direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Presentato il Rapporto Immigrazione di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes

MIGRAZIONI

 

 

ROMA –E’ stata presentata nei giorni scorsi la nuova edizione del Rapporto Immigrazione di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes: essa si colloca in un contesto che riesce a fotografare parzialmente gli effetti della pandemia sulla mobilità umana. Gli spunti che sono emersi dai dati relativi al 2019 sono comunque ricchi di stimoli e di tendenze. A ciò si deve aggiungere l’impatto del Covid in differenti ambiti: la povertà, il lavoro, la scuola, la salute dei migranti e delle persone fragili. “Prendiamo inoltre atto, con viva soddisfazione, del recente via libera (6.10.2020) del Consiglio dei Ministri al decreto legge contenente disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare, contenente modifiche dei c.d. decreti sicurezza (113/2018 e 53/2019). Molte delle raccomandazioni contenute nel Rapporto hanno sottolineato, nei vari temi affrontati, l’importanza di favorire i percorsi di regolarità dei cittadini migranti nel nostro Paese, attraverso un ampio riconoscimento della convertibilità in motivi lavorativi del permesso di soggiorno detenuto ad altro titolo, al fine di invertire la tendenza all’approccio securitario da un lato, o assistenzialistico dall’altro, adottando definitivamente una strategia di potenziamento dei percorsi di integrazione, che contemplasse la promozione di interventi normativi volti a sostenere la presenza e l’inserimento socio-economico dei cittadini stranieri. Auspichiamo dunque che i decisori politici proseguano in questo percorso di legalità”, viene dichiarato nella nota di presentazione del Rapporto.

“La crescita dei movimenti migratori nel Mondo e in Europa non accenna a diminuire. Nel 2019 il numero di migranti internazionali è aumentato attestandosi a circa 272 milioni, pari al 3,5% della popolazione mondiale. In 50 anni il numero di immigrati nel mondo è quasi quadruplicato”, questo è il contesto di riferimento all’interno del quale collocare ogni analisi sul fenomeno migratorio. Cosa dicono i dati sull’Europa? Nel 2019 oltre 82 milioni di migranti internazionali risiedevano in Europa, ovvero quasi il 10% in più rispetto al 2015 (75 milioni). Oltre il 50% del totale dei migranti internazionali nell’area in questione (42 milioni) è nato in Europa. I migranti non europei, invece, tra il 2015 e il 2019 sono aumentati da poco più di 35 milioni a circa 38 milioni. La Germania, con oltre 13 milioni di migranti, si attesta come il Paese europeo con il maggior numero di cittadini stranieri residenti. Per quanto riguarda l’Italia, qui viene fotografata una situazione ormai purtroppo ben nota che vede un progressivo spopolamento di alcune aree, soprattutto nel Mezzogiorno. Gli ultimi dati sulla situazione demografica italiana, diffusi dall’Istat, confermano appunto le tendenze in atto da alcuni anni: progressiva diminuzione della popolazione residente (-189 mila unità), in particolare nelle regioni del Sud; aumento del divario tra nascite e decessi; stagnazione della fecondità a livelli molto bassi; aumento dell’incidenza della popolazione anziana e diminuzione di quella giovane, con il relativo ulteriore innalzamento dell’età media; saldo migratorio con l’estero positivo, anche se in diminuzione; aumento della popolazione residente straniera, sia in termini assoluti che relativi.

Per quanto riguarda i migranti nel nostro Paese, il Rapporto evidenzia un impatto negativo da parte dei già menzionati “decreti sicurezza” (in particolare il 113/2018 ossia il cosiddetto “decreto Salvini”) divenuti oggetto di modifica in queste ultime settimane. “I dati del Ministero dell’Interno al 1 gennaio 2020 consentono anche un primo bilancio sulle nuove tipologie di permesso di soggiorno introdotte dal decreto legge n. 113/2018. Si è trattato in totale di poco più di 28 mila permessi di soggiorno, che risultano per la quasi totalità di derivazione da tipologie già esistenti prima della riforma o che per effetto di questa hanno subito solamente un cambio di denominazione o di disciplina (ad esempio i permessi per “motivi umanitari” hanno assunto la denominazione di permessi in “casi speciali”), fatta eccezione per qualche unità di permessi per meriti di valore civile o per calamità naturale, che si sono rivelati dunque assolutamente non coincidenti con le aspettative, i bisogni e le condizioni personali dei migranti nel nostro Paese”, precisa la nota del Rapporto ricordando che in Italia nel 2018 il contributo dei migranti al Pil è stato di 139 miliardi di euro, pari al 9% del totale. “I circa 2,3 milioni di contribuenti stranieri hanno dichiarato 27,4 miliardi di redditi, versando 13,9 miliardi di contributi e 3,5 miliardi di Irpef. L’Iva pagata dai cittadini stranieri è stimata in 2,5 miliardi. Si tratta di dati che confermano il potenziale economico dell’immigrazione che, pur richiedendo notevoli sforzi nella gestione, produce senza dubbio benefici molto superiori nel medio-lungo periodo”, aggiunge la nota puntando l’attenzione su un aspetto che la politica sarebbe chiamata a risolvere quanto prima: la posizione giuridica di quel 64% di alunni stranieri nati in Italia che ad oggi, in base ad un vulnus legislativo nazionale, non ha diritto alla cittadinanza. Infine è stato evidenziato un dato che smentisce gli allarmismi creati durante gli ultimi mesi relativamente alla pandemia. Un monitoraggio condotto dall’INMP (Istituto Nazionale Migrazioni e Povertà) sui casi di positività al Covid fra gli stranieri presenti nel sistema di accoglienza per richiedenti asilo, in un periodo che va dall’11 maggio al 12 giugno 2020, ha evidenziato che su 59.648 immigrati accolti sono stati confermati 239 positivi al Covid, ossia lo 0,4%. In totale sono state monitorate 5.038 strutture di accoglienza sulle 6.837 censite dal Ministero dell’Interno, con una copertura pari al 73,7% mentre la copertura stimata rispetto al numero degli ospiti presenti è stata di circa il 70%.  (Inform)

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