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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Presentato alla Camera il libro di Maria Patricia Mesa “Tu sì che vali. Una guida per guarire, reinventarti e fiorire quando la vita ti porta tra due mondi”

ITALIANI ALL’ESTERO

 

ROMA – Presso la sala stampa della Camera si è tenuta la presentazione del libro di Maria Patricia Mesa “Tu sì che vali. Una guida per guarire, reinventarti e fiorire quando la vita ti porta tra due mondi”. All’incontro è intervenuto Fabio Porta, deputato del Pd eletto nella ripartizione America Meridionale, da anni impegnato sui temi dei diritti degli italiani nel mondo e delle migrazioni. Sono intervenuti: Terry Bruno (psicoterapeuta e presidente di Earth), l’imprenditrice Maria Caridad Palacio, la politologa Imane Jalmous e l’autrice Maria Patricia Mesa. Pubblicato in spagnolo, italiano e inglese e già tradotto in altre lingue, il volume si rivolge in particolare alla grande diaspora italiana nel mondo e ai suoi discendenti, proponendo una narrazione positiva della mobilità e una “mappa emotiva” per affrontare lo shock culturale, ricostruire appartenenze e valorizzare i propri talenti tra Paesi, culture e lingue diverse. Ha moderato la presentazione  Gianni Lattanzio, direttore editoriale di Meridiano Italia, che ha spiegato come l’autrice del libro sia protagonista in prima persona del fenomeno migratorio essendo italo- uruguaiana. “Il libro invita chi cambia Paese a credere in se stesso”, ha evidenziato Lattanzio sottolineando il contributo motivazionale del volume nei confronti di chi affronta un percorso migratorio con resilienza. “Cambiare ambiente di vita significa lasciare qualcosa, per trovare un altro contesto e reinventarsi: ma per farlo occorre conoscere se stessi”, ha precisato Lattanzio. Dal canto Terry Bruno ha parlato di un testo capace di “raccontare con immediatezza un’esperienza complessa ma anche invisibile: il vissuto interiore della migrazione”. Lo psicoterapeuta ha spiegato che migrare non vuol dire solo passare da un Paese all’altro ma lasciare affetti, relazioni, colori e odori di un luogo. “Migrare significa anche perdere temporaneamente quella sensazione di sapere chi si è”, ha sottolineato Bruno parlando di una difficoltà centrata attorno al concetto di disorientamento. “Questo momento di crisi non è debolezza ma trasformazione”, ha aggiunto Bruno apprezzando il taglio dato dall’autrice alla tematica.  Imane Jalmous, politologa di origine marocchina cresciuta in Italia, ha segnalato parole di questo libro come strettamente collegate a concetti quali “valore” e “resilienza”. Jalmous ha evidenziato determinati aspetti del fenomeno migratorio in chiave positiva e di arricchimento reciproco. “Il libro trasmette valore e vissuto”, ha aggiunto Jalmous precisando che servirebbero a volte delle semplificazioni normative per permettere a tutto questo di emergere e di essere ulteriormente valorizzato. Maria Caridad Palacio ha sottolineato quattro parole chiave: dignità, identità, rispetto e comportamento. Questi sono quattro aspetti che chi emigra deve tenere in conto nel suo processo di integrazione in un altro Paese. Palacio ha anche evidenziato che spesso chi emigra non lo fa per mera scelta ma per necessità. Ha poi preso la parola il deputato Fabio Porta che ha anzitutto evidenziato come l’Uruguay sia un Paese amico che, come molti altre nazioni del Sudamerica, ospita una nutrita comunità di italo-discendenti. “Questo libro tocca corde sensibili: l’autrice ci dice che migrare non è solo spostarsi ma un vero proprio viaggio dell’anima. Non si tratta solo di lasciare una casa, anche se quello vuol dire tanto”, ha aggiunto il deputato  menzionando il concetto di “pendolarismo continuo” che non è solo uno spostamento fisico. “Per me, che sono eletto nella ripartizione America meridionale , il libro è uno stimolo ulteriore a ragionare sulle tematiche dell’emigrazione ma anche dell’immigrazione”, ha spiegato Porta invitando ad approcciarsi a queste questioni andando oltre la statistica e gli stereotipi. “Molto bello che il libro sia dedicato alla diaspora italiana”, ha aggiunto Porta rilanciando poi la sua valutazione critica sulla recente legge di riforma della cittadinanza. Il deputato ha anche sottolineato la necessità di un insegnamento approfondito della storia dell’emigrazione italiana nelle scuole. Porta ha poi segnalato come,  contrariamente alla narrazione che viene fatta di un’Italia terra di immigrazione, il nostro Paese continui ancora oggi ad essere contesto d’emigrazione. A seguire è intervenuta l’autrice Maria Patricia Mesa che ha parlato del libro come di un testo “terapeutico” con un linguaggio però semplice e pratico perché possa essere letto da tutti.  Mesa si è anche soffermata sul  movimento da lei fondato “Migrante Pleno”, che fornisce supporto emotivo e coaching a chi vive lo sradicamento e la depressione legata all’esperienza migratoria. “L’input di scrivere questo libro è stato raccontare ciò di cui non si parla: ossia raccontare il vero vissuto e i profili della migrazione”, ha spiegato l’autrice sottolineando che il tessuto sociale globale è altamente forgiato dal fenomeno migratorio. Il deputato Porta ha infine ripreso la parola sottolineando l’importanza del concetto di ibridazione, citando anche l’idea di “italici” di Piero Bassetti. (Inform)

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