STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Su “Tribuna Italiana” di oggi
Lo ha detto Graciela Cutuli una delle vincitrice del premio di giornalismo rilanciato dall’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires
Tra i premiati anche Emilia Erbetta, Néstor Tirri, Florencia Carbone, Fabián Magnotta y Alejandro Suárez. La cerimonia di premiazione si è svolta nella Sala Roma dell’Istituto Italiano di Cultura, dove è stata inaugurata una mostra del fotografo Anatole Saderman, con scatti fatti agli inizi degli anni 60 ai principali protagonisti dell’arte a Roma in quegli anni
BUENOS AIRES – Tornano i Premi Italia al giornalismo, iniziativa dell’Ambasciata d’Italia, nata qualche anno fa, che però era stata interrotta. Ora su iniziativa dell’ambasciatrice Teresa Castaldo, l’iniziativa è stata ripresa e rilanciata e nel Salone Roma dell’Istituto Italiano di Cultura sono stati consegnati i premi ai vincitori. A sintetizzare l’obiettivo dei premi, è stata la frase augurale di una delle vincitrici, Graciela Cutuli, che scrive sul quotidiano Pagina 12 e nella sede locale dell’Agenzia Ansa. “L’augurio – ha detto – è che questo premio serva perché ci sia più Italia sulla stampa argentina”.
La consegna dei Premi Italia si è svolta insieme all’inaugurazione della mostra dedicata alle opere del fotografo russo-argentino Anatole Saderman, sui grandi artisti romani agli inizi degli anni ’60 quando Saderman si recò in Italia. Così come Saderman costruì un ponte tra i due paesi, anche il giornalismo può aiutarci a conoscerci meglio.
La stampa – ha sottolineato l’ambasciatrice Castaldo nel suo saluto – svolge un ruolo determinante ed èandata al di là dell’essere il quarto potere. Oggi, la globalizzazione in gran parte è frutto e può essere spiegata a partire da un’informazione più completa, più presente e in tempo reale”, ha spiegato Castaldo.
Un biglietto aereo in Italia per tre dei vincitori, corsi di italiano nell’Istituto Italiano di cultura per altri tre, menzioni per altri lavori presentati, “tutti di alta qualità”, come ha tenuto a precisare l’ambasciatrice Castaldo, la quale ha messo in risalto anche l’alto numero di lavori che sono stati presentati in questa prima edizione del secondo periodo del Premio. L’ambasciatrice ha ringraziato anche l’Enit e l’Expo 2015 per il sostegno dato al Premio, così come anche l’Istituto Italiano di Cultura e l’Istituto per il Commercio Estero.
I vincitori
I premiati sono stati chiamati dal Consigliere Francesco Taliani, responsabile dell’Ufficio Stampa dell’Ambasciata. Oltre alla Cutuli, sono stati premiati con un viaggio in Italia Emilia Erbetta, per l’articolo di presentazione della Divina Commedia, nella traduzione allo spagnolo di Antonio Milano, che il quotidiano Pagina 12 sta consegnando in fascicoli settimanali, dallo scorso mese di aprile e Néstor Tirri, critico d’arte e di cultura del quotidiano “La Nación”, da sempre ammiratore e promotore della cultura italiana per cui, oltre che per l’articolo specifico presentato al concorso, il Premio Italia è stato anche un riconoscimento alla sua attività di tanti anni, legata alla cultura italiana.
Premiati con corsi d’italiano presso l’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires, Florencia Carbone, redattore del quotidiano La Nación, e Maria Paula Martinez Nougues del giornale on line “turismoytecnologia” per il suo articolo“Apps para el viajero 2.0 que quiere conocer Italia”.
Due premi e una menzione sono andati agli autori di articoli che hanno avuto come protagonisti gli italiani in Argentina.
Un corso d’italiano lo ha vinto Fabian Magnotta, radici avellinesi e direttore giornalistico del gruppo multimediale Maxima Comunicaciones, della città entreriana di Gualeguaychú, per il suo articolo “Lágrimas en el río” dedicato al missionario italiano padre Artemio Tessari. L’altro corso d’italiano è stato vinto da Alejandro César Suárez (friulano e lombardo in linea materna) residente a Florencio Varela e direttore del periodico locale “Mi Ciudad”, per il suo articolo “Vientos de Libertad”, dedicato all’opera del medico pugliese Nicola Boccuzzi, che visse a cavallo tra i secoli XIX e XX a Florencio Varela. Una menzione speciale è stata dedicata all’articolo che Alberto E. Moro, giornalista di Cordoba, scrisse per il portale di Argentores, la società dei compositori argentini, su “El alma italiana del tango”.
Poi l’Addetto culturale dott. Marco Marica, ha aperto la mostra di Anatole Saderman, sottolineando che sono fotografie del periodo forse più bello della cultura italiana del dopoguerra. Si tratta di fotografie che ritraggono i principali protagonisti dell’arte italiana che vivevano a Roma agli inizi degli anni ’60, (Guttuso, Turcaro, Afro) in genere nei loro atelier. Massimo Scaringella, curatore di arte contemporanea, ha ricordato l’effervescenza creativa di quegli anni a Roma, ed ha parlato dei molti protagonisti di quella stagione, fotografati da Saderman.
Infine il figlio di Saderman, Alejandro, ha raccontato che all’epoca lavorava alla Rai come direttore documentarista e che il padre si recò a Roma per visitarlo. La scrittrice argentina Alicia Dujovne, ricordava non molto tempo fa che Anatole Saderman aveva fotografato tutti i più grandi artisti argentini e che un suo ritratto faceva sì che da quel momento essi avessero un volto per il grande pubblico.
Ebbene, negli anni 1961 e 1962, Saderman conobbe e ritrattò tutti i protagonisti della stagione artistica che in quegli anni fioriva attorno a Piazza del Popolo. La mostra ripropone tutti quegli artisti, ritratti da un grande artista della fotografia.
La mostra potrà essere visitata fino al 18 dicembre. (Tribuna Italiana /Inform)