ITALIANI ALL’ESTERO
Una lettera al ministro degli Esteri a firma dell’attuale e del precedente presidente del Comites
MONACO DI BAVIERA – Per Daniela Di Benedetto, presidente del Comites di Monaco dal 2015, e per Claudio Cumani, con lo stessa carica dal 2004 al 2015, sarebbe una scelta politicamente sbagliata chiudere la rappresentanza diplomatica e culturale italiana a Monaco di Baviera. Ma sarebbe una cattivo affare anche vendere le sedi di proprietà dello Stato italiano per acquistare o prendere in affitto nuovi locali.
E’ quanto si legge, in sostanza, nella lettera aperta inviata al ministro degli Esteri in cui si afferma che è intenzione del Maeci vendere le sue proprietà a Monaco di Baviera, e cioè la sede del Consolato Generale, la sede dell’Istituto Italiano di Cultura e la villa con giardino utilizzata fino ad alcuni anni fa dai servizi segreti italiani.
Se l’intenzione fosse quella della chiusura – scrivono Cumani e Di Benedetto -, facciamo presente che la Baviera è il Land di gran lunga più influente e ricco della Germania, rappresenta da sola uno dei maggiori partner commerciali dell’Italia (tra l’altro interessata da anni ad un rapporto più stretto col bacino adriatico italiano in alternativa al porto di Amburgo) e riveste un ruolo strategico nel quadro del necessario rilancio dell’Unione Europea.
Se invece si volesse mantenere la rappresentanza diplomatica e culturale, facciamo presente che il mercato immobiliare a Monaco di Baviera è da anni in incalzante espansione (siamo ormai a prezzi da 9.000 a 20.000 euro al metro quadrato) e tutte le previsioni a breve e medio termine parlano di un’ulteriore accelerazione della crescita dei prezzi. In queste condizioni, vendere degli immobili pregiati per acquistarne degli altri rischia di essere un’operazione a perdere. L’eventuale ipotesi alternativa di affittare dei locali vanificherebbe in pochi anni gli introiti della vendita degli immobili. (Inform)