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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Presentato alla Camera dei Deputati il libro di Antonella Rita Roscilli “Zelia Gattai e l’Immigrazione italiana in Brasile”

ITALIANI ALL’ESTERO

 

ROMA – Si è tenuta presso la Camera dei Deputati la presentazione del libro “Zelia Gattai e l’Immigrazione italiana in Brasile” di Antonella Rita Roscilli. Pubblicato dalla casa editrice dell’Università Federale di Bahia (Edufba), il libro presenta la biografia completa della celebre scrittrice brasiliana di origini italiane Zélia Gattai Amado, ripercorrendo la sua vita dall’infanzia e adolescenza a São Paolo fino alla sua unione con il famoso scrittore Jorge Amado, di cui fu moglie per 56 anni. Zélia Gattai, figlia e nipote di emigranti italiani, ha conservato per tutta la vita i valori e le tradizioni dei suoi antenati, divenendo una rinomata memorialista. Il libro dedica il primo capitolo alla emigrazione italiana e ad alcuni episodi significativi della nostra emigrazione, come quello degli “Schiavi Bianchi” e della Colônia Cecília, riscattando anche la memoria di personaggi dimenticati, tra cui l’italiano Oreste Ristori. L’opera è arricchita dalle introduzioni della Prof.ssa Evelina Hoisel, dell’On. Fabio Porta, del Prof. Roberto Vecchi e della poetessa Myriam Fraga. Il libro, ancora inedito in Italia, offre l’occasione per approfondire temi di grande rilevanza storica e culturale, nonché per riscoprire le radici italiane in Brasile attraverso le parole e le esperienze di Zélia Gattai. La presentazione si è svolta nell’ambito in occasione delle  celebrazioni del 150° anniversario dell’emigrazione italiana in Brasile. Ha moderato l’incontro Gianni Lattanzio, Segretario generale ICPE (Istituto Cooperazione Paesi Esteri).  “Questa sera – ha esordito Lattanzio – sono qui insieme ad autorevole ospiti, per presentare un libro di Antonella Rita Roscilli, un’attenta ricercatrice che ha svolto la sua ricerca tra Italia e Brasile. Una grande professionista del settore della ricerca, che attraverso i suoi scritti ci porta quasi con mano nella storia dell’emigrazione italiana in Brasile.  È quello di cui abbiamo veramente bisogno – ha aggiunto Lattanzio – mettere insieme il mondo, la cultura, le persone impegnate con l’emigrazione, le persone impegnate all’estero e sul territorio”.  A seguire ha preso la parola il deputato Fabio Porta (PD – Ripartizione America Meridionale) “Sono felice di avere alla mia sinistra l’Ambasciatore Renato Mosca, che sta svolgendo da molti mesi un lavoro intensissimo sui versanti, istituzionali, politici, culturali, e credo che questa sua presenza sia importante anche in considerazione dei festeggiamenti per i 150 anni dell’emigrazione italiana in Brasile, che già l’Ambasciata ha avuto modo di celebrare con importanti avvenimenti. Una ricorrenza che si sta rilevando un elemento catalizzatore di iniziative su tutti versanti”. “Sono quindi molto felice di essere qui per i 150 anni dell’emigrazione italiana in Brasile, – ha continuato Porta – a presentare non solo questo volume di Antonella Rita Roscilli, ma tutto il suo lavoro dedicato negli ultimi anni all’emigrazione italiana in Brasile. Per Porta attraverso gli occhi di Zélia Gattai, un personaggio non noto a tutti ma conosciuta in Italia per essere stata la moglie di Giorgio Amato, si può ripercorre la storia di quella parte di emigrazione italiana, che ha avuto tanta importanza nel movimento operaio e sindacale, e quindi anche nella costruzione di questo paese. “In vista della presentazione di oggi, – ha proseguito il deputato – ho riletto questo interessante libro, soprattutto la parte sull’emigrazione italiana. Una ricostruzione che è molto dettagliata, molto precisa con un taglio storico, che non sempre si trova in molti scritti”.  E’ poi intervenuto l’Ambasciatore brasiliano in Italia Renato Mosca: “Vorrei aggiungere 2 punti: il primo è che questo libro non solo ripercorre la storia brasiliana dell’inizio del XX secolo, ma dà anche testimonianza della vita di Zelia e della vita degli italiani in Brasile in questo momento storico . Il secondo punto è che Zelia ha partecipato alla lotta per l’uguaglianza, e per la giustizia sociale del Brasile divenendo un personaggio della lotta politica. Tutto questo fa di Zelia Gattai un’icona brasiliana, una scrittrice nota e riconosciuta per il suo lavoro, ma anche per il contribuito che ha dato alla società brasiliana”.  E’ stata poi la volta del Professor Giorgio De Marchis (Docente di Letteratura Portoghese e Brasiliana, rettore del Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere dell’Università Roma Tre), che ha ripercorso la storia della colonizzazione del Brasile, partendo dall’arrivo dei portoghesi e dal primo contatto con le popolazioni indigene. De Marchis si è poi soffermato sul contributo italiano alla diffusione della conoscenza del “nuovo mondo”. Intorno al 1500 circolò infatti nel mondo europeo un testo ispirato da Amerigo Vespucci “Mondus Novus”, nel quale fu raccontata la scoperta di questa terra e del suo popolo in maniera irrealistica. “In poche parole – ha spiegato De Marchis – saranno i portoghesi a scoprire il Brasile, ma è un italiano che lo inventa. Se il primo inventore del Brasile è stato Vespucci, gli italiani continueranno in questa operazione di reinvenzione del Brasile anche in seguito”. Il professore ha poi parlato della “seconda invenzione del Brasile” tramite la scoperta della letteratura indianista brasiliana in Italia nell’800’. Un periodo storico in cui furono pubblicate varie traduzioni ed opere, che vennero molto apprezzate in Italia. L’immagine del popolo brasiliano fra gli italiani cambiò poi radicalmente e venne associata alle popolazioni indigene. De Marchis ha inoltre affrontato fenomeno migratorio italiano in Brasile a cavallo tra il XIX ed il XX secolo. “Il Brasile – ha rilevato il professore – fu investito da un fenomeno migratorio di massa, che portò circa un milione e mezzo di italiani a recarsi in Brasile”.  De Marchis ha infine ripercorso la storia della colonia italiana Cecilia in Brasile. Un esperimento che prevedeva l’assegnazione di 300 ettari del Paranà ad anarchici italiani per costruire una cittadella sperimentale della solidarietà umana, libera dalla proprietà privata, il motto della colonia era ne patria, ne padrone. Un’utopia che durò 4 anni e poi sparì lasciando però tracce profonde in Brasile con gli anarchici italiani che si sparsero nel Paese e fondarono giornali, sindacati e contribuirono alla formazione di una coscienza sociale in Brasile. E’stata poi la volta dell’autrice del libro Antonella Rita Roscilli che, dopo aver presentato un dvd in cui Zelia Gattai racconta le varie storie della sua vita, ha sottolineato:  “Parlare di Zelia Gattai, significa parlare d’Italia, parlare di emigrazione italiana, di tante persone quasi dimenticate in Italia e che hanno contribuito allo sviluppo del Brasile. Gattai  – ha aggiunto Roscilli –  fu una donna che ricevette premi e riconoscimenti, il più importante fu la consegna a El Salvador del titolo di Grande ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia , che le fu dato nel 2008 dal Presidente della Repubblica Napolitano. Stiamo parlando di una donna speciale, che riunendo valori, storia, saggezza, politica e molto altro, ci ha donato la propria vita attraverso i libri, che costituiscono una collezione multidisciplinare. Per tanto ha un ruolo importante nella costruzione del memoriale dell’emigrazione italiana” . Ha infine preso la parola da remoto Norberto Lombardi (Direttore “Collane quaderni sull’emigrazione”) “Il libro – ha spiegato Lombardi – è un lavoro complesso, perché vi è memoria, ma anche una narrazione e una ricostruzione storica, che per quanto sintetica è realizzata in maniera precisa e puntuale.” Lombardi ha poi illustrato gli aspetti salienti delle Collane quaderni sull’emigrazione, un’iniziativa editoriale  articolata in tre momenti  fondamentali: la prima collana è dedicata alle testimonianze letterarie, la seconda collana si basa sulla scrittura di coloro che approdano in Italia, la terza collana si occupa della memorialistica. Lombardi, dopo aver segnalato la disponibilità della casa editrice a realizzare una traduzione adeguata del libro, si è infine soffermato sul contributo di idee e principi portato dagli italiani che sono emigrati in Brasile.  “La presenza degli italiani in questo Paese – ha rilevato Lombardi – fortemente radicata di motivi idealistici, non rappresenta soltanto un fatto del passato, in quanto ha prodotto la nascita in Brasile di movimenti socialisti, sindacali, e sociali, ma ha anche fatto maturare una cultura del lavoro, che prima non esisteva”. (Lorenzo Morgia – Inform)

 

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