ITALIANI ALL’ESTERO
Nel volume, che ripercorre l’esperienza migratoria degli italiani negli Stati Uniti, oltre 500 fotografie recuperate dalle collezioni della Libreria del Congresso americano
Sono intervenuti il questore della Camera Stefano Dambruoso, il presidente di Foedus Mario Baccini, il curatore del libro Paolo Battaglia, la deputata Fucsia Fitzgerald Nissoli (PI), il docente dell’Università di Palermo Marcello Saija, nonché Salvo Iavarone dell’associazione Mezzogiorno Futuro e Mario B. Mignone della Stony Brook University
ROMA – E’ stato presentato a Roma, presso la sala Aldo Moro di Palazzo Montecitorio, il libro “Trovare l’America” (Dati Editore), a cura di Linda Barrett Osborne e Paolo Battaglia, con premessa del regista Martin Scorsese. Una raccolta di oltre 500 fotografie, sulla variegata storia degli italiani in America, recuperate dalle collezioni della Library of Congress. Nel libro, dove non mancano saggi accurati, si ripercorre la complessa esperienza degli italiani in America, da Colombo ad oggi. Oltre a personaggi famosi, come l’ex sindaco di New York Fiorello LaGuardia e il campione sportivo Joe Di Maggio, il libro permette al lettore di ritrovare figure meno conosciute come Giacomo Beltrami, il primo a esplorare le sorgenti del Mississippi nel 1823, e Joe Petrosino, precursore della lotta alla Mafia che fini per perdere la vita a Palermo. Il libro , suddiviso in tre sezioni con altrettante prefazioni (Esploratori, Emigranti, Cittadini), consente inoltre di riscoprire artisti italiani come Carlo Gentile, che fotografò gli indiani americani nell’ottocento, Costantino Brumidi, che divenne famoso per avere realizzato l’affresco che adorna l’interno della cupola del Campidoglio di Washington, e Athos Casarini pittore futurista e illustratore per le riviste newyorkesi d’inizio novecento. Nel volume, che stato pubblicato nelle edizioni italiane e statunitensi con diversi contenuti testuali, anche le foto dei tre scultori originari della Toscana che scolpirono la famosa statua di Lincoln che caratterizza il Lincoln Memorial di Washington.
La presentazione del libro è stata introdotta dal Questore della Camera Stefano Dambruoso che ha sottolineato come questa pubblicazione, che attraverso la riscoperta della memoria favorisce l’arricchimento culturale, affronti il tema di estrema attualità delle migrazioni, ricordandoci che 100 anni fa erano gli italiani a compiere i viaggi in mare della speranza che oggi hanno come protagonisti i profughi provenienti dall’Africa. “La cultura e le risorse umane della nostra emigrazione – ha poi aggiunto Dambruoso – hanno arricchito un paese come gli Stati Uniti, e oggi la comunità italiana rappresenta un elemento fondante della realtà democratica di quel paese”.
Ha poi preso la parola il presidente di Foedus Mario Baccini che ha spiegato come questa Fondazione abbia lo scopo “di promuovere l’italianità come valore, modello culturale e modo di vivere per insegnare al mondo che gli italiani non sono solo simpatici , ma anche affidabili. La promozione della cultura, dell’impresa e della solidarietà – ha proseguito Baccini – sono gli aspetti fondamentali che oggi ritroviamo in questo straordinario volume”. Baccini ha poi precisato che la Fondazione, per sostenere la presenza culturale in America dei giovani studenti italiani, si impegnerà per promuovere borse di studio e dottorati di ricerca.
Dal canto suo Mario B. Mignone della Stony Brook University (Suny) ha ricordato come il libro “Trovare l’America” , pensato per un pubblico americano ed italiano, nasca da una un certosino lavoro di selezione delle tante foto quasi sconosciute sull’emigrazione italiana ritrovate nella libreria del Congresso statunitense. Mignone ha anche segnalato come la Stony Brook University invii ogni anno nelle città d’arte italiane fra i 70 e i cento studenti per un semestre di studio.
È poi intervenuto l’autore ed editore del libro Paolo Battaglia di Anniversary Books, che ha illustrato il complesso lavoro ricerca che sta alla base dell’opera. “Con i nostri ricercatori in due anni e mezzo – ha spiegato Battaglia – siamo riusciti a recuperare oltre 2.500 immagini che non erano mai state viste sulla storia degli italiani in America. Abbiamo elaborato un percorso di almeno 500 anni, cioè dal giorno in cui Cristoforo Colombo pose piede per la prima volta sul continente americano, perché pochi lo sanno ma all’interno della biblioteca del Congresso vi sono alcuni dei documenti più rari sulla storia antica dell’America, come ad esempio alcuni manoscritti colombiani o la mappa di un geografo tedesco, datata 1506 , in cui per la prima volta compare il nome ‘America’ in omaggio al navigatore Vespucci”.
“Volontà, spirito di sacrificio, speranza ed ingegno. – ha esordito la deputata Fucsia Fitzgerald Nissoli (PI), eletta nella ripartizione America Settentrionale e Centrale – Racchiuderei in queste quattro parole le caratteristiche peculiari dei nostri connazionali emigrati in contesti storico sociali difficili e che meritano di essere impressi nella nostra memoria. Un’epopea popolare di povera gente alla ricerca di fortuna. A costo di notevoli sofferenze gli italiani sono riusciti a raggiungere un inserimento positivo sul luogo di residenza e a far conoscere l’operosità e la fantasia italiana in tutte le arti”. Dopo aver evidenziato che attualmente sono circa 4 milioni e 340.000 gli italiani residenti nel mondo, La Nissoli ha sottolineato come lo spirito di sacrificio dei nostri emigrati abbia contribuito a costruire l’America. “Oggi possiamo dire – ha continuato la Nissoli – che gli italiani d’America hanno generalmente un’istruzione secondaria medio alta e si sentono per lo più integrati nei paesi di accoglienza. Le nuove generazioni non hanno problemi di lingua , sono proprietari di case e si sentono soddisfatti del lavoro che conducono. Essi non pensano a rientrare in Italia ma ci tengono precisare che quanto da loro conquistato è frutto di anni di sacrifici e di un percorso di vita, fatto di dure e inevitabili prove . Insomma l’immagine di un’emigrazione matura e consapevole che guarda con fiducia al futuro e merita una riconsiderazione da parte delle istituzioni italiane”. Una comunità variegata a cui si affiancano gli italo americani più colti, i cosi detti “cervelli”, che oggi sono sicuramente più numerosi rispetto al passato. Dopo aver segnalato le storie dell’inventore Meucci, del cantante lirico Caruso e del produttore De Laurentis, la Nissoli si è soffermata sull’importante ruolo svolto dalle donne italiane in emigrazione, ricordando la figura di Santa Francesca Saverio Cabrini che, con le sue opere di assistenza, accompagno gli anni più difficili delle famiglie italiane negli Stati Uniti. “Il merito sostanziale di questo libro – ha concluso la Nissoli – è quello di raccogliere in maniera scientifica quella memoria storica dell’emigrazione italiana in America che deve essere parte integrante della nostra identità nazionale e non rimanere relegata a momenti folcloristici di un lontano passato”.
E’ poi intervenuto Marcello Saija, docente di Studi Europei e dell’Integrazione Internazionale dell’Università di Palermo, che ha elogiato la presenza nel libro di Battaglia di numerosi saggi al servizio delle immagini. Saija ha anche evidenziato la necessità di superare l’immagine storica di un’emigrazione italiana motivata solo dall’indigenza e dalle difficili condizioni di vita e di recuperare anche le altre motivazioni che hanno incentivato la diaspora italiana, come ad esempio i progetti di colonizzazione, la spinta ad investire i risparmi in America o in altri paesi e lo spirito di avventura di tanti connazionali. Fra le numerose variabili che hanno dato motore alla nostra emigrazione Saija ricorda anche l’esplosione demografica, la trasformazione industriale americana che richiedeva manodopera, l’evoluzione dei trasporti, nonché il grande businnes messo in piedi sulla diaspora delle compagnie di navigazione e degli agenti migratori.
Ha infine preso la parola Salvo Iavarone dell’associazione “Mezzogiorno Futuro” che ha sottolineato come da nove anni questo sodalizio organizzi la rassegna “Giornata dell’emigrazione”. “L’associazione – ha ricordato Iavarone – si occupa della promozione di studi sull’emigrazione italiana, attraverso l’organizzazione di incontri e rappresentazioni teatrali in Italia e all’estero, nei paesi dove sono più presenti le nostre comunità. Grazie alla collaborazione del Banco di Napoli – ha poi precisato Iavarone – stiamo valutando l’istituzione di borse di studio per chi voglia realizzare pubblicazioni o tesi sull’emigrazione italiana”. (Goffredo Morgia- Inform)