direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Presentato il Rapporto Aipb-Censis “Contribuire al rilancio dello sviluppo italiano: il valore sociale del Private Banking”

RICERCHE

MILANO – Premiare le famiglie benestanti, se investono nell’economia reale. La maggioranza degli italiani è convinta che chi investe la ricchezza che possiede moltiplica le opportunità per tutti, perché i patrimoni finanziari sono una vera risorsa, e non sostanze sottratte egoisticamente alla collettività. Il 52,4% degli italiani definisce la ricchezza come una opportunità per l’Italia, se si stimola chi la detiene a investirla bene. Il 25,1% invece la reputa inutile, perché pensa che i ricchi sono cittadini del mondo e portano altrove i soldi. Il 22,5% la ritiene poco meno di un furto ai danni della collettività, sottolineando l’egoismo dei ricchi. Nella percezione comune è prevalente, dunque, una visione della ricchezza come strumento produttivo, attraverso l’investimento diretto o indiretto nell’economia reale, garantendo allo stesso tempo rendimenti per i detentori dei patrimoni e benefici per l’intera collettività. Il 45,7% degli italiani si dice addirittura favorevole a ridurre le tasse sui grandi patrimoni relativamente alle quote che vengono investite per favorire la crescita dell’economia reale. È quanto emerge dal rapporto Aipb-Censis «Contribuire al rilancio dello sviluppo italiano:il valore sociale del Private Banking», che è stato anticipato alla stampa.

I grandi patrimoni: meno preoccupati per il futuro, pronti a investire in Italia. I detentori di grandi patrimoni sono meno preoccupati per il futuro del Paese rispetto al resto degli italiani: il 46,5% contro il 62,2%. E sono meno propensi alla fuga all’estero: il 75,8% resterebbe in Italia anche se avesse la possibilità di andarsene, mentre tra gli italiani la quota si riduce al 48,4%. La voglia di Italia emerge anche dalle decisioni sugli investimenti, perché per il 73,5% dei detentori di grandi patrimoni l’investimento giusto deve generare valore anche per il proprio Paese, per il 70,4% deve avere ricadute positive su occupazione e redditi, per il 64,8% deve valorizzare i territori e le comunità di appartenenza, per il 59,5% deve essere socialmente responsabile, tutelare l’ambiente e favorire la qualità della vita delle persone.

Il valore sociale del Private Banking. In questo quadro, il Private Banking gioca un ruolo decisivo, perché per due terzi dei detentori di grandi patrimoni il Private Banker rappresenta la figura professionale di riferimento quando si tratta di prendere le decisioni di investimento. Se la ricchezza è ben vista dagli italiani quando si mobilita per lo sviluppo, il 79,6% reputa utili i professionisti che orientano i grandi patrimoni verso investimenti funzionali a favorire l’economia reale. Per l’89,1% i Private Banker sono utili perché possono mettere in movimento le risorse per la crescita, per l’88,1% lo sono perché possono orientare i patrimoni verso investimenti che creano occupazione, benefici sociali, e non solo altri soldi per chi li possiede. Oltre a far guadagnare i propri clienti, il Private Banking è utile se li orienta su investimenti da cui derivino benefici per la collettività. In ciò si esprime il valore sociale del Private Banker, anello di congiunzione tra le ricchezze Private, per le quali deve garantire un giusto rendimento, e gli impieghi a favore del sistema economico e sociale del Paese. (Inform)

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