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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Perceptions”, presentato alla Camera il volume “How do migrants imagine Europe?”

MIGRAZIONI

 

ROMA – È stato presentato alla Camera, nell’ambito del progetto di ricerca “Perceptions”, il volume “How do migrants imagine Europe?”, edito da Nuova Cultura Edizioni e curato da Strangio Donatella. L’evento è stato moderato da Gianni Lattanzio (Segretario Generale ICPE) che ha sottolineato come il libro sia frutto di una ricerca focalizzata alla comprensione di come i migranti percepiscano l’Europa. “Il mondo accademico si è misurato con la realtà delle migrazioni entrando nella vicenda umana del fenomeno: questo rende tale lavoro un qualcosa di importante anche per operatori sociali e la politica”, ha spiegato Lattanzio.  Nel suo intervento il deputato del Pd Fabio Porta, eletto nella ripartizione America Meridionale,  ha evidenziato come l’ Europa e le migrazioni siano due temi centrali per la società e anche naturalmente per questo volume che ne approfondisce alcuni aspetti. “Parlare di migrazioni oggi significa confrontarsi con un fenomeno globale che interroga profondamente le nostre società”, ha spiegato Porta sottolineando la necessità di comprendere le aspettative che spingono tante persone a spostarsi dai propri Paesi d’origine per recarsi altrove. Il deputato ha poi parlato di un obiettivo ambizioso nell’ambito della pubblicazione: esplorare le narrazioni e le percezioni intorno al tema delle migrazioni ponendo al centro l’Europa e il punto di vista delle persone protagoniste dei flussi migratori. Porta ha precisato che il tutto ruota anche attorno al tema della sicurezza nelle migrazioni e nel controllo delle frontiere, lì dove emergono le “minacce percepite” dai Paesi ospitanti e quelle che i migranti affrontano durante il viaggio: come sottolineato da Porta, solo raramente le politiche migratorie si occupano di questo secondo aspetto. “Le ragioni delle migrazioni sono molteplici e intrecciate: i migranti, nel prendere decisioni, si affidano a fonti informali e social media”, ha spiegato Porta rilanciando l’idea che “ogni viaggio migratorio è prima di tutto un viaggio umano”. La linguista Isabella Chiari (Università Sapienza di Roma) ha parlato di fenomeni che sono determinati dal linguaggio e quindi dal tipo di narrativa associata. “La dimensione linguistica è una capacità di plasmare una cognizione: il linguaggio orienta i comportamenti”, ha spiegato Chiari rilevando a volte una mancanza di chiarezza di testi tecnici che dovrebbero essere invece accessibili ai diretti interessati, ossia i migranti. “Non comprendere un testo significa non poter esercitare pienamente i propri diritti”, ha aggiunto Chiari. Rut Bermejo (Università Juan Carlos di Madrid) ha suggerito l’idea di dover investigare molto di più su certe tematiche. “Necessitiamo di una maggiore ricerca sulla mobilità internazionale che presenta molti aspetti e una gran varietà di situazioni: molte volte commettiamo l’errore di pensare che tutto sia identico, a fronte invece di una tale complessità”, ha spiegato Bermejo ammettendo che, benché abbia alle spalle già venti anni di studio delle politiche migratorie, continua a scoprire aspetti che richiamano continuamente la sua attenzione. Sono infine intervenute Elena Ambrosetti e Donatella Strangio (Collana Migration e nuova Cultura) che si sono rispettivamente soffermate da un lato sull’analisi dei social media e sulla metodologia di intervista dei migranti e dall’altro sulla mancanza di informazione su questo tema sul coinvolgimento reale della società civile. Silvia Costa, già europarlamentare del Pd e attuale vice Presidente ANPC,, ha concluso l’evento sottolineando come le migrazioni rappresentino ormai un fenomeno strutturale e che ai migranti non si dia la voce necessaria. (Inform)

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