direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Pasquale Nestico: Undici anni nel CGIE; le mie personali riflessioni

INTERVENTI

 

WASHINGTON DC, 26 settembre – Finalmente!

Dopo 11 anni e 5 mesi decade il CGIE ed oggi ne viene eletto uno nuovo, ridotto, nel bene o nel male, nel numero dei suoi componenti. Sono a Washington DC e fra poco andremo all’Ambasciata Italiana con tanti esponenti della comunità italiana e Italo-americana per eleggere i 2 consiglieri degli USA.

Questa mia vuole essere solo un riflessione personale e non politica o partitica.

Innanzitutto ringrazio tutti coloro che nel 2004 nella stessa Ambasciata mi hanno votato (risultato il primo degli 5 consiglieri eletti). Ringrazio tutti i 94 consiglieri che hanno composto il CGIE e con i quali per questi lunghi anni abbiamo condiviso a Roma e altrove dove si sono tenute le riunioni, come si suol dire, gioie e dolori, confrontandoci con e per le problematiche dei nostri amati concittadini all’estero. Un vivo ringraziamento va ai consiglieri della Commissione dei Paesi Anglofoni Extra Europei (Australia, Canada’, Stati Uniti e Sud Africa) con i quali abbiamo condiviso tanto e cercato di studiare insieme (e proporre soluzioni) come gruppo, i problemi delle nostre rispettive comunità visitandole e palpandone da vicino il loro polso.

Come cardiologo che vive a Philadelphia con famiglia, figli e nipotini, la cosa più dolorosa e averli dovuto lasciare parecchie volte all’anno per attendere le varie riunioni ed assemblee nei vari paesi del mondo, aver dovuto lasciare i miei pazienti a cui mi sento veramente legato come se io fossi per loro il salvatore della patria. In modo particolare, ad aver dovuto lasciare, anche se per brevi ma lunghi giorni, i miei anziani genitori (mia madre viva ma malaticcia a 95 anni di età e il mio caro padre morto da pochissimi anni alla venera età di quasi 98 anni- aiuta avere un medico in famiglia).

Tutto ciò però, a mio modesto parere, ne è valsa la pena perché c’erano in palio i problemi e le esigenze dei nostri concittadini all’estero, c’era in palio tutto il  sistema Italia.

Vedete cari lettori, in USA la situazione economica, politica e socio-culturale e’ per tutti noi (salvo eccezioni) invidiabile ma ci sono nicchie di nostri connazionali e ancor più anziani e indigenti che oggi soffrono tanto, vedi America Latina, ecc.  Questi stessi concittadini sono stati coloro che per prima sono arrivati in una terra sconosciuta piene di insidie dopo aver lasciato con grande dolore il loro paesello natio ed i loro cari; sono stati coloro che nel dopoguerra hanno aiutato e forse salvato l’Italia con “le rimesse d’oro” e che oggi

soffrono.  Ebbene aver potuto essere coinvolto (prima come presidente del “Gruppo di lavoro Sanita” e susseguentemente come presidente dell’ottava Commissione-Tutela  Sanitaria approvata unanime dopo una mia lettera aperta al CGIE della sua necessità) a portare loro una polizza assicurativa (appunto come Commissione VIII) o qualche altro aiuto sociale (come parte della Commissione II-Tutela Sociale) e’ stata una esperienza unica al mondo. Aver potuto partecipare all’esame di tante altre problematiche studiate dalle altre sette Commissioni e’ stato un privilegio. Tutto ciò senza scopo di lucro o di interesse personale ma solo per fare la mia pur piccolissima parte. Sono arrivato al CGIE con molta umiltà e con tanta voglia di fare e per un mandato di 5 anni e mio (e nostro) malgrado ci siamo rimasti per più di undici dovuto solo alla classe politica della nostra amata patria dove seguire le leggi e le regole talvolta semplici e comuni, sembra che sia la cosa più difficile al mondo. Ho fatto parte del prestigioso Comitato di Presidenza da dove mi sono dimesso per dare più spazio alla cosiddetta “minoranza” e portare un po’ più di serenità ai nostri lavori un gesto apprezzato da tutti con “standing ovation”.

Questo mio codesto messaggio e per esprimere in un modo positivo le mie sensazioni personali di una esperienza unica al mondo sperando di incoraggiare altri a farla giovani e non tanto. Non è l’età che conta ma saper andare al CGIE con uno spirito costruttivo, impegnandosi fino in fondo, polemizzando quanto meno possibile e dire a se stessi: lo faccio perché l’Italia (mia madre) ha bisogno del mio piccolo contributo non perché io ho bisogno dell’Italia. Tutto ciò non è una cosa becera.  Certo il CGIE ha bisogno di una riforma vera fatta con calma e pensando al fatto che i nuovi italiani che vanno all’estero laureati e professionisti hanno altre esigenze diverse dai nostri antenati arrivati con la “valigia di cartone”. Concludo dicendo:Viva il CGIE. viva l’Italia ma soprattutto viva gli Stati Uniti d’America per l’ospitalità e tutte le possibilità che questo grande paese da giornalmente a noi e ai nostri figli.

Con affetto.  (Pasquale Nestico, Consigliere CGIE uscente /Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform