EXPO 2015
Il vice ministro degli Esteri risponde ad una interrogazione del leghista Roberto Caon
ROMA – Il vice ministro degli Esteri Lapo Pistelli ha risposto in Commissione Affari Esteri della Camera dei deputati ad una interrogazione a risposta immediata del deputato della Lega Nord Roberto Lega che chiedeva se la rete consolare italiana si stia attrezzando per far fronte all’incremento di ingressi nel nostro Paese in vista dell’Esposizione Universale di Milano nel 2015.
Gli organizzatori – ha precisato Pistelli – stimano che, tra i numerosissimi visitatori stranieri attesi a Expo, molti saranno cittadini di paesi soggetti a visto (soprattutto Russia e Cina), generando dunque un ulteriore incremento dei flussi turistici, che in alcune sedi potrebbe far raddoppiare il numero di richieste di visto attualmente trattate. In particolare la Cina rappresenterà uno dei principali bacini: i visitatori cinesi sono stimati fra 545.000 e 800.000, a fronte dei 350.000 visti rilasciati dall’Italia in Cina nel 2013. Un effetto Expo è previsto per l’anno prossimo anche dalla Russia: la stima è fra i 230.000 e i 600.000 visitatori russi, in aggiunta agli 800.000 visti rilasciati dai nostri Consolati nel 2013.
La Farnesina, compatibilmente con le risorse esistenti, è pienamente impegnata in un piano di rafforzamento che includa sia gli organici degli Uffici consolari che le risorse strumentali a loro disposizione. Una norma inclusa nel decreto sulla pubblica amministrazione dell’anno scorso (dl n. 101/2013) consente l’assegnazione temporanea di dipendenti di ruolo nelle sedi all’estero limitatamente ai periodi di picco di attività; la Farnesina sta già applicando questa nuova possibilità, anche nell’ambito di una programmazione di medio periodo nella quale le esigenze derivanti dall’Expo sono tenute in considerazione in via prioritaria.
Secondo Pistelli, il rafforzamento del numero di dipendenti dedicati al settore visti – sia inviati da Roma che reclutati in loco – è il fattore chiave per garantire un’efficace gestione dell’atteso incremento delle richieste di visto. La sfida è duplice: da un lato, si tratta di aumentare il volume complessivo dei visti rilasciati, ai fini dell’attrazione di un maggior numero di turisti, e dall’altro di continuare a svolgere per ciascuna pratica quei rigorosi controlli previsti dalle norme nazionali ed europee a tutela della sicurezza e a prevenzione dei possibili abusi, evocati dall’interrogante. Su questo aspetto, il ministero esercita una costante e attenta azione di supervisione e puntuale verifica dell’attività degli uffici visti.
In merito infine a quanto rilevato dal deputato della Lega circa un presunto “inasprimento della tassa sull’uso dei passaporti”, il sottosegretario ha chiarito che l’emendamento approvato al dl Irpef, al contrario, elimina la tassa annuale di euro 40,29 dovuta in caso di utilizzo del passaporto al di fuori dell’Unione Europea, sostituendola con un contributo amministrativo una tantum all’atto del rilascio. Il provvedimento è una semplificazione e per chi usa molto il passaporto ci sarà anche un notevole risparmio: anziché un pagamento all’atto dell’emissione seguito da ulteriori tasse annuali, il cittadino sarà tenuto a corrispondere, unicamente al momento del rilascio e per l’intera durata di validità del passaporto (che è stata portata a dieci anni), il contributo amministrativo di 73,50 euro, che andrà ad aggiungersi al costo del libretto, lasciato invariato a 42,50 euro. (Inform)