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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Patto per l’Export e Made in Italy, audizione alla Commissione Agricoltura del Sottosegretario agli Esteri Di Stefano

CAMERA DEI DEPUTATI

 

ROMA – La Commissione Agricoltura della Camera ha svolto l’audizione del Sottosegretario per gli Affari esteri e la Cooperazione internazionale, Manlio Di Stefano, sul rilancio del Made in Italy agroalimentare anche nell’ambito del Patto per l’Export, siglato subito dopo la fine del lockdown alla Farnesina facendo seguito alla riunione del 3 marzo scorso. Di Stefano ha ricordato il cambio di rotta introdotto dal decreto n.104 del 2019 che ha visto il passaggio dal Mise al Maeci delle competenze in tema di promozione e di internazionalizzazione: quindi competenze che verranno gestite dalla rete diplomatico-consolare, insieme agli Istituti di Cultura, alle Camere di Commercio e all’Agenzia Ice. “E’ un passo in avanti nella cosiddetta diplomazia economica, in linea con le aspettative degli operatori di settore che hanno adesso (nel Maeci, ndr) un punto di riferimento unico”, ha esordito  il Sottosegretario parlando dell’agroalimentare come di un punto di forza del  “Vivere all’Italiana”.

“Due sono le linee di intervento: la prima riguarda la produzione di eccellenza e la certificazione; la seconda invece la realizzazione di campagne di promozione strategica contro l’italian sounding”, ha spiegato il Sottosegretario lamentando come il sistema di classificazione internazionale ‘a semafori’ dei prodotti alimentari vada a penalizzare la genuinità della dieta mediterranea. “Altre linee di intervento sono quella a sostegno della penetrazione dei nostri prodotti nei mercati esteri e quella per implementare gli strumenti di e-commerce in favore delle piccole e medie imprese: in quest’ultimo scenario determinanti saranno gli accordi-quadro di Ice Agenzia con la grande distribuzione estera”, ha aggiunto Di Stefano facendo l’esempio di una neonata ‘vetrina Italia’ sulla piattaforma Amazon. Un modello di riferimento è quello della Fiera della Moda di Pitti a Firenze che, già da anni, prevede, oltre ai giorni in presenza, di poter usufruire anche ad evento fisico chiuso di una piattaforma digitale aperta a customers e sellers. “La garanzia da offrire per essere ammessi alle vetrine digitali – su Amazon, Alibaba o altrove – è quella di essere un’azienda italiana che produce beni di qualità, perché purtroppo la contraffazione è un problema anche interno”, ha sottolineato Di Stefano. Il Patto per l’Export, fondato tra l’altro sull’ascolto di quasi 150 associazioni di categoria, si basa dunque su ben sei pilastri: comunicazione, promozione integrata, formazione e informazione, sistema fieristico, sistema digitale, finanza agevolata. Nella già menzionata riunione del 3 marzo si erano gettate le basi per una compattezza tra gli attori coinvolti, volta anche a proteggere i nostri prodotti da quelle voci infondate all’estero sulla presunta insalubrità del nostro settore agroalimentare. “Ricorderete la follia del bollino Covid-free sui prodotti alimentari”, ha rievocato Di Stefano. “Il Patto per l’Export firmato l’8 giugno scorso è il documento volto a delineare la strategia per la promozione e l’internazionalizzazione del nostro tessuto produttivo e del Made in Italy nella fase post emergenza”, ha spiegato il Sottosegretario menzionando anche il ruolo importante per i fondi in questo settore dei decreti Milleproroghe, Cura Italia, Liquidità e Rilancio, compreso il rifinanziamento del Fondo Simest per 900 milioni di euro.

Di Stefano ha ricordato per esempio l’importanza della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo come un classico tra le vetrine promozionale. Tuttavia non solo vetrine collaudate, fondi economici e finanza agevolata, ma anche nuove figure professionali, aiuteranno il nostro export: come la figura del digital export manager o quella dell’esperto di proprietà intellettuale. “In epoca Covid il commercio internazionale si è mosso per circa il 40% su piattaforme digitali e quindi questa è oggi una discriminante tra il vivere e il morire in termini di impresa”, ha incalzato Di Stefano. Anche il Ministero delle Politiche agricole avrà un ruolo importante nell’allocazione delle risorse così come il sistema camerale estero. Sulla questione dazi Di Stefano ha parlato di tematiche che vanno al di là del Patto per l’Export riguardando direttamente l’Ue ed i partner come gli Usa.  “Nel settore fieristico avvieremo dei tavoli con Paesi come Francia e Germania per evitare che ci sia una sovrapposizione dei calendari”, ha aggiunto il Sottosegretario parlando poi della questione dei milioni di euro mancanti dall’export in Russia per via dell’embargo. “Scindiamo l’aspetto politico da quello tecnico. Sotto quello tecnico, dati alla mano di Ice Agenzia tramite dogane russe, prima delle sanzioni la cifra era superiore al miliardo di euro, nel 2016 eravamo scesi a circa 600 milioni e nel 2019 invece siamo risaliti a 900 milioni, con un recupero quasi totale dei valori del 2013. In Russia ci sono questioni che impattano al di là delle sanzioni, come la svalutazione della moneta locale e in generale la crisi che ha visto un cambiamento nelle attitudini di quel Paese. Dal punto di vista politico non possiamo ignorare che il nostro primo partner interno sia l’Ue, mentre il primo partner extracomunitario siano gli Usa”, ha spiegato Di Stefano. (Inform)

 

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