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Presentata l’indagine Isfol “Il Servizio Civile Nazionale fra cittadinanza attiva e occupabilità”

SERVIZIO CIVILE NAZIONALE

La ricerca su un campione di 1000 giovani avviati all’esperienza ne traccia un primo profilo: in maggioranza donne, tra i 22 e i 25 anni, un terzo provenienti dal meridione, con livello di istruzione decisamente più alto del dato nazionale. Il sottosegretario Luigi Bobba: “Proseguire sulla dimensione europea del Servizio Civile e coinvolgere sempre più i neet”

ROMA – È stata presentata al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali l’indagine “Il Servizio Civile Nazionale fra cittadinanza attiva e occupabilità”, ricerca curata dall’Isfol e tesa ad approfondire l’universo in crescita dei giovani volontari italiani. Il numero dei giovani avviati a questa esperienza nel 2015 risulta infatti di 35.531 – si legge nella nota pubblica in proposito sul sito del Ministero, – più del doppio rispetto ai 15.114 del 2014, di cui 607 impegnati all’estero. Le stime per il 2016 confermano inoltre la tendenza all’aumento: i 6.239 avviamenti previsti fino all’8 agosto saranno oltre 41.700 a fine anno.

Lo studio, condotto su un campione di 1000 volontari del Servizio Civile Nazionale e illustrato da  Sandra D’Agostino dell’Isfol, ha permesso di tracciare un quadro preliminare di questa realtà: tra gli intervistati la prevalenza è costituita da donne – il 65,3% contro il 34,7; circa la metà – il 48.1% – tra i 22 e i 25 anni; un terzo provenienti dal meridione d’Italia. Per quanto riguarda il background familiare, prevale – si legge nella nota – il ceto alto con il 26,6%, seguito dal medio-alto (24,5%) e dal medio (23,1). Il livello di istruzione è decisamente più elevato rispetto a quello dei coetanei non in Servizio Civile: il 60,2% possiede il diploma superiore, il 16% la laurea di II livello, il 35% sta seguendo un percorso formativo e il 64% conosce due lingue straniere, a livello base.

L’indagine registra inoltre un 65% di volontari “componenti attivi o sostenitori un’associazione”. In testa, ci sono i sodalizi sportivi, con il 26%, seguiti da quelli culturali (19%) e di sostegno ai diritti umani (17%). Sui comportamenti attivi, più nel dettaglio, il volontariato è il primo con quasi il 60% delle preferenze. Seguono il rispetto delle regole (16,2%) e la raccolta differenziata dei rifiuti, con il 12,5%.

Per quanto riguarda invece il loro futuro, la preoccupazione più rilevante dei giovani volontari è di non riuscire a trovare il lavoro che si desidera o, comunque, quello per il quale si è studiato. A ruota, il restare precari a lungo e il non riuscire a trovare neppure un lavoro qualsiasi.

“L’indagine costituisce una novità assoluta, capace non solo di tracciare l’identikit dei giovani in Servizio Civile, ma anche di fungere da guida nella predisposizione del decreto legislativo in applicazione della legge delega di riforma del terzo settore e del Servizio Civile – ha affermato il sottosegretario al lavoro e alle Politiche sociali Luigi Bobba. “I numeri – ha aggiunto – testimoniano la bontà delle scelte compiute dal Ministero sia con l’impegno di Garanzia Giovani sia con i sette accordi di programma e protocolli d’intesa sottoscritti, per avviare in Servizio Civile Nazionale 3.662 volontari”. “Ora – ha concluso – si dovrà proseguire sulla dimensione europea del Servizio Civile, coinvolgere sempre più i neet e rendere possibile la partecipazione per chiunque voglia fare questa esperienza”. (Inform)

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