranza può fare una sua proposta che ancora non è formalizzata ma che si basa già su alcune linee di fondo, a partire dall’importanza del riconoscimento del lavoro svolto fino ad ora dalla Consulta. La Consigliere Mori ha riferito che la maggioranza è orientata a non cancellare la Consulta , che è un punto qualificante delle relazioni della Regione con i suoi cittadini all’estero. La Consulta appare necessaria anche per rilanciare un modo di relazionarsi della Regione con l’Europa e il resto del mondo: un metodo che deve tener conto del diritto di cittadinanza. Il percorso da seguire secondo la Mori è quello inclusivo e di partecipazione, che veda un protagonismo della Consulta e la responsabilità politica dell’Assemblea legislativa.
“E necessario mantenere la Consulta degli emiliano- romagnoli nel mondo – ha riferito il consigliere regionale Andrea Pollastri – i cui costi, al di là della propaganda politica, sono relativamente bassi rispetto alle attività”. Pollastri ha sottolineato gli sforzi fatta dalla presidente della Consulta per razionalizzare le spese:, “un lavoro che va riconosciuto e premiato”. “Non vanno tagliati i ponti con la memoria – ha aggiunto Pollastri – ma bisogna portare avanti il principio che gli emigrati sono una risorsa culturale ed economica del nostro territorio”. La rete della Consulta può essere anche di grande utilità e di sostegno sotto il profilo umano e relazionale anche alla nuova emigrazione .
Nel pomeriggio si sono tenuti il focus tematico “Ci stiamo dimenticando il Venezuela?” e le commemorazioni di Antonio Parenti, Marco Achille Marmiroli e Juan Carlos Lazzarini, già componenti della Consulta, recentemente scomparsi.
Domani si parlerà invece di nuova emigrazione con il seminario “Emigriamo di nuovo Analisi della nuova emigrazione italiana”, che verrà trasmesso in streaming sul sito della Consulta. (Inform)