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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Podcast: Reti rosa, le donne si alleano al tempo della pandemia

ITALIANI ALL’ESTERO

Realizzato dal Maeci in collaborazione con l’Ansa

 

A “Voci dalla Farnesina”, Giovanni Maria De Vita, capo dell’Ufficio I della Direzione generale per gli Italiani all’Estero del Maeci, si sofferma sulle esperienze al femminile nate all’estero grazie all’attività dei Comites

 

ROMA – Una delle ultime puntate di “Voci dalla Farnesina”, il podcast realizzato dal Maeci in collaborazione con l’agenzia Ansa, è dedicata alle esperienze al femminile nate in questo ultimo anno fuori dall’Italia per fare squadra o per uscire dall’isolamento causato dalle restrizioni imposte per limitare il contagio da Covid 19.

Si tratta di iniziative realizzate grazie all’attività di alcuni dei Comites e presentate nel corso della puntata da Giovanni Maria De Vita, capo dell’Ufficio I della Direzione generale per gli Italiani all’Estero del Maeci, che sottolinea l’importanza di questi organismi di rappresentanza – attivi in 105 circoscrizioni consolari, dove vivono almeno 3 mila connazionali – per la vita delle comunità, “perché ne raccolgono informazioni e istanze, le rappresentano agli uffici consolari e alle ambasciate ed insieme promuovono delle iniziative di interesse per la comunità”.

“Negli ultimi 3 anni i Comites sono stati attivi in moltissimi campi – prosegue De Vita, – hanno promosso iniziative di sostegno alla nuova emigrazione creando degli sportelli informativi per guidare i connazionali nella ricerca di una casa o di lavoro, hanno valorizzato il ruolo culturale delle nostre collettività in Paesi come Francia, Belgio ma anche Sud Africa, Svizzera, Brasile, in Argentina, o hanno dato un particolare contributo nella creazione di reti di connazionali che sono nuovi fenomeni aggregativi che riprendono un po’ la tradizione del nostro associazionismo”.

In quest’ultimo ambito si collocano appunto le “reti rosa”, “cui abbiamo guardato con grande interesse, perché il ruolo della donna nell’emigrazione italiana, sebbene fondamentale nel rafforzare l’identità italiana all’estero, non è mai stato valorizzato storicamente; queste iniziative invece – sottolinea De Vita – guardano alla donna pensando al contributo che esse possono fornire in una società moderna, in cui hanno assunto un ruolo moderno”.

In particolare vengono richiamate tre esperienze: la creazione di una “Rete rosa” ispirata dalla presidente del Comites di San Francisco, Elisabetta Ghisini, che mira a creare un punto di confronto e aggregazione tra donne imprenditrici della Bay area, in California, ma nello stesso tempo a proporre un modello che può essere seguito anche in altri contesti; e due iniziative – la prima ideata dalla presidente del Comites di Brisbane, Mariangela Stagnitti, la seconda promossa dalla presidente del Comites di Dortmund, Marilena Rossi – pensate per contrastare l’isolamento associato alle restrizioni connesse alla pandemia di Covid 19, specie in emigrazione.

La prima idea della “Rete Rosa” , nata “per creare un’occasione di visibilità e networking per le donne imprenditrici attive in diversi settori e un forum per lo scambio di esperienze per rafforzare il loro ruolo nella società, a causa della pandemia è diventata un evento virtuale di grande successo – segnala De Vita, che ricorda come alla presentazione virtuale della rete, lo scorso 27 giugno, abbiano partecipato circa 60 persone. “Crediamo che questo sia un modello che può essere seguito in altre realtà dove si può valorizzare l’imprenditoria femminile – aggiunge.

“Obiettivo della seconda iniziativa, che è stata anche premiata nel corso del Festival Italia in the World dal direttore generale per gli Italiani all’estero del Maeci, Luigi Maria Vignali – ricorda De Vita, – è quello di far uscire le donne della comunità italiana dall’isolamento imposto dal Covid e creare un luogo sicuro per continuare a confrontarsi. La terza esperienza riguarda invece le donne italiane in Germania e si è concretizzata nella pubblicazione di un testo che raccoglie 10 storie di donne italiane durante la pandemia, che si svolgono nei diversi ambienti, familiare, di lavoro, scolastico e che costituiscono un incoraggiamento e anche una speranza per persone che hanno dovuto spesso affrontare l’epidemia in condizioni molto difficili, anche dal punto di vista psicologico, cercando soluzioni che potessero continuare a garantire delle relazioni sociali – spiega De Vita. Il volume si intitola “Un urlo ci salverà”; le storie sono corredate da un ritratto curato dal collettivo femminile Ladiesis e da un Qr code attraverso cui è possibile ascoltare un messaggio delle dieci protagoniste.

Nel corso della puntata anche l’intervento di Elisabetta Ghisini, che si sofferma su “Rete Rosa” e sul tema della leadership femminile: “la rete è un’idea che avevo da tempo – spiega – perché ritengo che le professioniste italiane all’estero affrontino problematiche diverse rispetto ai loro colleghi uomini; il nostro stile di leadership è diverso e mi sono sempre chiesta quale sia il ruolo che svolge la cultura di origine su questo stile”. Ghisini rileva anche come la pandemia è stata un’occasione “per allargare la partecipazione alla nostra Rete attraverso gli strumenti online”.

“La mia idea è nata per caso, parlando con altre donne dei problemi emersi nel corso del lockdown, specie la solitudine – spiega Mariangela Stagnitti. “Ho deciso così di mettere insieme una serie di video con le tante esperienze che mi sono state raccontate da donne che talvolta non potevano contare su alcun sostegno. Questo mi ha anche consentito di dare una mano in particolare alle giovani donne che si trovavano qui in Australia e a causa della pandemia non potevano rientrare in Italia, che magari avevano perso il lavoro e ora fanno parte di questa rete – segnala la presidente del Comites di Brisbane. Del libro “Un urlo ci salverà” ha parlato Marilena Rossi, presidente del Comites di Dortmund, spiegando come il volume nasca dalla volontà di raccontare le donne e le loro storie in questo periodo di chiusure e pandemia “Raccontano – ha rilevato Rossi – come sono riuscite a strare meglio grazie alla voce e ad averla tirata fuori in modo costruttivo, si tirare fuori la voce vuol dire , condividere ascoltare , farsi ascoltare. Le parole sono importanti possono porre le basi per azioni mirate e costruttive, la voce è uno strumento potentissimo e usarla per diffondere serenità, positività e progettualità può essere un piccolo passo per abbattere diseguaglianze e muri di indifferenza”. (Inform)

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