direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Presentazione della docu-fiction “Figli del destino” in ricordo della tragedia della Shoah

SENATO DELLA REPUBBLICA

La proiezione della pellicola in anteprima nella Sala Koch di Palazzo Madama, alla presenza della Comunità ebraica. Casellati: “Mai più antisemitismo”

ROMA – “Ad oltre 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali, che sarebbe più corretto chiamare leggi razziste, abbiamo il dovere di combattere contro un nemico che non spara, non rastrella, non uccide: l’oblio. E’ un nemico che però non possiamo e non dobbiamo sottovalutare, mai, per nessun motivo”, questo è stato il monito del Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, in occasione della proiezione a Palazzo Madama della docu-fiction ‘Figli del destino’, a pochi giorni dalle celebrazioni per la Giornata della Memoria. Alla proiezione in anteprima della pellicola dedicata alla tragedia della Shoah erano presenti il Rabbino Capo di Roma, Riccardo Di Segni, la vice Presidente della Camera, Maria Edera Spadoni, la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Noemi Di Segni, il Presidente della Rai, Marcello Foa.

“Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione, alla produzione e alla diffusione di ‘Figli del destino’. Hanno avuto l’intuizione di realizzare una docu-fiction che, partendo dal punto di vista dei bambini, offre a tutti la possibilità di approfondire una delle più gravi e inaccettabili tragedie della storia dell’umanità. Grazie alla Rai, la principale industria culturale del Paese, che attraverso questa produzione nobilita la funzione di servizio pubblico; e anche per la disponibilità dimostrata nel dare vita a questa presentazione, alla vigilia della Giornata della Memoria, che ha per il Senato della Repubblica una grande importanza”, ha aggiunto Casellati che si è quindi rivolta ai protagonisti, loro malgrado, di storie che simboleggiano le sofferenze e le atrocità subite dal popolo ebraico: Liliana Segre, Lia Levi, Tullio Foà e Guido Cava.

“L’antisemitismo è un mostro che si nutre di pregiudizi velenosi e di falsificazioni presentate come verità: va respinto sempre e comunque. La libertà, la democrazia, l’uguaglianza sono valori che non possiamo mai dare per scontati. Sono il lascito di chi ci ha preceduto, saranno l’eredità da consegnare alle future generazioni. Per questo è giusto ed è importante trovare sempre nuove chiavi narrative e nuove forme di comunicazione per raccontare quello che è accaduto, quello che non deve accadere mai più. Rispetto a quell’enorme violazione dei diritti fondamentali perpetrata non solo con le leggi razziste, ma anche con ulteriori dettagli contenuti in circolari, disposizioni regolamentari e atti di vario tipo, ci fu un consenso e ci fu una diffusa indifferenza, come nel resto della società italiana. Una indifferenza che non può essere taciuta, anche in considerazione delle tappe che portarono il regime fascista a sviluppare la propria strategia antisemita: se nell’estate del 1938 il censimento degli ebrei italiani era ancora formalmente giustificato, con necessità amministrative, in poche settimane prese corpo quella che è stata giustamente definita una vera e propria persecuzione giuridica. È l’ora più buia per l’Italia”, ha sottolineato Casellati che ha concluso citando le parole di Primo Levi. “Sarà bene ricordare a chi non sa, ed a chi preferisce dimenticare, che l’Olocausto si è esteso anche all’Italia, benché la guerra volgesse ormai alla fine, e benché la massima parte del popolo italiano si sia mostrata immune al veleno razzista”, fu il monito dello scrittore sopravvissuto ai campi di sterminio. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform