ISTITUZIONI
(Fonte foto Presidenza della Repubblica)
ROMA – Il Presidente Mattarella e il Presidente della Repubblica Federale di Germania Frank-Walter Steinmeier si sono recati a Marzabotto in occasione delle celebrazioni per l’80° anniversario degli eccidi di Monte Sole. I due Capi di Stato hanno deposto, al Parco di Monte Sole, una corona presso il cippo commemorativo intitolato a Don Giovanni Fornasini, alla presenza del Presidente del comitato regionale per le onoranze ai Caduti di Marzabotto, Valter Cardi. Successivamente, hanno deposto una corona presso l’altare nell’area dei ruderi della Chiesa di San Martino. Hanno incontrato, quindi, i familiari e i superstiti presenti. In seguito, Mattarella e Steinmeier si sono recati al Sacrario dei Caduti civili di Marzabotto dove, accolti dal saluto del Cardinale Matteo Maria Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, hanno deposto una corona presso l’altare della Cripta. Dopo un momento di raccoglimento in ricordo dei Caduti di Marzabotto, i due Capi di Stato hanno firmato il Libro d’Onore. Al termine si è svolta la cerimonia commemorativa in Piazza Martiri delle Fosse Ardeatine, aperta dai saluti di Valter Cardi, Presidente del comitato regionale per le onoranze ai Caduti di Marzabotto, e del Sindaco di Marzabotto, Valentina Cuppi. La cerimonia si è conclusa con i discorsi dei Presidenti Mattarella e Steinmeier. “Siamo qui per chinare insieme il capo davanti a tante vite crudelmente spezzate, per riempire con i sentimenti più intensi di solidarietà quelle voragini che la disumana ferocia nazifascista ha aperto in queste terre, in queste comunità. Siamo qui per ricordare, perché la memoria richiama responsabilità. Nella Seconda Guerra Mondiale si toccò il fondo dell’abisso. La barbarie, la cancellazione di ogni dignità umana. Italia, Germania ed Europa sono state capaci di risorgere da quell’inferno, costruendo libertà, pace, democrazia, diritti, comunità, una nuova sicurezza”, ha esordito nel suo intervento il Presidente Mattarella evidenziando che non fu facile ricostruire un continente dalle macerie materiali e morali cui nazismo e fascismo l’avevano condannato. “La Repubblica italiana ti ringrazia per essere qui, insieme ai nostri concittadini, ai familiari delle vittime, per condividere un anniversario così carico di significato storico e civile. Conosciamo la tua sensibilità”, ha continuato Mattarella rivolgendosi all’omologo tedesco. “Quasi ottocento le vittime, uccise tra il 29 settembre e il 5 di ottobre del 1944 nei Comuni di Marzabotto, Monzuno e Grizzane Morandi. Quasi duecento i bambini, il più piccolo di 14 giorni. Marzabotto e Monte Sole sono simbolo tra i più sconvolgenti della strategia di annientamento che accompagnò la volontà di dominio, il mito razziale, la sopraffazione nazionalista, insomma quell’impasto ideologico che sospinse il nazismo e i suoi complici a perseguire il catastrofico progetto di conquistare l’Europa e di svuotarla della sua storia. In queste terre, tra i fiumi Setta e Reno, si compì l’eccidio di civili più grande e spietato tra quelli commessi nel nostro Paese durante la guerra”, ha rilevato Mattarella citando Primo Levi con la frase “è accaduto, quindi può di nuovo accadere”. “Sbagliamo se pensiamo che il razzismo, l’antisemitismo, il nazionalismo aggressivo, la volontà di supremazia, siano di un passato che non ci appartiene. Quanto accade ai confini della nostra Unione Europea suona monito severo”, ha aggiunto Mattarella precisando come Marzabotto e Monte Sole siano pietre angolari della Repubblica italiana ma allo stesso tempo di un’Europa che non rinuncia ai suoi valori e alla sua civiltà. “Quell’Europa dei popoli e non della volontà di potenza e di supremazia di ogni Stato. Quella dell’Unione Europea, grande spazio di libertà nel mondo. A questa Europa contribuiscono insieme tedeschi e italiani”, ha sottolineato Mattarella lasciando poi la parola al Presidente Steinmeier che ha subito fatto notare come le parole in certi luoghi si facciano piccole e non bastino per descrivere tanta crudeltà e sofferenza. Sofferenze che in questo luogo particolare furono causate dalle truppe tedesche appartenenti alla sedicesima Divisione corazzata granatieri delle Reichsführer SS. “Con l’appoggio della Wehrmacht volevano vendicarsi per la resistenza dei partigiani della Stella Rossa. Ma volevano molto di più della vendetta. Erano spinti dalla volontà di sterminio”, ha ricordato Steinmeier. “Rinchiusero le persone nelle case e vi gettarono dentro bombe a mano. Diedero fuoco a stalle, case, chiese, cappelle. Non dimostrarono nessuna pietà, nessuna umanità, neppure per donne, sacerdoti, uomini anziani. E neanche per i bambini”, ha precisato il Presidente tedesco evidenziando che tali efferati crimini si perpetrarono nell’arco di cinque lunghi giorni. “Furono cinque giorni d’inferno. Alla ritirata dei tedeschi i morti erano 771, tra cui oltre trecento 300 donne e oltre duecento 200 bambini, perfino neonati”, ha aggiunto Steinmeier dando alcune cifre del massacro. “Come Presidente Federale tedesco provo solo dolore e vergogna. Mi inchino dinnanzi ai morti e a nome del mio Paese oggi vi chiedo perdono”, ha ribadito il Presidente tedesco sottolineando il diritto alla memoria per le vittime e i loro familiari. “Ed è ancora più importante che i giovani conoscano il passato, poiché sono solo pochi i testimoni rimasti. Anche per questo mi sta a cuore il Fondo italo-tedesco per il futuro, che trasmette la memoria alle giovani generazioni”, ha precisato Steinmeier parlando di una responsabilità che non può essere archiviata. “L’Europa ha un futuro di pace solo se noi tedeschi non dimenticheremo mai questa responsabilità dinnanzi alla storia. Sappiamo che la libertà e la democrazia vanno protette e difese, che un nazionalismo eccessivo porta alla guerra”, ha concluso il Presidente tedesco. (Inform)