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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Pasquale Ferrara è il nuovo Ambasciatore d’Italia ad Algeri

DIPLOMAZIA

 

“Italia e Algeria , lavorare fianco a fianco affinché il Mediterraneo diventi sempre più un luogo di pace e di collaborazione tra Paesi e tra popoli”. “Abbiamo il dovere di consegnare la speranza alle nuove generazioni dei nostri due Paesi. Possiamo farlo favorendo la crescita e lo sviluppo”

 

ALGERI – Pasquale Ferrara è il nuovo Ambasciatore d’Italia ad Algeri. “Le porte dell’Ambasciata e di tutte le istituzioni italiane in Algeria sono aperte. Ci adopereremo affinché lo sia, sempre più, anche questo portale” ,scrive l’ambasciatore Ferrara nel suo messaggio di saluto diffuso dal sito dell’Ambasciata . Il diplomatico evidenzia che Italia e Algeria “condividono una lunga storia di rapporti culturali, sociali, economici e politici”. E’ “una storia che non si è mai interrotta, nemmeno nei momenti più critici e difficili per il contesto interno ed internazionale” e “che annovera, da parte italiana, personalità tra loro molto diverse legate con varie motivazioni all’Algeria, come Vittorio Sereni, Nicola Chiaromonte, Gillo Pontecorvo, Enrico Mattei, Saverio Tutino, Mario Pirani, Giovanni Pirelli, Ignazio Silone, Giorgio La Pira, solo per menzionarne alcune”. “Da queste radici – rimarca Ferrara – è nato un rapporto paritario di solidarietà e di vicinanza tra i due popoli, cresciuto e maturato nel tempo, nei momenti favorevoli come nelle circostanze avverse”.

“Abbiamo oggi – prosegue l’ambasciatore – una grande responsabilità, un obiettivo da realizzare con impegno e determinazione giorno dopo giorno, e cioè lavorare fianco a fianco affinché il Mediterraneo diventi sempre più, in tutti i suoi quadranti, un luogo di pace e di collaborazione tra Paesi e tra popoli. Ciascuno dei nostri due Paesi dà un contributo essenziale all’integrazione continentale: l’Italia in Europa, guardando all’Africa; l’Algeria in Africa, guardando all’Europa. Abbiamo, soprattutto, il dovere di consegnare la speranza alle nuove generazioni dei nostri due Paesi.

Possiamo farlo favorendo la crescita e lo sviluppo, sostenendo le aziende italiane e algerine impegnate a consolidare, ampliare e approfondire i settori di cooperazione ormai tradizionali e radicati (energia, infrastrutture). Possiamo farlo aprendo nuovi orizzonti di partenariato, legati all’alta tecnologia e all’innovazione. Possiamo farlo migliorando la qualità dell’ambiente e degli ecosistemi nei nostri due Paesi. Possiamo farlo incoraggiando in tutti i modi la ricerca e la collaborazione scientifica. Possiamo farlo accompagnando i giovani desiderosi di sprigionare i loro talenti nella creatività, nell’arte, nelle nuove frontiere della comunicazione. Possiamo farlo aprendo nuovi spazi alla musica, linguaggio antico e comune, tra Europa e Nord Africa.

Nella nostra comune visione del Mediterraneo non c’è una sponda nord e una sponda sud: condividiamo una stessa identità, nutrita dalla ricchezza delle diversità, una cultura meridiana, aperta al dialogo e all’incontro.

La cultura è una risorsa inesauribile, un moltiplicatore di sviluppo e una via sicura per la pace.

Possiamo fare molta strada insieme. Da parte mia – conclude l’ambasciatore Pasquale Ferrara – , assieme a tutta l’Ambasciata e alle istituzioni italiane, ci metto tutto l’impegno di cui sono capace. Restiamo collegati! A presto”.

Nato a Caserta nel 1958, Pasquale Ferrara si è laureato nel 1981 in Scienze Politiche – indirizzo politico-internazionale – presso la storica Università “Federico II” di Napoli, con una tesi in storia delle dottrine politiche dedicata al personalismo comunitario e alla rivista “Esprit” di Emmanuel Mounier.

Ha poi frequentato il Corso di specializzazione post-Laurea presso la Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale a Napoli e, in seguito, la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione (concorso-corso).

Nel 1984 è entrato per concorso nella carriera diplomatica, ed ha prestato servizio, tra l’altro, presso la Direzione Generale per gli Italiani all’estero, occupandosi della questione dei desaparecidos di origine italiana in Argentina; presso il Gabinetto del Ministro nel settore dei rapporti con il Parlamento su questioni di politica estera; e, successivamente (1987-88), presso l’Ufficio del Consigliere Diplomatico del Presidente della Repubblica, lavorando alla preparazione dei dossier e dei discorsi del Capo dello Stato in occasione dei suoi viaggi all’estero.

Ha svolto diversi incarichi presso rappresentanze diplomatico-consolari italiane, in particolare a Santiago del Cile (1989 al 1992), durante il processo di transizione alla democrazia dopo la fine del regime di Pinochet, Atene (come Console, 1992-1996) in un contesto critico nell’area balcanica anche sotto il profilo sociale e migratorio a causa della dissoluzione della Jugoslavia, per la questione della denominazione della ex-repubblica jugoslava di Macedonia e per il confronto greco-turco sulla sovranità di alcune isole dell’Egeo. Tornato a Roma nel 1996, ha coordinato, dalla Segreteria Generale, la realizzazione del primo Libro Bianco sulle attività del Ministero degli Esteri. E’ stato poi assegnato a Bruxelles (alla Rappresentanza d’Italia presso l’Unione Europea, 1999-2002), dove ha seguito le questioni istituzionali, partecipando ai negoziati che portarono al Trattato di Nizza contribuendo con studi e documenti alla definizione della posizione italiana e seguendo sia la Convenzione per i diritti fondamentali dell’Unione Europea che l’avvio della Convenzione “costituzionale”, assistendo i delegati italiani. Successivamente, come consigliere politico a Washington (2002-2006) ha seguito le questione del programma nucleare nord-coreano ed è stato responsabile del dossier Iraq. Tornato a Roma, è stato dal 2006 al gennaio 2009 capo del servizio stampa e portavoce del Ministro e, dal febbraio del 2009 a giugno 2011, capo dell’unità di analisi e programmazione del Ministero degli Esteri, occupandosi, tra l’altro, del coordinamento tra gli uffici di pianificazione strategica dei Ministeri degli Esteri in occasione della Presidenza italiana del G8 e lanciando il programma di approfondimento sulle implicazioni del rapporto tra religioni e relazioni internazionali.

Dal luglio 2011 al febbraio 2016 è stato Segretario Generale dell’Istituto Universitario Europeo di Firenze – organizzazione internazionale e centro accademico di eccellenza pan-europeo – occupandosi, tra l’altro, delle relazioni istituzionali interne ed esterne, dei rapporti con gli Stati membri e gli organi dell’Unione Europea e dei principali eventi pubblici connessi alle politiche europee.

Da molti anni affianca il servizio diplomatico con un’attività accademica e di ricerca sulla teoria e la pratica delle relazioni internazionali. E’ attualmente docente a contratto di “Negotiation and diplomacy” presso la Facoltà di Scienze Politiche della Luiss e presso la “School of Government” dello stesso Ateneo, nonché di “Relazioni internazionali e processi integrativi” presso l’Istituto Universitario “Sophia”. Ha pubblicato numerosi articoli ed interventi su riviste specializzate, ed è autore di numerosi volumi.

E’ Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica. (Inform)

 

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