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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Polonia – La scelta di Emilio

ITALIANI NEL MONDO

Dal Messaggero di sant’Antonio per l’estero, dicembre 2021

«Nel 2014 il costo della vita a Varsavia non era molto alto. Sapevo che non sarebbe stato difficile trovare un’occupazione, anche senza conoscere il polacco. Tante aziende internazionali avevano aperto i propri uffici nella capitale polacca e la lingua usata era l’inglese. E io, con una laurea in giurisprudenza, avendo studiato a Cagliari e a Denver, sapevo di potermi giocare delle carte. Così sono partito». Emilio Spanu, classe 1982, nato e cresciuto a Cagliari, è uno degli oltre 6 mila italiani (dati del 2019 del «Rapporto Migrantes») ufficialmente residenti in Polonia, anche se è possibile che siano molti di più visto che l’iscrizione all’Aire (l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero), all’interno dell’Unione europea, è un obbligo che non prevede sanzioni nel caso in cui non sia rispettato. E così tanti si trasferiscono senza dichiarare nulla alle autorità del nostro Paese.

«A Cagliari organizzavo eventi culturali e insegnavo privatamente inglese. Però volevo fare un’ulteriore esperienza all’estero, dopo quella negli Stati Uniti. Varsavia mi dava la possibilità di trasferirmi e cercare lavoro con calma senza spendere troppo, a differenza di Amsterdam e Copenhagen, altre città che avevo valutato. E poi avevo dei contatti, il che è sempre comodo quando si fa una scelta del genere. La comunità italiana era in crescita, e già allora la si poteva dividere in due categorie: chi stava qui da molti anni per amore o percorsi di vita, e chi, come me, era arrivato recentemente per lavorare in una delle tante corporation trasferitesi qui».

A Varsavia Emilio si occupa di prevenzione frodi e analisi qualitativa del lavoro per Groupon, il grande portale che offre ai propri iscritti sconti su servizi e prodotti di ogni tipo. «In Europa ci sono solo due uffici così dell’azienda, e sono entrambi in Polonia, qui a Varsavia e a Katowice. Il Paese è in forte crescita, ha infrastrutture molto più moderne di quanto si pensi. Varsavia è una megalopoli che funziona benissimo. Certo, dato che è stata distrutta quasi al 90 per cento durante la Seconda guerra mondiale, ha perso molta della sua bellezza, ma ci sono tanti cantieri ed edifici inaugurati da poco che le donano un nuovo fascino». Tuttavia non ci sono solo luci: «È una città molto orientata al business. Spesso le relazioni umane non sono così semplici come in Italia, e alla lunga, forse, può diventare frustrante. Se poi allarghiamo lo sguardo al resto del Paese, di sicuro l’inquinamento durante l’inverno è un grosso problema. A livello politico, l’attuale governo non ha ancora chiaro che rapporto voglia avere con l’Unione europea, benché i cittadini siano soprattutto a favore dell’integrazione. Ho pensato più volte di tornare in Italia. Passare parte della pandemia qui non è stato facile, ma in Polonia continuano ad esserci opportunità lavorative che non troverei in Sardegna. E questo, al momento, fa pendere l’ago della bilancia per la Polonia. Tuttavia, mentre studio il polacco continuo a guardarmi intorno: non si sa mai cosa riserverà il futuro». (Andrea D’Addio – Il Messaggero di sant’Antonio, edizione italiana per l’estero /Inform)

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