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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Premio De Sanctis Europa, presentata al Maeci la prima edizione:  il riconoscimento è andato al Maestro Riccardo Muti e alla Direttrice Generale del CERN Fabiola Gianotti

FARNESINA

 

L’intervento del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio

 

ROMA – Si è svolta alla Farnesina la prima edizione del Premio De Sanctis Europa, aperta dal Ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Il riconoscimento è attribuito a figure di assoluto rilievo nel panorama culturale, scientifico e letterario europeo ed è stato assegnato al Direttore d’Orchestra, Maestro Riccardo Muti, e alla Direttrice Generale del CERN, Fabiola Gianotti. L’istituzione del Premio De Sanctis Europa era stata annunciata dalla Fondazione nell’ottobre 2019, con premiazione finale a Bruxelles, capitale del Belgio e cuore dell’Europa. A seguito della pandemia non è stato possibile realizzare tale primo evento a Bruxelles nel 2020 né nei primi mesi del 2021, stante il perdurare in Belgio dell’emergenza sanitaria e delle connesse misure di contenimento del virus. La prima edizione del Premio De Sanctis Europa è stata quindi divisa in due segmenti: il primo si è tenuto dunque l’8 giugno a Roma, il secondo si terrà a Bruxelles il 25 ottobre 2021.  Lorenzo Angeloni, Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese del Maeci, ha sottolineato come il nostro Paese possa contare su un fondo che dal 2017 offre la possibilità di sostegno alle iniziative culturali: ha ricordato come all’estero ci siano stati migliaia di eventi in Ambasciate, Consolati e Istituti di Cultura. Il fondo è stato rifinanziato per il triennio 2021-2023 e andrà a regime con uno stanziamento annuo di circa 50 milioni. “Promuovere l’eccellenza italiana è un’opera corale capace mettere a sistema le nostre risorse e l’iniziativa del Premio De Sanctis si inserisce in questa coralità per valorizzare la creatività italiana. Ne sono esempio i premiati di oggi: il Maestro Muti e la Dottoressa Gianotti”, ha affermato  Angeloni.

Il Ministro Di Maio ha parlato del clima di rinnovamento e questa iniziativa ben si inserisce nel promuovere l’identità e l’immagine del Paese valorizzando la cultura ed i talenti. “La capacità di innovare è al centro della promozione integrata che si basa su tre dimensioni: creatività, innovazione e cultura”, ha spiegato Di Maio ricordando che le restrizioni hanno messo a dura prova il tessuto del Paese dando però luogo a nuovi modi di fruire la cultura. Il Ministro si è detto lieto che sia il Maeci ad ospitare la consegna del Premio De Sanctis in questa prima edizione dedicata all’Europa. “Il Maestro Muti e la Dottoressa Gianotti sono modelli di unione tra arte, scienza e creatività che sono elementi necessari del medesimo quadro. L’Italia è un Paese vivo e innovativo, capace di essere parte attiva della collettività internazionale. Questo Ministero è al lavoro per portare questo messaggio nel mondo con la nostra rete estera. Oggi si rende merito al valore dell’eccellenza nel campo della musica e della ricerca”, ha spiegato Di Maio evidenziando che la pandemia ha mostrato la necessità di investimento in ricerca e sviluppo. “Grazie alla scienza oggi abbiamo a disposizione i vaccini che ci permetteranno di vincere la sfida della pandemia. Anche la musica con il suo linguaggio universale ha svolto un ruolo importante nel dare speranza”, ha sottolineato Di Maio evidenziando come l’Europa abbia adesso un piano economico senza precedenti per guardare al futuro. “La Conferenza sul futuro dell’Europa sarà l’occasione irripetibile per adattare l’Unione alle sfide del nostro tempo. De Sanctis è stato un protagonista del nostro Paese trasformando la letteratura in pedagogia”, ha concluso Di Maio.

Il Presidente della Fondazione De Sanctis, Francesco De Sanctis, ha parlato dell’istituzione del Premio nella convinzione che l’identità europea si fondi proprio sul dialogo tra le varie anime della cultura per la costruzione dell’unità culturale. “Il Premio di oggi va a due personalità di eccellenza nel campo artistico e scientifico”, ha spiegato il Presidente della Fondazione sottolineando come l’idea del Premio sia nata in seno all’Ambasciata d’Italia in Belgio e insieme all’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles. De Sanctis ha ricordato che il prossimo 15 giugno si terrà il Festival di letteratura a Positano. Gianni Letta, Patron del Premio, ha parlato della diplomazia italiana come una delle eccellenze più apprezzate nel mondo. “Questa prima edizione del Premio intitolato all’Europa riassume l’idea e il pensiero di Francesco De Sanctis che considerava la letteratura italiana come la base per la creazione della coscienza nazionale. Qui abbiamo due simboli di quel genio italiano che hanno onorato l’Italia nel mondo: sono due esperienze diverse ma con radici comuni, considerata la provenienza da studi classici”, ha commentato Letta. La parola è dunque passata ai premiati presentati brevemente nei loro curricula: Fabiola Gianotti ha parlato di “premio speciale perché cresciuta con De Sanctis per via dei miei studi classici, poi perché De Sanctis era anche un uomo di scienza che promuoveva una visione unitaria di cultura, arte e scienza”, ha commentato Gianotti sottolineando che il CERN sarebbe piaciuto molto a Francesco De Sanctis. Riccardo Muti ha ricordato come dalla sua città natale, Napoli, si sia trovato catapultato negli anni a ricevere onorificenze in Spagna e Inghilterra. “Gli Usa ancora non mi hanno dato onorificenze ma ci sarà tempo per questo”, ha aggiunto scherzando il Maestro nell’evidenziare nel proprio curriculum la direzione di importanti orchestre anche al di là dell’Oceano. Ringraziando i diversi ambasciatori presenti, Muti ha sottolineato come per lui “le Ambasciate sono come casa: quando fui mandato giovane a fare esperienza a Praga, ricordo che la sera ero preso dalla nostalgia e passeggiavo sotto la sede della nostra Ambasciata dove sventolava la bandiera italiana”, ha voluto ricordare Muti sottolineando il lato positivo del sano patriottismo: “dedico questo Premio al mio Paese, perché la strada che ho fatto la devo agli insegnanti italiani”. (Simone Sperduto/Inform)

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