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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Presentata alla Farnesina la nuova  “Guida alle Adozioni Internazionali”. Tajani: Chi decide di adottare un bambino o una bambina, compie un gesto di grande generosità e umanità

FARNESINA

 

ROMA – Si è svolta oggi alla Farnesina la presentazione della nuova  “Guida alle Adozioni Internazionali”. Il documento  realizzato dalla Direzione Generale per i Servizi ai Cittadini all’Estero e le Politiche Migratorie del Maeci in collaborazione con la Commissione per le Adozioni Internazionali (CAI), si propone di orientare in modo semplice ed efficace tutte le famiglie italiane che decidono di intraprendere questo importante percorso. La Guida fornirà inoltre utili spunti agli enti di settore e agli operatori della nostra rete diplomatico-consolare per gestire con sempre più rapidità ed efficacia le varie procedure amministrative nel superiore interesse dei minori coinvolti. La Guida è stata già diramata a tutte le Rappresentanze diplomatico-consolari e sarà altresì diffusa in versione cartacea presso gli Enti autorizzati a cura della CAI, restando poi sempre a disposizione sul portale della Farnesina anche a beneficio degli organi di stampa, delle Associazioni e del pubblico in generale. L’incontro è stato introdotto dall’intervento del Ministro degli Esteri Antonio Tajani  “Oggi siamo qui – ha esordito i Ministro – per presentare questa guida sulle adozioni internazionali, che è il frutto di un lavoro a più mani, tra il Ministero degli Esteri e la Commissione presieduta dal Ministro Roccella. Voglio ringraziare in proposito la nuova Direzione Generale per i Servizi ai Cittadini all’Estero, a cui ho dato mandato di essere il più accessibile e vicina ai cittadini”.  “Noi abbiamo preparato questa Guida, – ha proseguito Tajani – preoccupandoci di vari problemi, soprattutto umani e personali, perché chi decide di adottare un bambino o una bambina, compie un gesto di grande generosità. Forse è più difficile allevare figli non biologici, rispetto a quello biologici, perché vi sono bambini che possono aver subito sofferenze nei vari paesi del mondo con ferite tremende non visibili, ferite che bisogna essere in grado di rimarginare”. “Adottare un bambino – ha continuato Tajani – non è solo un gesto di generosità, non è una facile scelta, e lo fanno anche tanti genitori che hanno dei figli naturali. Quindi chi compie questo passo è ad un livello superiore del nostro. Dobbiamo però mettere questi genitori nella condizione di vedere e superare gli ostacoli che vanno affrontati per il raggiungimento di questo gesto di umanità.  Questa Guida serve proprio a questo, ovvero ad abbattere gli ostacoli, che impediscono a volte alle adozioni di svolgersi in tempi rapidi”. “ Noi vogliamo quindi – ha aggiunto il Ministro –  ridurre i tempi delle adozioni, che a volte sono troppo lunghi, e su questo dobbiamo informare e sensibilizzare bene tutta la rete diplomatico consolare, perché affrontino questi temi con spirito umanitario, più che con spirito burocratico. Perché dietro le adozioni – ha poi rilevato Tajani – ci sono bambini che soffrono, famiglie che hanno sofferto e un c’è il desiderio di fare del bene che non può essere ostacolato dalla burocrazia.  Quindi noi affideremo questa guida a tutti i nostri uffici diplomatici, a tutti coloro che lavorano nei servizi consolari, perché possano accelerare i tempi delle adozioni internazionali”. Ha poi preso la parola Eugenia Roccella, Ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità e Presidente della Commissione Adozioni Internazionali (CAI) della Presidenza del Consiglio. “E’ è un discorso complesso quello delle adozioni internazionali, – ha rilevato la Ministra – perché l’Italia continua ad avere una domanda, una disponibilità nei confronti delle adozioni, che però nel mondo stanno calando, come sta calando anche la disponibilità dei paesi ad aprire le frontiere. Vi sono ancora bambini che purtroppo nei loro paesi si trovano in strutture e spesso vivono sofferenze che non dovrebbero vivere, ma questi Paesi tendono a permettere con più difficoltà a questi bambini di trovare le famiglie al di fuori dei confini. La questione è che la denatalità, che non è solo un problema dell’Italia, è ormai un problema mondiale e tutte le nazioni cominciano a considerare i bambini come un bene dal punto di vista demografico che va trattenuto nei propri confini nazionali. In più bisogna considerare che vi è stato un enorme calo di domanda di adozioni, anche se in Italia è molto meno che altrove. Devo inoltre dire che c’è una grande disponibilità da parte degli italiani verso i bambini con bisogni speciali”.  “Stiamo cercando – ha continuato Roccella – di rendere queste adozioni internazionali il più semplici possibili, soprattutto sotto il piano del sostegno economico. Abbiamo infatti messo in campo 52 milioni di euro, 40 per le famiglie e 12 per le attività di cooperazione che svolgiamo nei paesi con cui abbiamo rapporti per le adozioni. Vi è poi un decreto di 12 milioni pubblicato a dicembre, che prevede un contributo di 2800 euro alle famiglie con procedure pendenti, avviate tra il 2022 e il 2024, nonché 1000 euro per un corso formativo per le famiglie che intendono adottare. Previsto anche un sostegno specifico di 3500 euro per l’adozione di minori con problemi speciali. Vi è poi un altro decreto, in corso di registrazione, che stanzia 28 milioni di euro per gli anni 2026 – 2027 ed aumenta da 12.500 a 20mila euro il tetto del rimborso per le adozioni dei minori sempre con bisogni speciali, consentendo appunto un sostegno più consistente per questo tipo di adozioni, e soprattutto nel periodo immediatamente successivo all’accoglienza”.

Ha poi preso la parola il Vice Presidente della CAI, Vincenzo Starita che ha espresso un sentito ringraziamento alla Direzione Generale per i Servizi ai Cittadini all’Estero per aver fortemente voluto ed elaborato insieme con la Commissione Adozioni Internazionali questa Guida che rappresenta l’ultimo tassello di una feconda collaborazione.  “Questa Guida – ha rilevato Starita – rappresenta un impegno comune che noi stiamo svolgendo da tempo insieme con il Maeci perché si diffonda sempre di più nel nostro Paese una corretta cultura dell’adozione internazionale. Purtroppo è ancora molto diffusa nell’opinione pubblica interna, ma in parte anche internazionale, l’idea che l’adozione sia un fenomeno privatistico che interessi in maniera esclusiva le famiglie che aspirano ad ottenere l’adozione di un bambino. La realtà è che invece questa Guida , proprio attraverso l’individuazione dei ruoli e dei compiti dei soggetti che istituzionalmente realizzano le procedure di azioni internazionali, ha la finalità di mettere in risalto quanto sia importante che ciascuno faccia la sua parte e quanto sia importante che si esalti l’adozione internazionale come un fenomeno sociale”. “La Corte Costituzionale – ha ricordato Astarita – è intervenuta di recente con delle mirabili sentenze a individuare l’essenza ontologica della genitorialità adottiva rispetto alle altre forme di genitorialità non biologica. Ebbene l’essenza è rappresentata dal fatto che pur avendo in comune con le altre di essere espressione del diritto di autodeterminazione, la genitorialità adottiva è rivolta ad una finalità, non egoistica, ma di carattere prevalentemente solidale. L’adozione – ha aggiunto – vuol dire garantire il diritto di un minore a vivere all’intero di un ambiente familiare. Questo si connota ancora più fortemente nell’adozione internazionale in cui questo diritto viene realizzato a favore di minori che vivono lontano  migliaia di chilometri di distanza dall’Italia”. “Con l’adozione internazionale – ha inoltre sottolineato il Vice Presidente – non si adotta solo un bambino, ma una cultura e un’etnia. Da un punto di vista metaforico allora l’adozione internazionale rappresenta un ponte che collega culture diverse e, in momento storico come quello attuale caratterizzato da conflitti e tensioni, l’adozione rappresenta il desiderio o di intervenire a favore degli ultimi”. Astarita ha anche sottolineato la necessità sia di rinnovare il protocollo tra l’AICS e la Commissione per le Adozioni Internazionali, sia di avviare attività di formazione congiunta con le rappresentanze diplomatiche affinché all’interno delle Ambasciate vi siano dei referenti che conoscano la materia dell’adozione internazionale. (Lorenzo Morgia- Inform)

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