direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Presentato a Villa Madama dal Ministro degli Esteri Tajani il Piano d’azione per l’accelerazione dell’export sui mercati ad alto potenziale

FARNESINA

 

ROMA – E’ stato presentato a Villa Madama alle associazioni del mondo produttivo italiano il Piano d’azione per l’accelerazione dell’export sui mercati ad alto potenziale. L’iniziativa include nuovi strumenti di promozione del Ministero degli Affari Esteri e delle Agenzie pubbliche di sostegno all’export a beneficio del sistema imprenditoriale. Nell’occasione è stata presentata anche la guida modello sulla “diplomazia della crescita”, che le Ambasciate italiane nei principali Paesi partner dell’Italia stanno elaborando, al fine di fornire informazioni concrete e specializzate alle imprese interessate a sviluppare attività di affari in tali mercati. Nel 2024 l’export italiano ha registrato risultati particolarmente rilevanti nei mercati extra-UE: 17,6 miliardi di Euro in Turchia; 7,9 miliardi negli EAU; 6,6 miliardi di euro in Messico; 5,8 miliardi in Brasile; 6,2 miliardi di euro in Arabia Saudita e 5,2 miliardi di euro in India. Fra le priorità ci sono anche i Paesi dell’Africa, che hanno totalizzato oltre 20 miliardi di export. All’evento sono intervenuti i vertici di ICE, CDP, SACE e Simest nonché quelli delle principali associazioni di categoria del mondo produttivo. La giornata è stata aperta dall’intervento del Ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha anche parlato del problema dei dazi proposti dagli Stati Uniti. Il Ministro ha sottolineato come il suo progetto sia quello si difendere le imprese per consentirgli di continuare a esportare, per quanto la questione necessiti di essere portata avanti a livello europeo. Per Tajani la via per ‘bypassare’ il problema dei dazi potrebbe essere quella di cercare di equilibrare la bilancia commerciale tra import ed export con gli USA che al momento sembra essere a vantaggio dell’Europa, in modo da cercare di venire incontro alle apprensioni della controparte americana. Tajani si è poi soffermato sul progetto di riforma della Farnesina, che presto sarà portato in Consiglio dei Ministri, che intende dare un nuovo assetto al Maeci con “una testa politica e una economica”, con una direzione generale orientata alla crescita: “un Ministero che lavori nella diplomazia della crescita per rafforzare le esportazioni”. Il Ministro ha sottolineato come l’Italia abbia una grande varietà di prodotti da esportare: “la più ampia al mondo dopo la Cina”. Nella visione della riforma le Ambasciate dovranno diventare basi operative  e trampolini di lancio per le nostre imprese che operano ed esportano all’estero. In proposito Tajani ha voluto precisare che “internazionalizzare non vuol dire delocalizzare”. Il Ministro ha poi annunciato che da oggi sarà operativo un ufficio dedicato all’export volto a dare informazione alle imprese interessate sia tramite mail sia attraverso un numero di cellulare. Tajani ha inoltre segnalato vari Paesi  che appaiono favorevoli allo sviluppo dell’export italiano come la Turchia, la Cina, gli Emirati Arabi, il Messico, l’Arabia Saudita, l’India, l’Algeria, il Sud Africa, ma anche grandi mercati come i Balcani Occidentali l’Asia centrale o l’America Latina. Aree geografiche importanti in cui il Governo promuoverà missioni per organizzare business forum.  Il Ministro ha anche ricordato che l’Italia è la seconda potenza industriale europea e la quarta potenza commerciale al mondo. “Non rinunceremo a iniziative a favore della competitività delle nostre aziende, anche attraverso l’aggregazione di piccole imprese”, ha spiegato Tajani aggiungendo che c’è la volontà politica di fare tutto ciò per garantire a 4 milioni di imprese italiane di poter guardare oltre i confini nonostante le difficoltà internazionali.  Ha poi preso la parola Barbara Cimmino (Vice Presidente per l’Export di Confindustria) che ha sottolineato l’importanza del coordinamento tra il sistema Paese e il mondo dell’impresa. Per Cimmino tutto il sistema fieristico, così come del potenziamento dei viaggi degli imprenditori italiani all’estero sono parte integrante di un percorso da compiere insieme. Secondo Cimmino è comunque necessaria una semplificazione, anche perché all’estero si va spesso con un accompagnamento importante del mondo della finanza e questo accompagnamento è particolarmente necessario per le piccole e medie imprese. Cimmino ha anche espresso la convinzione che le sinergie messe oggi in campo possano servire nei prossimi mesi. Sono viste positivamente anche le prossime Olimpiadi Milano-Cortina, per il ruolo che possono giocare nel far conoscere nel mondo le imprese italiane. Ettore Prandini (Presidente Coldiretti) ha espresso soddisfazione per l’idea di riforma della Farnesina finalizzata a creare un meccanismo di dialogo più intenso con il mondo dell’impresa, valorizzando il ruolo strategico delle Ambasciate per accompagnare le nostre imprese nei mercati internazionali. Prandini ha poi messo in guardia da un’illogica guerra economica tra le due sponde dell’Oceano, considerando l’economia statunitense e quella europea come un qualcosa che deve andare necessariamente di pari passo. Marco Granelli (Presidente Confartigianato) ha espresso la piena condivisione del piano proposto dalla Farnesina, finalizzato alla capacità di fare sistema in favore soprattutto del sistema delle piccole e medie imprese. Granelli ha precisato che al momento le piccole e medie imprese italiane sono già presenti in Cina, USA, EAU e Giappone ma anche vari Paesi dell’America Latina e dell’Africa. Mario Mattioli (Presidente Federazione del Mare) ha ricordato l’importanza delle acque marine alla luce del fatto che ogni anno via mare viaggiano merci per circa il 70% delle transazioni economiche internazionali. Da parte di Mattioli è arrivato un plauso per l’istituzione di un Ministero del Mare considerando che l’Italia è culturalmente e storicamente legata ai mari. Mattioli ha quindi posto l’attenzione sulla situazione ancora critica nello Stretto di Suez per la sicurezza della navigazione. Nicola Gherardi (Giunta esecutiva Confagricoltura) ha auspicato un confronto con la controparte americana sul tema dei dazi ponendo però l’attenzione su un fatto: “in economia il tempo e l’incertezza possono diventare deleteri”. Luigi Scordamaglia (Amministrato Delegato Filiera Italia) ha sottolineato come gli USA non siano sostituibili per l’importanza che hanno nella nostra economia, soprattutto nell’agroalimentare. Più in generale, Scordamaglia ha auspicato reciprocità di regole in tutti i mercati extra UE. Nel corso del dibattito ha preso la parola Matteo Zoppas (Presidente ICE) che ha rilevato come una crescita ulteriore rappresenti un obiettivo perseguibile attraverso iniziative volte a superare alcuni freni e se si risolvono scenari di crisi come quello tra Russia e Ucraina. In definitiva quindi l’obiettivo del Governo, ossia di raggiungere entro fine legislatura i 700 miliardi di euro di export, potrebbe essere  perseguibile. È stata inoltre sottolineata l’importanza del ruolo delle fiere e delle missioni imprenditoriali: 342 sono state le iniziative promozionali nel 2024. In particolare sono state delineate le operazioni condotte da ICE Agenzia in Paesi come Cina, EAU e Messico. Regina Corradini (Amministrato Delegato Simest) ha ricordato che a tutt’oggi vi sono molte imprese che ancora non esportano direttamente ma si affidano a filiere. Per rafforzare le filiere italiane e incrementare le imprese che esportano direttamente, Simest ha messo in campo un pacchetto di circa 1 miliardo di euro. Corradini ha anche sottolineato come, dopo la misura per l’Africa, anche attraverso il Piano Mattei, il lavoro si stia focalizzando sull’America Latina che può contare su un plafond da 300 milioni di euro. Vi sono inoltre due fondi pubblici, di ‘equity per la crescita’ e di ‘equity per le infrastrutture’, da 100 milioni di euro ciascuno. Alessandra Ricci (Amministratore Delegato SACE) ha parlato di ben “14 Paesi gate” che rappresentano porte di accesso ai mercati. “Nell’economia della crescita ci sono due cose che fanno crescere le imprese: esportazioni e innovazione”, ha spiegato Ricci rilevando la centralità di opportunità, garanzie e liquidità per il supporto agli investimenti. Si è anche parlato di una “push strategy” in grado di far inserire al meglio le imprese nella loro internazionalizzazione. Ricci ha anche segnalato che ad oggi sono 200 i Paesi verso i quali SACE opera affiancando le imprese italiane.  Pasquale Salzano (Cassa Depositi e Prestiti) ha ricordato che c’è un plafond da 500 milioni di euro da investire in Africa all’interno del Piano Mattei. Vi è però grande attenzione di Cassa Depositi e Prestiti anche al commercio verso gli USA. E’ stata poi la volta di Enrico Bagnasco (Sparkle e Confindustria Assafrica) che ha spiegato come sia necessario puntare anche all’elemento rappresentato dal valore aggiunto del capitale umano. Renzo Piraccini (Macfrut) ha messo in rilievo che l’Africa ha bisogno di investire nel settore dell’agrofood mentre l’Italia, dal canto suo, avrebbe dei notevoli vantaggi nel promuovere al meglio l’acquisto o il noleggio dei propri macchinari. Lamberto Frescobaldi (Unione Italiana Vini) ha parlato di circa 8 miliardi di export che riguarda il vino in senso più stretto mentre la cifra si alza se si considera l’intera filiera. Frescobaldi ha rilevato che sono proprio gli USA, più volte menzionati nel corso della conferenza per la questione dei dazi, il principale Paese di esportazione per vini imbottigliati. (Inform)

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