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Premio letterario Ambasciatori presso la Santa Sede 2022: cerimonia di premiazione del libro di Fausta Speranza “Il senso della sete. L’acqua tra geopolitica, diritti, arte e spiritualità”

RETE DIPLOMATICA

 

ROMA – Su invito dell’Ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede Francesco Di Nitto e del Capo Delegazione dell’Unione Europea presso la Santa Sede, Ambasciatore Alexandra Valkenburg, rispettivamente Vice Presidente e Presidente della Giuria del Premio Letterario Ambasciatori presso la Santa Sede, si è svolta nei giorni scorsi a Palazzo Borromeo la cerimonia di premiazione del libro di Fausta Speranza “Il senso della sete. L’acqua tra geopolitica, diritti, arte e spiritualità” (Infinito edizioni). Il libro è stato presentato nel luglio scorso, sempre a Palazzo Borromeo, alla presenza del Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano. L’Ambasciatore Valkenburg, prima di consegnare il Premio a Fausta Speranza, ha richiamato la stretta interconnessione – evidenziata nel libro – tra il tema dell’acqua e le importanti questioni di rilievo internazionale quali la tutela dei diritti umani e il cambiamento climatico. L’Ambasciatore ha poi ribadito come l’Unione Europea riconosca l’importanza strategica dell’acqua, in particolare per lo sviluppo sostenibile, la riduzione della povertà, la sicurezza alimentare e nutrizionale, lo sviluppo umano, l’azione per il clima, la protezione dell’ambiente, la biodiversità e la conservazione degli ecosistemi, l’azione umanitaria, la pace e la stabilità, nonché l’importanza dell’acqua quale diritto umano. L’autrice Fausta Speranza ha dichiarato, nel suo intervento, che l’idea del libro è nata dalla lettura dell’Enciclica “Laudato Sì” di Papa Francesco ed in particolare dal concetto che “tutto è in relazione”, ovvero che “non si può ragionare di sistemi naturali senza ragionare di sistemi sociali e viceversa”. “La “Laudato Sì” avverte che – tra sfide globali e relazioni, tra diseguaglianze troppo profonde per essere sostenibili – a salvare l’umanità può essere solo un orizzonte culturale in cui sia centrale la difesa del bene comune. Recuperare il senso del bene comune, pensando anche alle prossime generazioni, è la prima delle urgenze” ha proseguito l’autrice. (Inform)

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