INTEGRAZIONE E FORMAZIONE
Si tratta di uno strumento di profilazione delle competenze dei cittadini con background migratorio utile ad identificare percorsi di formazione o istruzione che migliorano l’occupabilità e favoriscono l’integrazione. Il prototipo già testato in Italia con successo
BRUXELLES – Si è svolto ieri a Bruxelles un evento promosso dalla Commissione Europea per il lancio dell’EU Skills Profile Tool for third-country nationals, strumento di profilazione delle competenze dei cittadini con background migratorio per identificare, in maniera personalizzata, percorsi di formazione o istruzione che ne migliorino l’occupabilità e favoriscano il processo di integrazione.
Ad offrire in prima persona una testimonianza delle potenzialità dello strumento è stato Juvet Mbah, vent’anni, camerunense, beneficiario di protezione internazionale in Italia, che ha partecipato al programma Inside realizzato dalla Direzione generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in collaborazione con SPRAR (il Sistema italiano di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati). Grazie al progetto – si legge nella nota pubblicata sul sito del Ministero del Lavoro – 683 beneficiari di protezione internazionale, accolti nella rete SPRAR su tutto il territorio nazionale, hanno avuto accesso ad un tirocinio e a un set strutturato e personalizzato di misure di politica attiva del lavoro, come ad esempio orientamento, counselling e profilazione delle competenze.
Juvet, nato a Bamenda, ha ricevuto protezione internazionale in Italia dalla commissione territoriale di Milano, nel 2014. È stato accolto nello SPRAR a Cremona, dove ha partecipato ad un progetto personalizzato di inclusione socio-lavorativa di cui è stato egli stesso promotore insieme allo staff. Una storia di concreta bidirezionalità del processo di integrazione, al cui centro si colloca l’impegno reciproco: da una parte, un’azione multidisciplinare (socio-psico-educativa e di politica attiva del lavoro), dall’altra, l’investimento attivo e quotidiano del beneficiario nel percorso di inclusione. Juvet Mbah ha fatto diverse esperienze di volontariato e di tirocinio in Italia, tutte nell’ambito socio-sanitario, lavorando con persone anziane, disabili e pazienti terminali.
Ripercorrendo la sua storia, Juvet ha dimostrato quanto sia importante, rispetto all’integrazione, identificare in maniera efficace le competenze dei rifugiati: conoscenze, esperienze, abilità presenti nel background della persona che, se correttamente profilate, possono giocare un ruolo cruciale per l’inserimento socio-lavorativo, vero e proprio asse del percorso di inclusione nella società di arrivo. Nel corso del suo intervento ha sottolineato come il tirocinio svolto nell’ambito del progetto Inside sia stato cruciale per comprendere quale fosse la strada professionale da intraprendere. “Quando ero negli scout ho capito che mi piaceva aiutare gli altri. Poi – afferma Juvet – ho svolto il tirocinio e ne ho avuto la conferma. Quanto torno a casa sono contento di come ho passato la giornata”. Il suo prossimo obiettivo sarà quello di ottenere la qualifica per poter svolgere l’attività di operatore socio-sanitario.
Davide Longhi, operatore dell’Agenzia Mestieri Lombardia, ente promotore del tirocinio Inside svolto da Juvet, ha raccontato come “Juvet abbia iniziato ad occuparsi della cura della terra e delle piante, poi piano piano abbiamo compreso che aveva una predisposizione per la cura dell’altro ed è per questo che è stato possibile inserirlo in un corso professionalizzante adatto a lui”. E infine Lara Raffaini, operatrice SPRAR del Comune di Cremona, ha voluto ricordare quanto sia importante “rendere i migranti partecipi del loro processo di integrazione, che deve essere frutto di una loro scelta. Ciò che conta è che i migranti non subiscano un percorso di integrazione non scelto da loro”.
Il prototipo del’Eu Skills Profile Tool è stato testato in Italia dal marzo del 2017 su richiesta della Commissione Europea e in collaborazione con il Ministero dell’Interno e ANPAL Sevizi, con un gruppo di beneficiari di protezione internazionale nell’ambito delle attività del progetto Inside, che la Commissione ha inserito nella banca dati delle promising practices. (Inform)