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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Parole di Ritals”, a Levanto la storia dell’immigrazione italiana in Francia

ITALIANI ALL’ESTERO

A “Sapori & Storie verticali” il graphic novel di Debora Di Gilio e Baptiste Daspet (École Cesan di Parigi)

LEVANTO (La Spezia) – Dall’11 al 13 ottobre si svolgerà a Levanto l’edizione 2019  della manifestazione “Sapori & Storie verticali”.  Per l’occasione l’École Cesan (Centre d’Enseignement Spécialisé des Arts Narratifs) di Parigi e il Comune di Nanterre esporranno al primo piano del Casinò tre tavole sulla storia della immigrazione italiana in Francia: l’ultimo anno di scolarità alla scuola Cesan consiste nell’accompagnare progetti idonei a essere editati .

Tra i lavori esposti “Parole di Ritals” ,graphic novel della narratrice italiana Debora Di Gillio e dell’illustratore francese Baptiste Daspet, la cui uscita è prevista nel 2020. Si narra  dell’incontro di Debora Di Gilio, che da qualche anno vive a Nanterre,  con la comunità di italiani in Francia.“A Nanterre – racconta Debora Di Gilio su KissKissBankBank, piattaforma di crowdfunding –  ho incontrato italiani ovunque: nei negozi, sull’autobus, al mercato e nella stessa via dove risiedo, italiani di un’altra generazione arrivati qui a partire dagli anni ’20 e negli anni ’50, dopo la guerra. Ho incominciato a interessarmi alle loro storie, alle differenti ragioni che li avevano portati qui. In uno di questi incontri casuali ho avuto la fortuna di conoscere Vincent Pascucci: un signore di 92 anni, arrivato da Pesaro a Nanterre quando aveva solo nove mesi, al seguito di sua madre partita per raggiungere il padre. Ho scoperto che la vita di Vincent è legata alla storia, quella con la S maiuscola: l’ascesa del fascismo, il comunismo, la guerra, la resistenza, il periodo delle ‘periferie comuniste’ che circondavano Parigi. La vita di Vincent mi ha appassionata e soprattutto via via che gli incontri si susseguivano, mi sono sempre più emozionata per il contrasto tra la fragilità di quest’uomo di novantadue anni e i suoi racconti pieni di vita e di avventure”. “Quello – spiega l’autrice  – che mi ha colpito e che vorrei trasmettere con questo fumetto sono anche i valori umanisti che hanno animato Vincent nel corso della sua vita e che lo hanno portato ad occuparsi dei giovani. Vorrei rivolgermi ai giovani proprio perché, come diceva Vincent, sono loro il nostro futuro, la nostra speranza. La materia prima del fumetto è dunque la vita di Vincent, ma sono presenti nell’opera anche testimonianze di altri italiani. Grazie a questi incontri ho ritrovato – sottolinea ancora Di Gilio – il legame con le generazioni precedenti di italiani dalle quali mi sono allontanata venendo in Francia. Questo legame è il filo rosso che mi permette di congiungere i miei passi con quelli degli anziani continuando a trasmettere come loro i valori di giustizia e solidarietà”.(Inform)

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