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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Presentato a Perugia il Punto Coma dell’Ital Uil

PATRONATI
Presentato a Perugia il Punto Coma dell’Ital Uil
Sera: “Per puntare alla crescita bisogna cominciare a reinvestire nella sanità, con oculatezza, decisione e lungimiranza”
PERUGIA – A Perugia nella sala Provinciale è stato presentato il 16 settembre il Punto Coma del capoluogo Umbro. E’ stato il segretario generale della Uil Regionale, Claudio Bendini , a fare i saluti iniziali, a dare avvio al dibattito e a presentare il contesto di riferimento in cui si cala l’iniziativa. Bendini ha spiegato come “i Punti Coma siano un’ulteriore peso nella conferma di quella alleanza terapeutica tra paziente, medico e famiglia che va oltre il problema dei costi della sanità e mette al centro della propria azione la qualità e la quantità delle prestazioni che non possono diminuire ma che vanno coniugate con efficienza ed efficacia al tempo stesso”.
Dal canto suo il segretario generale della Onlus Amici di Eleonora Claudio Lunghini, ha tratteggiato il servizio del Punto Coma “che ha come obiettivo quello di assistere in tutto e per tutto le famiglie dei malati in stato vegetativo. Le famiglie vanno responsabilizzate nel percorso di cura e assistenza, vanno collegate con le strutture di eccellenza come quelle di Foligno e di Trevi, vanno alleviate dal dolore psicologico e vanno difese dalla trappole economiche. È un lavoro importante di sostegno perché tutti sono impegnati di fronte a queste situazioni, a questa nuova vita”.
“Il malato in stato vegetativo – ha spiegato Mauro Zampolini, Direttore di Neurologia e Riabilitazione dell’Ospedale di Foligno. – ha occhi aperti ma non comunica con il mondo esterno. Si dice anche coma (non risponde) vigile (ha occhi aperti). La riabilitazione ha l’obiettivo di portare il malato a comunicare con il mondo esterno (alcuni tornano a lavorare). Le situazioni di malati in stato vegetativo sono in aumento perché si salvano più persone ma aumentano le disabilità”.
Nel suo intervento Zampolini ha anche affrontato i temi dell’informazione, della sinergia, dell’abbandono, della rete di intervento, della teleassistenza.
Le considerazioni di Maurizio Soru, coordinatore regionale dell’Ital Umbra, si sono incentrate sul fatto che “lavorare sul territorio e stare in contatto con le famiglie mette in evidenza il disagio dei cittadini. C’è una difficoltà di trovare una strutturalità nel rapporto tra cittadini e servizi sociali. Interessarsi di malati in stato vegetativo è un aspetto che ci qualifica, che rimette a posto le cose, che ridà anche al Patronato la possibilità di dare risposte forti. Il Patronato con prestazioni di carattere assistenziali ma anche previdenziali, anche in questi casi entra nel merito della singola situazione, ogni situazione è diversa anche negli aspetti previdenziali”.
Soru ha anche proposto “maggiorazioni sulle pensioni d’inabilità”.
Alberto Sera, vice presidente dell’Ital, nel suo intervento conclusivo ha citato un libro recentemente pubblicato dal titolo “La Mangiatoia” (perché la Sanità è diventata il più grande affare d’Italia) ed ha segnalato come nel corso del dibattito sia stato delineato il compendio degli ostacoli che incontra chi ha la sfortuna di avere un parente in stato vegetativo: sofferenze, debiti, cause, interlocutori spesso poco disponibili o peggio insolenti.
Sera ha poi auspicato la fine della politica dei tagli alla Sanità. “Spesso – ha precisato Sera – si son fatti tagli senza nemmeno porsi il problema di cosa serve e cosa no. In questi giorni si fa un parallelo, forse un po’ azzardato ma concreto, tra l’Islanda e la Grecia. Due Paesi in grave crisi economica da cui esce prima l’Islanda perché non ha intaccato il sistema sanitario. Nel New York Times si è scritto che investire 1 dollaro in sanità ne porta 3 in crescita economica. Anche da noi per puntare alla crescita – ha concluso Sera – bisogna cominciare a reinvestire nella sanità, con oculatezza ma con decisione. E con lungimiranza. Come il Punto Coma”. (Inform)
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