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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Per il ciclo “Voci dalla Farnesina” (Maeci – Ansa) , il direttore generale per gli Italiani all’estero e le Politiche migratorie del Maeci, Luigi Maria Vignali sul ritorno economico dei visti emessi dalla rete consolare

FARNESINA

 

Vignali si sofferma sui dati di uno studio che ha analizzato il valore economico generato dai visti – 2 milioni quelli rilasciati nel 2019, soprattutto in Cina e Russia, seguite da India e Turchia. Il loro valore è stimato in 5 miliardi di euro l’anno

 

ROMA – Il direttore generale per gli Italiani all’estero e le Politiche migratorie del Maeci, Luigi Maria Vignali, interviene sull’impatto dei visti sull’economia italiana nella puntata “Un mondo in cerca di Made in Italy: quanto valgono i nostri visti” del ciclo di trasmissioni “Voci dalla Farnesina” realizzate in Podcast dal Maeci in collaborazione con l’Ansa.

Vignali richiama alcuni dei dati che sono emersi nello studio commissionato dal Ministero degli Esteri alla società di consulenza Prometeia, sul valore economico generato grazie ai visti rilasciati dalla nostra rete diplomatico-consolare: un ritorno economico stimato in 5 miliardi di euro all’anno.

“Sono risultati che hanno impressionato anche noi – afferma Vignali, spiegando che l’idea è nata “in seno alla Conferenza dei Consoli nel 2018”, quella cioè di “misurare l’impatto economico della nostra rete di visti nel mondo per quanto riguarda i turisti e gli imprenditori che vengono in Italia, un calcolo che non era mai stato fatto prima”. “E i dati sono davvero confortanti, abbiamo stimato in circa 5 miliardi di euro il ritorno economico della nostra rete visti – sottolinea Vignali, che spiega come i dati siano “divisi a seconda della categoria dei viaggiatori: per esempio per chi viene in Italia e consuma in Italia – dorme, mangia, fa acquisti nel nostro Paese – l’impatto è calcolato in circa 3,4 miliardi di euro. Poi dobbiamo calcolare gli imprenditori che vengono per fiere, per affari, per realizzare business, e anche per loro il visto si traduce per il Paese in 424 milioni di euro, e stiamo parlando di un indotto che va al di là del vero e proprio affare che viene concluso, e che riguarda più in generale alberghi, hotel, ristoranti… e poi c’è un ultimo indotto che riguarda il consumo dei prodotti nei paesi di riferimento, di origine, una volta che i viaggiatori sono tornati – perché hanno provato i prodotti italiani e vogliono continuare a consumarli, oppure perché li hanno importati, indotto che abbiamo calcolato in 1,2 miliardi di euro”.

Il Direttore generale segala poi “un  dato molto interessate emerso nello studio: per ogni punto percentuale di aumento dei visti emessi, l’export del made in Italy aumenta dello 0, 5%, quindi è davvero una catena virtuosa di cui dobbiamo tenere conto e per metterci al servizio di questi imprenditori e dei turisti dobbiamo garantire un servizio visti efficiente, rapido, diffuso sul territorio, che sarà poi il miglior biglietto da visita per venire nel nostro Paese e per promuovere il made in Italy”.

Vignali ricorda poi come Cina e Russia sono i Paesi in cui vengono rilasciati più visti, “quasi mezzo milione per ciascuno, seguiti da India e Turchia con 100 mila visti ogni anno per ciascuno dei due Paesi”. “Il nostro impegno è offrire un servizio rapido ed efficiente, grazie anche alle società di esternalizzazione con cui abbiamo fatto degli accordi in tutto il mondo – prosegue Vignali, che richiama tra le novità il “visto a domicilio”, disponibile per determinati utenti, un sistema “molto importante in alcuni paesi o per alcune categorie persone, come gli imprenditori che non hanno il tempo di venire in Consolato”. Si cerca quindi di offrire sempre più anche “un servizio personalizzato”, come “predisporre visti a ingresso multiplo, con validità di uno, due o cinque anni e questo aiuta a fidelizzare i nostri utenti e dargli un’esperienza di visita positiva ancora prima di arrivare in Italia – spiega il Direttore generale, che sottolinea come il pagamento relativo al rilascio dei visti abbia “generato, nel solo 2019, 112 milioni di euro che sono entrati nelle casse dello Stato direttamente”.

Infine, alcune valutazioni sull’impatto dell’emergenza sanitaria: “quest’anno non è stato semplice, in particolare per la tutela del nostro personale, degli utenti e dell’attività visti, anche perché la rilevazione delle impronte digitali non si presta a un servizio a distanza – spiega Vignali, sottolineando tuttavia che “ci siamo  organizzati provvedendo a tutte le misure di sicurezza necessarie e abbiamo assicurato il funzionamento degli uffici, preservando proprio i visti di qualità”. “Nel 2020 si è viaggiato pochissimo per turismo e quindi stiamo parlando solo di determinate categorie di visitatori, soprattutto per affari, appunto. Abbiamo concesso comunque oltre 300 mila visti nel 2020. Non sono i 2 milioni rilasciati nel 2019 ma è una buona quota. Per fare questo abbiamo rispettato tutti i protocolli di sicurezza, attraverso anche lo sviluppo di moduli di formazione per i nostri addetti – rileva il Direttore generale, che ricorda anche come la rete visti si sia occupata quest’anno anche di consentire il ricongiungimento di famiglie multinazionali, oppure l’ingresso in Italia di soggetti vulnerabili per cure mediche. (Inform)

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