CAMERA DEI DEPUTATI
Su iniziativa del deputato Simone Billi
(Fonte foto Camera dei Deputati)
ROMA – L’attenzione all’adempimento degli obblighi IVA in Croazia è cruciale per evitare sanzioni e per gestire correttamente l’attività economica. Per questo l’avvocato Adriano Paolo Marcotulli ha realizzato il libro “IVA in Croazia: un approccio per imprenditori e professionisti”. L’evento di presentazione si è tenuto alla Camera su iniziativa del deputato della Lega, eletto nella ripartizione Europa, Simone Billi (Lega) nonché Presidente del Comitato sugli Italiani nel Mondo. Oltre all’autore sono intervenuti il Presidente dell’Associazione Italawyers International Valeriano Drago e l’attuale tesoriere dell’associazione Marco Calabrese. Valeriano Drago si è detto felice di presentare questo libro realizzato dal loro associato Marcotulli che rappresenta Italawyers in Croazia. “Scopo dell’associazione, che non ha fini di lucro, è diffondere la cultura giuridica italiana nel mondo e favorire il reciproco aiuto tra i propri associati, senza alcuna barriera territoriale o linguistica”, ha spiegato Drago annunciando che a marzo a Genova l’associazione terrà il suo meeting annuale e anche in quella sede verrà presentato il libro. Marco Calabrese ha spiegato che Italawyers è principalmente un’associazione culturale ma funziona anche da network di avvocati italiani per una reciproca assistenza all’estero. E’ poi intervenuto l’autore del libro che ha spiegato come il volume nasca dalla volontà di dare uno strumento utile agli imprenditori italiani che si rivolgono alla Croazia. “L’IVA è una delle colonne portanti del sistema fiscale croato”, ha precisato Marcotulli ricordando che la centralità dell’IVA nella fiscalità della Croazia è data dal fatto che essa rappresenta circa il 50% delle potenzialità finanziarie dello Stato in questione. Marcotulli ha introdotto storicamente il concetto di IVA che trae origine dall’idea avuta nel 1954 da un’economista francese; l’IVA è stata poi ai suoi albori normata da una direttiva CEE di fine anni ’60: nel 1968 il primo Paese europeo ad adottare l’IVA è stata la Germania. Tra anni ’70 e ’80 molti Paesi europei l’hanno assunta ma ci sono comunque tanti altri Stati nel mondo ad avere strumenti analoghi all’IVA europea. In Croazia attualmente l’IVA è fissata al 25%: “una delle più alte in Europa ma la più alta è quella ungherese al 27%”, ha spiegato Marcotulli sottolineando che per l’azienda l’IVA non è un vero e proprio costo essendo in realtà un costo reale per l’utente finale. Nel libro si danno informazioni utili su alcuni tipi di detrazioni, che non sono uguali a quelle che si applicano in Italia. “In Croazia il rimborso IVA avviene entro trenta giorni dalla presentazione della richiesta che, normalmente, è mensile”, ha evidenziato Marcotulli invitando a prestare attenzione ad esempio alle pratiche riguardanti le automobili ad uso aziendale o promiscuo. Per quanto riguarda il settore turistico vi è una un’aliquota speciale. Marcotulli ha anche ricordato che i controlli sull’IVA in Croazia avvengono abbastanza frequentemente proprio per l’importanza data a questo strumento. “Il libro è di piacevole lettura, molto scorrevole, e l’argomento è molto interessante per quelle aziende o professionisti che rivolgono la propria attenzione alla Croazia, che è molto vicina ai nostri confini”, ha il deputato Simone Billi concludendo la prersentazione. (Inform)