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Presepe della Basilicata nel Palazzo del Quirinale

TRADIZIONI

ROMA – Il Palazzo del Quirinale ospita, nella Sala d’Ercole, fino al prossimo 5 gennaio un monumentale presepe lucano ideato dal maestro presepista Francesco Artese e sostenuto dall’Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata.

Questa esposizione in occasione delle festività natalizie 2018 assume anche particolare valore simbolico perché precede di poco il grande evento di Matera Capitale europea della Cultura 2019, grazie al quale la Basilicata vivrà una importante esperienza di centralità e protagonismo.

Il presepe del maestro Francesco Artese è il racconto della nascita di Gesù nel contesto di un paesaggio che non ha eguali, i borghi della Basilicata e i Sassi di Matera, quelli che Pasolini scelse per il suo “Vangelo” affermando di aver ritrovato qui i volti e i luoghi “intatti” che in Palestina erano andati perduti.

L’opera, realizzata in polistirene, pietra, legno e ferro, con centoventi personaggi in terracotta, su un’area di quaranta metri quadri per un’altezza di circa sei metri, compone sulla scena un insieme di quadri che rappresentano diversi momenti della vita quotidiana, in un ambiente semplice e laborioso, che attinge a riti e tradizioni della civiltà rurale lucana  ancora vive e sentite: la rappresentazione del Maggio di Accettura, con il gruppo di buoi che traina il tronco del grande albero; la processione in devozione della Vergine Maria, con i fedeli che portano i monumentali “cinti” in cera, ex voto in cui si compendiano speranze, attese e gratitudine per grazie ricevute; il culto della Madonna della Bruna, che si rinnova tra storia e leggenda. In sintesi, la cultura e il paesaggio di una Terra ricca di naturale spiritualità, millenario crocevia di popoli e tradizioni.

La Basilicata intera si riconosce nel presepe, nei volti e nei gesti delle donne, degli uomini e dei bambini che animano la platea davanti alla grotta della Natività, in un paesaggio caratterizzato da vicoli e scale, grotte e palazzotti signorili, archi e ballatoi, orti e terrazze, comignoli, campanili delle chiese ipogee. Le case scavate nel tufo e incastrate tra loro evocano maestrie e saperi artigiani tramandati da padre in figlio. Ovunque un brulicare di vita, un racconto diffuso di quella cultura del vicinato fatta di solidarietà e condivisione tra famiglie: una dimensione di vita connaturata nei Sassi di Matera, in cui la “piazza” offre l’armonia del vivere senza barriere, dinamica e aperta. Come nello spirito di Matera 2019. (Inform)

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