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Dal Corriere Canadese, Toronto
Gli esperti: cambiate troppe regole, il sistema non aiuta gli stranieri che vogliono restare
TORONTO – Non sono solo le politiche del governo a penalizzare gli immigrati. Anche la burocrazia, con i suoi mille cavilli e regole sconosciute rappresenta un problema per gli stranieri che vogliono venire a lavorare in Canada o che cercano di rimanerci. E i datori di lavoro colti dal panico devono fare ricorso a esperti e consulenti. Non sono soltanto le nuove leggi sull’immigrazione ad aver reso più difficile l’approdo in Canada, soprattutto per gli italiani. Uno straniero infatti deve fare fronte a una serie di moduli e di burocrazia che rendono ancora più difficile l’ottenimento del tanto agognato permesso temporaneo o di uno permanente.
Senza dimenticare i continui cambi di leggi e regolamenti che rendono sempre più difficile per un potenziale immigrato il rispetto delle norme e la correttezza nella compilazione dei moduli e delle domande. Burocrazia, rigidità, poca disponibilità dell’Immigration nell’aiutare gli stranieri costituiscono le barriere più difficilmente valicabili per chi vuole venire qui in Canada. Un esempio: se avete sposato un canadese potreste essere costretti a compilare ben 29 pagine di moduli in cui vi verrà chiesto per ben sei volte di inserire la vostra data di nascita. Volete lavorare invece in Canada con un permesso a termine? Fate molta attenzione a seguire per bene tutti i protocolli richiesti perché al minimo errore, un funzionario di Service Canada potrebbe negarvi l’accesso in Canada.
«Venire qui in Canada è diventata una decisione molto difficile da prendere – ha affermato Michael Battista, avvocato esperto di immigrazione e docente associato all’Università di Toronto – soprattutto perché il sistema non è molto accogliente per gli immigrati». I futili motivi dietro a un permesso bocciato sembrano infatti all’ordine del giorno come è stato scritto anche in un recente articolo pubblicato sulla Cbc a firma di R. Reis Pagtakhan. Lì si fa riferimento a un immigrato al quale è stato negato il permesso per via della lettera di presentazione del datore di lavoro nella quale le referenze e le mansioni lavorative non corrispondevano ai requisiti richiesti dall’immigrazione. Il caso poi è stato rivisto dalla corte federale che ha dato ragione all’immigrato evidenziando alcuni problemi facilmente risolvibili con un po’ di buon senso.
Innanzitutto dando la possibilità all’immigrato di potersi spiegare ed eventualmente chiarire l’equivoco evitando così di vedersi bocciata la domanda. E invece nella maggior parte dei casi i funzionari vanno dritti senza troppi ripensamenti spesso rendendo la vita fin troppo complicata a chi vuole semplicemente venir in Canada a lavorare e costruirsi un futuro. «Uno dei problemi principali – ha continuato Battista – è la mancanza di comunicazione con gli uffici dell’immigrazione soprattutto se lo straniero è residente all’estero.
Contattare la Citizenship and Immigration Canada è praticamente impossibile e si deve andare per forza tramite i consolati e le ambasciate che però spesso non hanno degli uffici competenti addetti all’immigrazione. Il programma – ha spiegato – in realtà è pensato per attirare i migliori profili professionali qui in Canada. Ma proprio per questo motivo una persona di successo difficilmente potrà spendere molto tempo dietro a una domanda. Per questo motivo – conclude – sarebbe necessaria una maggiore assistenza qualificata per evitare errori». Il governo invece continua a cambiare le carte e le regole rendendo ancora più complicato l’ingresso in Canada. «In questi anni sono state cambiate diverse regole – ha aggiunto Battista – e sono stati annunciati altri cambiamenti che hanno davvero minato la sicurezza delle persone che volevano venire qui. Ultimamente diversi stranieri mi hanno contattato perché hanno paura che le regole possano di nuovo cambiare nei prossimi mesi e temono che il sistema sia ancora più rigido».
Un discorso a parte merita poi il cosiddetto Temporary Foreign Worker Program dove i funzionari di Service Canada applicano sin troppo rigidamente i nuovi criteri imposti dal ministro Jason Kenney. In particolare riguardo agli annunci pubblicitari necessari per poter presentare la domanda di sponsorizzazione del lavoratore straniero. A fronte di un sito che pubblica soltanto poche informazioni, le direttive sembrano essere molte di più: «Di sicuro servirebbero più informazioni – ha concluso – e maggiormente accurate perché così si ridurrebbe la percentuale di errore che invece è molto alta e rischia di compromettere il buon esito della domanda». (Mario Cagnetta – Corriere.com /Inform)