ASSOCIAZIONI
ROMA – L’emendamento che rinvia di un anno l’obbligo di certificazione vaccinale per gli iscritti ad asili nido e scuole materne, contenuto nel decreto Milleproroghe, è stato approvato ieri dall’aula del Senato dopo giorni di polemiche.
Anche le ACLI sono intervenute nel dibattito: “la vicenda dell’obbligo di vaccinazione rientra totalmente nei tempi che stiamo vivendo. È una vicenda prima di tutto educativa e di salute pubblica – dice Gianluca Budani, della presidenza nazionale Acli con delega alla salute -, ove non possiamo assistere ad istituzioni che guerrigliano (Stato e Regioni), a partiti che ne discutono come da argomenti da campagna elettorale, con l’unico effetto di confondere i cittadini, diseducando le famiglie italiane, in nome di una autodeterminazione che ha il sapore dell’anarchia, del tutto è concesso e del tutto è disponibile a chi lo detiene. Succede tutto questo nonostante l’ordine dei medici chiarisca, all’unanimità, l’utilità delle vaccinazioni. Bastava del resto studiare un po’ di storia, non di medicina, per scoprire che migliaia di vite umane sono state salvate dai programmi nazionali di vaccinazione”. Per Budani il diritto alla salute rappresenta un principio non negoziabile. “La salute pubblica è anche salute individuale e viceversa – conclude Budani – per questo lo Stato torni sovrano dove anzitutto non può farne a meno”. (Inform)