CONSIGLIO GENERALE ITALIANI ALL’ESTERO
ROMA – La terza giornata di lavorio del nuovo CGIE si è apera con gli interventi della Senatrice Stefania Craxi (presidente della Commissione Esteri- Difesa del Senato ) e del Sottosegretarioagli Esteri Giorgio Silli, alla presenza naturalmente del Direttore Generale per gli Italiani all’Estero del Maeci, Luigi Maria Vignali, e del riconfermato Segretario Generale del Cgie, Michele Schiavone. Dopo i ringraziamenti al Cgie per l’invito, la senatrice Craxi è andata subito al nocciolo di un tema che sta a cuore di tutti gli italiani all’estero: il riconoscimento di un dato di fatto, ossia che “la storia dell’Italia è stata per lunghi tratti una storia di emigrazione di persone che hanno voluto così garantire una speranza e un futuro ai propri figli. Craxi ha quindi menzionato il contributo offerto dalle nostre comunità all’estero anche alla crescita culturale, economica e politica delle società che li hanno ospitati ad ogni latitudine del pianeta. “Oggi le condizioni dell’emigrazione sono cambiate benché sia ancora alto il numero dei connazionali che lasciano il nostro Paese per necessità e non per scelta”, ha aggiunto Craxi citando poi il Presidente Mattarella riguardo la necessità di aprire una riflessione sulle cause di questo fenomeno e sui correttivi che l’Italia dovrebbe porre in essere per offrire ai suoi cittadini la possibilità tanto di rientrare quanto di restare senza dover partire. “I circa sei milioni di connazionali all’estero rappresentano una ricchezza per il nostro Paese”, ha sottolineato la Senatrice invitando all’ascolto dei connazionali all’estero per capirne esperienze e realtà tanto diverse che ne hanno comunque fatto dei veri e propri “ambasciatori e interpreti tanto dei punti di forza quanto delle fragilità del Paese”. Affinché questo ascolto possa funzionare, Craxi ha auspicato “un’azione sinergica e strutturata della pluralità di attori coinvolti, finalizzata a rafforzare le azioni di governo”. La senatrice ha concluso il suo intervento dando la piena disponibilità della Commissione Esteri – Difesa del Senato ad ospitare audizioni inerenti il mondo degli italiani all’estero e del Cgie. Su questo argomento è intervento il Consigliere Giuseppe Stabile (Spagna) che ha espresso soddisfazione per le parole di Craxi che hanno dimostrato ancora una volta “la sensibilità del governo nei confronti delle tematiche degli italiani all’estero”. Stabile ha però lamentato un aspetto legato alla scorsa legislatura laddove, nonostante le numerose audizioni del Cgie in Commissione Esteri, c’era comunque una componente di senatori che sosteneva la necessità di conoscere il mondo degli italiani all’estero. Stabile ha poi espresso rammarico per la definizione di “ventunesima regione” rispetto al mondo degli italiani all’estero perché questo “significherebbe ghettizzare tale tematica riducendola ai soli dodici parlamentati della circoscrizione estero quando invece essa riguarda tutto il parlamento: se aumentano i residenti all’estero il problema è di tutta l’Italia”, ha evidenziato Stabile. Nello Gargiulo (Cile) ha invitato ad alimentare l’operosità che ha sempre contraddistinto la presenza italiana nel mondo, assicurando al contempo quella reciprocità che consenta la crescita anche del rapporto con le comunità all’estero. Massimo Romagnoli (Belgio) ha incalzato sul concetto degli italiani all’estero quale valore aggiunto chiedendosi però che a tale verità di principio corrisponda ai cosiddetti “piani alti” della politica “una conoscenza dei tanti sacrifici che i connazionali all’estero vivono quotidianamente nelle Ambasciate e nei Consolati per rinnovare semplicemente un passaporto o una carta d’identità. Filippo Ciavaglia (CGIL) si è detto orgogliosamente “figlio di immigrati” facente oggi parte del Ccgie. Per il consigliere di nomina governativa le parole di Stefania Craxi vanno viste come “un’opportunità da non disperdere”. Gianluigi Ferretti (UGL) ha invece posto all’attenzione dei presenti una questione di tipo inter-generazionale legato all’età media dei consiglieri del Cgie e auspicando un maggiore coinvolgimento per le problematiche attinenti i tanti giovani che emigrano. Per Ferretti insomma è necessaria una riforma radicale del Consiglio Generale. E’ stata poi la volta del Sottosegretario Silli che si è soffermato sulle questioni pocanzi sollevate circa il bisogno per il Cgie di porre in essere una seria riflessione su sé stesso. “È giusto lavorare insieme affinché si possano recepire le vostre proposte”, ha rilevato Silli invitando i presenti al superamento delle cosiddette opposte fazioni, trattandosi per l’appunto di interessi comuni sui quali riflettere di comune accordo. “Da parte del governo c’è la consapevolezza del fatto che i servizi consolari siano da rafforzare, per quanto non si tratti di un problema legato ai nostri diplomatici, che sono tra i migliori al mondo”, ha aggiunto Silli precisando che il problema andrebbe trovato altrove ossia nei bilanci a disposizione e nelle conseguenti priorità di scelta dal punto di vista politico. Il Sottosegretario ha tenuto a sottolineare come l’ultimo bilancio, quello appunto del governo Meloni, sia riuscito in extremis a dirottare alcuni fondi proprio sul potenziamento dei servizi consolari. “Serve però uno spirito collaborativo”, ha concluso Silli menzionando l’approccio di larga intesa tenuto dallo stesso Ministro Tajani con la convocazione di tutti i parlamentari eletti all’estero. (Inform)