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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Praga 1968”: la Primavera di Praga in 100 foto in bianco e nero

MOSTRE ITINERANTI

Fino al 10 giugno a Praga, dal 26 giugno al 5 agosto a Bratislava, a Jindřichův Hradec dall’11 agosto al 23 settembre

PRAGA – Le foto, in bianco e nero, di chi in quell’ottobre 1968 a Praga c’era, della folla per le strade, dei protagonisti di quella ‘Primavera’ di cui ricorre il cinquantesimo anniversario. E’ la mostra ‘Praga 1968’organizzata in  collaborazione tra l’Ambasciata d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura a Praga, il Consiglio Regionale del Friuli-Venezia Giulia e il CRAF di Spilimbergo. Partita da  Manzano(Udine), è approdata  alla Cappella Barocca dell’Istituto Italiano di Cultura a Praga dove, inaugurata dall’ambasciatore Aldo Amati,  rimarrà fino al 10 giugno, quindi verrà esposta alla Central European House of Photography di Bratislava dal 26 giugno al 5 agosto e quindi al Museo Nazionale di Fotografia di Jindřichův Hradec , dall’ 11 agosto al 23 settembre.

Sono oltre 100 le fotografie esposte per raccontare gli avvenimenti di quell’anno, realizzate dal fotografo ceco Pavel Sticha, dallo svedese Sune Jonsson e dagli italiani Carlo Leidi e Alfonso Modonesi., raccontano il tentativo di liberalizzazione politica nella Cecoslovacchia sottoposta al dominio dell’Unione Sovietica, sfiorìto con l’invasione del 20 agosto 1968 e il plumbeo autunno della “normalizzazione” che segnò il Paese per molti anni.

Una breve parentesi, iniziata nel gennaio 1968, quando il riformista Alexander Dubček salì al potere, e proseguita fino all’ agosto dello stesso anno quando un corpo di spedizione sovietico e di truppe del Patto di Varsavia invase il Paese e stroncò le riforme in corso.  Un arco temporale di pochi mesi che ebbe, tuttavia, una rilevanza politica globale nell’intera Europa dell’Est e in tutto il Continente.

Tra le foto della mostra di particolare valore quelle di Pavel Sticha, che prima di abbandonare la Cecoslovacchia era fotografo del quotidiano “Svoboda”. A lui si devono gli scatti  che inquadrano molti dei protagonisti di quegli eventi: il presidente Ludvík Svoboda,  Alexander Dubček, František Kriegel, Josef Plojhar e persino Gustáv Husák in due eventi fondamentali della storia di quell’anno, la nomina di Dubček a segretario del Partito Comunista Cecoslovacco nel febbraio 1968 e il corteo del 1° maggio dello stesso anno.

La mostra documenta anche il lavoro dello svedese Sune Jonsson che immortalò le giornate dell’agosto di quell’anno. Jonsson, assieme al giornalista Dag Lindberg, era a Praga per conto della rivista “VI” per realizzare un servizio sull’assedio di Praga del 1648, ultimo evento bellico della Guerra dei trent’anni. I due, arrivati per documentare e “ricostruire” l’Assedio di Praga di quattro secoli prima, assistettero invece all’invasione delle truppe del Patto di Varsavia il 21 agosto, un altro assedio. Infine Carlo Leidi e Alfonso Modonesi nel 1968 documentarono gli avvenimenti dei mesi autunnali fotografando anche i reparti di produzione della ČKD, allora la più grande azienda praghese, ove si era riunito clandestinamente il congresso del Partito Comunista dopo l’invasione. Eloquenti le immagini dei muri e i balconi di Praga su cui con graffiante ironia comparivano scritte contro l’invasione e a sostegno della “Primavera”. Tra le foto più significative quelle scattate nella piazza di Hradčany (il Castello che sovrasta la città), la mattina del 28 ottobre 1968, o ancora quelle dei cittadini che deponevano fiori e lumi ai piedi della statua di San Venceslao e infine quella della tomba di Jan Palach, il giovane studente che si uccise dandosi fuoco nel gennaio 1969 sulla piazza San Venceslao e divenne simbolo della resistenza anti-sovietica. (Inform)

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