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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Petteni (Inas Cisl) sulla situazione in Cile

PATRONATI

“L’intera comunità Inas esprime solidarietà ai colleghi in Sudamerica..serve confronto democratico”

ROMA – “La situazione in Cile è davvero difficile: siamo in contatto con i nostri colleghi – che gestiscono l’attività del patronato Inas Cisl, presente nel Paese da decenni con tutti i servizi di tutela e assistenza – e non possiamo che fare nostre le loro preoccupazioni”, così Gigi Petteni, presidente dell’Inas Cisl, commenta ciò che sta accadendo in questi giorni in Cile. Dalle prime proteste contro il governo del 18 ottobre a oggi, – prosegue la nota dell’Inas Cisl – il numero dei morti in Cile è salito a 18, gli arresti sono migliaia, ingentissimi i danni provocati da saccheggi e vandalismo, a cui ha fatto da contraltare la mobilitazione spontanea di tanti cittadini, stanchi di pensioni e salari non dignitosi, di un sistema sanitario inadeguato e di forti disuguaglianze sociali ed economiche. Una situazione delicatissima, questa, aggravata da una dura risposta da parte dei militari, che desta grande preoccupazione nella popolazione locale, come riportato da responsabili e operatori Inas Cisl che lavorano proprio in Cile.

“L’intera comunità Inas esprime solidarietà ai colleghi in Sudamerica, in questi giorni così concitati e difficili. Ci auguriamo che le legittime istanze di maggiore equità sociale, di condizioni economiche e di vita dignitose, di confronto e ascolto della popolazione, possano trovare al più presto dimensione nei binari della rappresentanza democratica e non violenta”, aggiunge Petteni. “I nostri esperti, ovunque l’Inas Cisl sia presente nel mondo, sono un punto di riferimento soprattutto per i più deboli: grazie al loro impegno, il patronato rappresenta un osservatorio privilegiato sulla società e sui bisogni delle persone. Per questo siamo convinti che la democrazia di un Paese si esprima anche nello stato di salute del welfare. Auspichiamo, quindi, che in Cile non si dia spazio al conflitto ma alle richieste di riformare il sistema sociale e riportarlo in equilibrio, dando realmente ascolto alla popolazione, con istanze di cui tutti i soggetti della società civile cilena devono farsi carico insieme, in modo strutturale e pacifico”, conclude il presidente dell’Inas Cisl. (Inform)

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