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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Presentata alla Camera dei Deputati la proposta di legge Amich per l’istituzione della “Giornata nazionale per le vittime dell’Arandora Star”

ITALIANI ALL’ESTERO

 

ROMA – Si è tenuta alla Camera dei deputati la presentazione della proposta di legge del deputato Vincenzo Amich (FDI) volta ad istituire una “Giornata nazionale per le vittime dell’Arandora Star”. Nel suo inter vento Amich ha invitato a riflettere su come l’identità nazionale nasca dai successi ma anche dal ricordo delle ferite e delle sconfitte, commemorandone i dolori. In quei tragici minuti sulla nave Arandora Star tante persone provenienti da diverse parti d’Italia ma anche persone di altre nazionalità tentarono si aiutarsi e salvarsi e alle quali bisogna rendere omaggio ma anche dare giustizia. Tutte persone che per il deputato vissero un doppio dramma, dapprima con l’affondamento dell’Arandora Star e poi con l’oblio che ha fatto seguito alla vicenda . La storica Maria Serena Balestracci, esperta della vicenda dell’Arandora Star, nel suo intervento ha ricordato che nel 1940 vivevano in Gran Bretagna circa ventimila italiani, giunti da diverse parti d’Italia e ben integrati. Il 10 giugno 1940, con l’entrata ufficiale in guerra da parte dell’Italia, per questi connazionali cambiarono molte cose. “Vennero arrestati quattromila uomini in varie zone del Regno Unito e dell’Irlanda”, ha spiegato Balestracci sottolineando come ovviamente la gran parte di loro neanche fosse iscritta al Partito Fascista. Per molti di questi cittadini italiani, considerati pericolosi dalle autorità britanniche, si aprì la strada della deportazione in Canada via mare. “Dopo neanche due giorni di navigazione, all’alba del 2 luglio 1940, la nave veniva intercettata e silurata dal sottomarino tedesco U47: la nave andò giù in meno di quaranta minuti portando con sé le vite di 442 italiani”, ha illustrato la storica ripercorrendo la vicenda dell’affondamento dell’Arandora Star. L’età media delle vittime, molte delle quali non sapevano neanche nuotare perché originarie di zone montuose, era 45 anni. I soccorsi, che purtroppo non servirono a evitare la tragedia nelle sue dimensioni, arrivarono per mano di una nave canadese che riuscì comunque a salvare delle persone portandole in Scozia. “Alcuni sopravvissuti vennero di nuovo deportati, stavolta verso l’Australia dove rimasero fino al termine della guerra”, ha aggiunto la storica precisando come l’episodio dell’Arandora Star incise almeno in parte nel cambio di alcune politiche britanniche sulla deportazione. Balestracci ha anche ricordato come la sua appassionata ricerca storica ebbe inizio per la tesi di laurea all’inizio degli anni 2000: una ricerca difficile considerando che un quarto di secolo fa internet era ancora allo stato embrionale. Il deputato Claudio Mancini (Pd) ha espresso soddisfazione per questa proposta di legge che servirà a ridare una memoria condivisa di questa tragedia: una storia che, come ha sottolineato Mancini, racconta anche della storia dell’emigrazione italiana in Inghilterra che ha segnato tante vicende familiari. Giuseppe Conti (responsabile Comitato Pro Vittime Arandora Star) ha definito l’evento come “la prima strage di civili italiani nella seconda guerra mondiale” sottolineando, a nome di tanti familiari, l’urgenza di trasformare questa proposta in legge. Conti ha inoltre ricordato quell’oblio che per anni hanno dovuto affrontare orfani, madri e padri delle vittime della tragedia.“La memoria collettiva della tragedia dell’Arandora Star, se riconosciuta istituzionalmente con legge dello Stato, diventerà un punto di riferimento per le nuove generazioni”, ha spiegato Conti evidenziando la follia della guerra. Maura Maffei (autrice di due libri sull’Arandora Star) ha ricordato come un suo parente morì proprio in quella tragedia e come la sua salma non venne mai identificata: un qualcosa che accomunò questa vittima a tante altre. Maffei ha quindi voluto riportare alcuni pensieri di parenti di quelle vittime che chiedono che i loro cari vengano ricordati. Con l’occasione sono stati ringraziati anche quei parenti che hanno presenziato alla conferenza stampa alla Camera. Sono infine intervenuti alcuni rappresentanti di comuni italiani colpiti da questa tragedia. Il sindaco di Borgo Val di Taro, Marco Moglia, ha ricordato che nel settembre del 2004 il consiglio comunale all’unanimità ha conferito la cittadinanza onoraria a tutti i cittadini dell’Isola di Colonsay perché ogni anno commemorano l’evento del ritrovamento in acqua del corpo di un uomo, di origini borgotaresi, avvenuto il 16 agosto 1940. A Borgo Val di Taro sono state intitolate due vie cittadine: una all’Arandora Star e un’altra all’Isola di Colonsay. Il sindaco di Cassino, Enzo Salera, ha ricordato come siano stati 14 i cittadini di tale comune a perire in quella tragedia: anche Cassino si sta avviando verso l’intitolazione di una strada. Il vicesindaco di Alica Castello, Andrea Sarasso, ha ricordato che tale comune ha avuto 4 vittime e anche 2 superstiti. (Inform)

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