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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Presentata al Maeci la Prima giornata del Design italiano nel mondo

FARNESINA

L’evento viene celebrato in oltre cento città nel mondo dove sono stati inviati altrettanti “Ambasciatori del design” italiano per parlare della nostra creatività e capacità di innovare nella funzionalità in incontri e conferenze

Angelino Alfano “Il design è al centro della nostra diplomazia economica e del nostro programma di promozione integrata ‘Vivere all’italiana’..Il design è pensare ad un futuro migliore con un grande spirito di innovazione”

Dorina Bianchi “Tradizione, modernità, artigianalità, tecnologia, estetica e funzionalità sono i sei tratti distintivi che fanno del made in Italy, un marchio di eccellenza che è universalmente riconosciuto ed apprezzato”

 

ROMA – E’ stata presentata alla Farnesina la Prima giornata del Design italiano nel mondo, organizzata dalla direzione generale del Sistema Paese del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, all’interno della strategia di promozione integrata portata avanti dalla Farnesina con la campagna “Vivere all’Italiana”. L’evento è organizzato anche dal ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e dalla Triennale di Milano, in collaborazione con il Salone del Mobile, l’Associazione per il Disegno Industriale e l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane (ICE). Per l’occasione sono state individuate oltre cento città nel mondo per celebrare con vari eventi il Design Day. In questi luoghi sono stati inviati per raccontare il progetto e questa eccellenza italiana, attraverso mostre, esposizioni e conferenze, altrettanti “Ambasciatori del design” italiano, selezionati tra designer, imprenditori, giornalisti, critici e comunicatori. In concomitanza con la cerimonia nel Palazzo della Farnesina e nello spazio antistante sono stati esposti, a cura dell’ADI- Fondazione Compasso D’Oro, oltre 30 oggetti di design, vincitori, negli ultimi decenni, del premio “Compasso D’Oro”, tra i quali una Ferrari F12 berlinetta, la storica Fiat 500 del 1959 e una Vespa Piaggio GS 150 esposta al MOMA di New York. Durante la cerimonia è stata anche inaugurata una nuova sala riunioni concepita sulla base di un progetto realizzato a titolo gratuito da parte dell’ADI, che conterrà rinomati oggetti e arredi di design italiano. Una vetrina permanente, realizzata grazie alla collaborazione di varie imprese, che si affianca alla collezione di arte contemporanea già presene alla Farnesina.

Il dibattito, moderato dal direttore generale per la Promozione del Sistema Paese della Farnesina Vincenzo De Luca, è stato aperto dal ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Angelino Alfano che ha ricordato come questo evento nasca da una grande azione di squadra tra istituzioni e coinvolga i principali attori pubblici e privati che rappresentano il design italiano di qualità, il mondo delle imprese e il settore della formazione.

“Oggi – ha affermato Alfano – è un giorno importante perché celebriamo il talento italiano e il genio italico, ma è questo esattamente il senso di questa giornata e cioè il promuovere e in parte rivendicare e rilanciare quello che noi crediamo essere un elemento fondamentale della nostra nazione: il design è al centro della nostra diplomazia economica e del nostro programma di promozione integrata “Vivere all’italiana”… Il design italiano – ha proseguito il ministro – fa parlare, stimola il dialogo, fa stare insieme elementi culturali, sociali ed economici. Il design non è solo lo schizzo di un progetto o di un disegno, ma è l’insieme di cultura, di elementi sociali e di spinta economica. Ecco perché l’Italia promuove il design nel grande dibattito culturale internazionale e la XXI esposizione internazionale della Triennale di Milano dell’anno scorso è stato un esempio meraviglioso di tutto ciò, così come lo sarà la Triennale del 2019. Il design  italiano è made in Italy, ed è anche volano della nostra economia, basti pensare che le nostre imprese rappresentano oltre un terzo del fatturato mondiale del settore che ammonta a 100 miliardi di euro … Non dimentichiamo – ha continuato il ministro – che il design ha favorito l’unione fra l’arte, la scienza l’industria ed è anche una virtuosa contaminazione fra l’artigianalità e il fare impresa. Tutti aspetti fondamentali del nostro essere italiani e fondamenti, a loro volta, dell’italianità.. Sono convinto che nella vitalità del design si possano trovare molto consigli per la crescita e per il futuro del nostro paese. Questo perché il design tiene conto delle tradizioni e allo stesso tempo rompe con la conformità e le regole, perché fa innovazione e genera cambiamento … Ma design è spesso anche semplicità, e le idee migliori sono anche quelle più semplici”. “Il design – ha proseguito Alfano – è anche pensare ad un futuro migliore con un grande spirito di innovazione. Noi italiani abbiamo spesso avuto questa creatività dalla nostra parte, spesso però non abbiamo saputo creare spazi sufficienti per l’innovazione e invece quello che la nostra arte ci insegna è che dobbiamo aprirci all’innovazione senza paura e senza pregiudizi”. “Come Governo – ha concluso Alfano – dobbiamo fare in modo che l’investimento nell’innovazione garantisca all’imprenditore lo spazio sufficiente per rischiare ed avere successo, perché solo così riprendendo la strada più veloce della crescita”.

“Ogni volta noi entriamo in contatto con un oggetto che è bello o è ben fatto – ha affermato il sottosegretario al ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dorina Bianchi- la parola Italia è presente. Questo è diventato un marchio importante per il nostro Paese, un marchio che può rappresentare davvero il nostro futuro”.  “Tradizione, modernità, artigianalità, tecnologia, estetica e funzionalità – ha proseguito la Bianchi – sono i sei tratti distintivi che fanno del made in Italy, un marchio di eccellenza che è universalmente riconosciuto ed apprezzato e con questo spirito nel 2014 il ministro Franceschini ha istituito una direzione generale interamente dedicata ai temi del contemporaneo: la direzione generale Arte, Architettura Contemporanea e delle Periferie Urbane. Il design in Italia – ha continuato il sottosegretario – permea il campo della cultura, dell’arte della filosofia e l’aspetto della società italiana nella sua evoluzione, e rappresenta l’abilità artigianale votata all’industria e all’innovazione grazie al genio italiano di imprenditori e progettisti…Al design italiano guardano i mercati del mondo intero che nel considerare un prodotto lo legano in una stretta visione con la nostra storia e cultura e con la bellezza delle nostre opere d’arte, con la suggestione delle nostre città antiche e dei nostri monumenti”. “E’ bene – affermato  la Bianchi – convogliare nelle nostre città e nei nostri borghi le crescenti correnti del traffico turistico mondiale per rispondere con i prodotti italiani alla domanda di bellezza e di qualità costantemente in aumento. Anche perché i più grandi brand oggi riconosciuti a livello mondiale, cosi come i designer italiani affondano le loro radici in una storia artigiana, ed ecco perché il nostro progetto è quello di esaltare le grandi, ma anche le piccole eccellenze italiane , quelle note e quelle che possiamo considerare ancora come dei tesori nascosti. In questa ottica – ha concluso il sottosegretario –  si inserisce anche un nuovo progetto di turismo che ha al centro il made in Italy come attrattore di flussi di viaggiatori che amano e ricercano il nostro design”.

Dal canto suo il presidente dell’associazione “Priorità Cultura” Francesco Rutelli ha sottolineato come nel design italiano capacità tecniche e tecnologiche,  funzionalità e bellezza siano inscindibili e facciano parte del Dna del nostro paese “Questo – ha precisato – fa la grandezza del design italiano da oltre 2000 anni”. Rutelli ha anche evidenziato  come la flessibilità mentale di chi lavora nella filiera italiana nel design, composta da imprenditori, architetti e artigiani, rappresenti un punto di forza e non esista in nessun altro paese al mondo. Ha poi preso la parola il vice presidente della Triennale di Milano Clarice Pecori Giraldi che ha rilevato come il design italiano rappresenti una risposta dell’arte ai bisogni universali delle persone: cucinare, muoversi, sedersi e dormire. “Tutto viene toccato – ha spiegato Clarice Pecori Giraldi  – dalla creatività italiana che si esprime nel design. L’altra particolarità del nostro design è quella di rappresentare una moltitudine di talenti. Non c’è soltanto una persona che produce gli oggetti, ma c’è una filiera o un gruppo o comunque vi sono vari protagonisti, il produttore, il designer, l’assemblatore,  il progettista, l’artigiano e l’esperto di materie prime. Tutte queste persone insieme rendono possibile il frutto del design italiano”.

“Il design – ha affermato l’architetto e designer italiano Antonio Citterio – è certamente un fatto olistico, non riguarda un problema estetico ed è una serie di complessità, una complessità che è parte del fare . Il design è parte del processo industriale si sviluppa e cresce nel mondo dell’industria…  Nel caso italiano – ha aggiunto – il design è anche portatore di una storia e di una cultura, di un modo di vivere”. Citterio, dopo aver rilevato l’esigenza  di aiutare i paesi in via sviluppo a capire come oggi si possa pensare un nuovo modello di città o di residenza, ha evidenziato come il grande successo del design italiano sia determinato dal fatto che la maggior parte di nostri designer siamo architetti, interessati non solo alla definizione dell’oggetto, ma anche al concetto più ampio dello spazio in cui è inserito l’oggetto stesso.

E’ poi intervenuto il presidente del Salone del Mobile Roberto Snaidero che ha ricordato sia la bravura degli italiani a produrre prodotti, ma un po’ meno a  divulgarli, sia la presenza nel versante dell’arredamento in Italia di piccole e medie imprese che  lavorano il prodotto con design, innovazione e qualità. Snaidero ha anche sottolineato la necessità di proseguire sulla strada della promozione integrata del sistema Paese al fine di favorire la crescita delle imprese. Snaidero ha poi ricordato il successo dell’ultima edizione della Salone del Mobile che è stato visitato da oltre 375  mila visitatori, in buona parte provenienti dall’estero.

“Io credo che il design italiano – ha affermato il presidente della Fondazione Compasso d’Oro e di ADI Luciano Galimberti – abbia sicuramente una importante componente tecnico, scientifica e disciplinare, ma abbia anche una capacità narrativa straordinaria: quella di parlare all’uomo. Il design italiano nel mondo piace perché non si limita a disegnare la forma di un oggetto, ma cerca di entrare in relazione con l’uomo che utilizzerà questo oggetto. Il premio compasso d’oro fotografa abbastanza bene questa attitudine tipicamente italiana… Vi è poi – ha aggiunto Galimberti  – un’altra  cosa fondamentale:  la capacità di fare squadra. Il design non è il portato di una persona che si mette nel suo studio e disegna una seggiolino, ma è un rapporto importante fra l’impresa, il sistema comunicativo, il sistema distributivo e il sistema della formazione,  ed è per questo che diviene fondamentale poter parlare insieme”.

E’ infine intervenuto il presidente dell’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane Michele Scannavini  che ha ricordato: “ L’ICE ha un obiettivo molto chiaro ed univoco, quello di promuovere il made in Italy nel mondo. Una giornata come questa dedicata al design si inquadra in un modo perfetto in questa nostra missione. Il design – ha aggiunto Scannavini – è un settore di grande importanza sia per una questione squisitamente numerica, sia per una questione simbolica. Dal punto di vista numerico non è corretto inquadrare il design in un settore piuttosto che un altro, perché il design è il sistema abitare, auto, moto, beni industriali, robotica, però se prendiamo come riferimento solo il sistema abitale, che forse è una della espressioni più immediate della potenza del nostro design, vediamo che è un comparto fondamentale per il nostro export”  “Il sistema abitare – ha proseguito Scannavini – è un ambito che cresce di più di quanto già non faccia in generale l’export italiano ed è quindi è un settore trainante. Si registra  un’ottima crescita in  Europa, negli Stati Uniti, e in particolare in Cina dove il sistema abitale cresce del 19%. Tutto ciò evidenzia un grande interesse per il design italiano”. (G.M. – Inform)

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