EVENTI
La tradizionale sfilata, evento clou del raduno, si svolgerà domenica 6 settembre nel borgo di Santa Maria Maggiore
SANTA MARIA MAGGIORE (Verbano-Cusio-Ossola) – Anche quest’anno saranno moltissimi gli spazzacamini di tutto il mondo che, accompagnati dagli attrezzi del mestiere, colorati di fuliggine sui volti e con gli abiti di lavoro tradizionali (tutti neri, tranne per la delegazione olandese, che si differenzia da sempre con la propria divisa di un candido bianco), torneranno in Valle Vigezzo dal 4 al 7 settembre per il 43° Raduno Internazionale organizzato dall’Associazione Nazionale Spazzacamini.
Tradizioni, storie autentiche, e dai risvolti a volte drammatici, che possono e devono essere riscoperte (anche grazie alla visita al Museo dello Spazzacamino di Santa Maria Maggiore, che ogni anno accoglie più di 10.000 visitatori), colori e profumi di un tempo, un salto nel passato ed anche nel futuro di un mestiere oggi tutelato, specialmente nel nord Europa. Insieme ad un pizzico di goliardia e divertimento: un mix di ingredienti che consente al Raduno Internazionale dello Spazzacamino di rinnovare ogni anno magia e suggestione di un evento unico al mondo.
Scenografica la sfilata di oltre 1.000 spazzacamini con i loro attrezzi da lavoro, accompagnati da gruppi in costume tradizionale e bande musicali. Le varie delegazioni sfileranno per le vie di Santa Maria Maggiore, passando per la Piazza Risorgimento dove saranno presentate al pubblico e, dopo un giro completo nel centro storico, il corteo terminerà il percorso in Piazza Gennari. Al termine della parata, in Piazza Risorgimento avrà luogo la rievocazione storica della pulitura dei camini: il tetto del Centro Culturale Vecchio Municipio e quello di Villa Antonia, sede del Comune di Santa Maria Maggiore, si popoleranno di spazzacamini che, con gli antichi attrezzi del mestiere – la raspa, una spatola di ferro col manico ad uncino da appendere alla cintura; il riccio, insieme di lamelle a raggiera ricavate dalle molle di sveglie e orologi da campanile; la squareta, bastone allungabile alla cui sommità si agganciava il riccio; il brischetin; lo scopino; una lunga fune; dei pesi; il sach, sacco per riporre la fuliggine – rievocheranno i rüsca di un tempo. E nell’aria riecheggerà il Taròm, il gergo dello spazzacamino
“Il mestiere dello spazzacamino, tanto duro quanto indispensabile nella prevenzione degli incendi, risale al XIV secolo – spiega l’Associazione Nazionale Spazzacamini – La Valle Vigezzo, per la storia secolare legata a questa professione, fu spesso riportata nelle carte geografiche del 1500 come “Valle degli Spazzacamini”: da queste montagne generazioni di emigranti spazzacamini partirono verso Francia, Germania, Austria ed Olanda sostenendo grandi sforzi e sacrifici. Il mestiere dello spazzacamino, tanto duro quanto indispensabile nella prevenzione degli incendi, risale al XIV secolo. La Valle Vigezzo, per la storia secolare legata a questa professione, fu spesso riportata nelle carte geografiche del 1500 come “Valle degli Spazzacamini”: da queste montagne generazioni di emigranti spazzacamini partirono verso Francia, Germania, Austria ed Olanda sostenendo grandi sforzi e sacrifici. L’epoca del XVI secolo racconta i fenomeni migratori verso i paesi europei del Nord, mentre quella tra il XIX e il XX secolo è segnata dalla piaga sociale dello sfruttamento minorile. Due realtà distinte, due facce della stessa medaglia profondamente differenti: Il fenomeno della migrazione che permise ad una minoranza di uomini di dedicarsi, con tenacia e sacrifici, ad altre attività più redditizie per poi spesso tornare in Valle ricchi di denaro ed esperienze. La piaga dei bambini spazzacamino, presente soprattutto nel 1800, caratterizzata dalla rassegnazione di centinaia di “piccoli rüsca” ” costretti, causa le poverissime condizioni economiche delle famiglie, ad affrontare gli inverni lontano da casa, obbligati ad un lavoro massacrante nell’attesa del ritorno in primavera”. Qui: Programma del 43° Raduno. (Inform)