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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Parere favorevole della Commissione Esteri alle intese stipulate dal Governo italiano con i Paesi dell’Ue per garantire l’esercizio del voto degli italiani all’estero nelle elezioni per il Parlamento europeo

CAMERA DEI DEPUTATI

Gli interventi della relatrice Laura Garavini, del sottosegretario agli Esteri Mario Giro e dei deputati Di Battista (M5S), Picchi (Fi), Marazziti (PI), Del Grosso (M5S) e Sibilia (M5S)

ROMA – La Commissione Esteri della Camera dei Deputati ha espresso parere favorevole sulle intese raggiunte dal Governo italiano con i Paesi dell’Unione europea per garantire, in occasione delle imminenti elezioni europee, le condizioni necessarie per l’esercizio del voto degli italiani residenti nei Paesi Ue. Durante la seduta la relatrice Laura Garavini ha in primo luogo precisato come le intese con i 27 paesi dell’Ue siano espressamente previste dall’articolo 25 della legge n. 18 del 1979 ed abbiano lo scopo di garantire le condizioni necessarie per l’esercizio del voto, il 23 e il 24 maggio prossimi, degli elettori italiani che risiedano presso uno dei Paesi dell’Unione europea. La Garavini ha poi ricordato la possibilità, per i cittadini italiani residenti o comunque presenti per motivi di studio o di lavoro negli Stati membri dell’Unione, di non avvalersi del diritto di partecipare alla elezione dei rappresentanti dello Stato di accoglienza e di optare per l’elezione dei rappresentanti dell’Italia, esprimendo il proprio voto nel paese estero di residenza. La relatrice ha anche  evidenziato come le intese fra l’Italia e i paesi dell’Ue siano finalizzate a garantire la segretezza e la libertà del voto, la parità fra i partiti politici italiani, l’assenza di pregiudizio per il posto di lavoro e per i diritti individuali degli elettori italiani in conseguenza della loro partecipazione alla propaganda o alle operazioni elettorali, la libertà di riunione e di propaganda politica. Segnalata inoltre la necessità di garantire l’eventuale approntamento di sezioni elettorali anche fuori dai locali delle sedi di rappresentanze diplomatico-consolari, l’applicazione della legislazione italiana all’interno delle sezioni elettorali, la  vigilanza esterna della polizia locale, la possibilità di affiggere manifesti di propaganda almeno 48 ore prima del giorno della votazione. La Garavini ha poi ricordato come la legge n. 18 preveda che la data e l’orario della votazione siano determinate dal ministro dell’Interno, previe intese con i Paesi ospitanti concluse dal Mae. Dopo queste precisazioni introduttive la relatrice ha sottolineato come il cittadino italiano residente in un Paese dell’Ue possa esprimere il voto in loco per le elezioni europee o dando il suo suffragio ai rappresentanti al Parlamento europeo del Paese in cui risiede, quindi iscrivendosi alle liste degli elettori del comune di accoglienza, o votando per i rappresentanti italiani al Parlamento europeo in sezioni elettorali appositamente istituite nel Paese di residenza. Come nel passato, questa seconda facoltà riguarda anche i cittadini che si trovino in altro Stato membro per ragioni di lavoro o di studio, e che facciano pervenire nei termini stabiliti apposita domanda al consolato competente.

La Garavini ha inoltre posto in evidenza come, per quanto riguarda la stipula delle intese, alcuni stati dell’Ue, abbiano posto delle condizioni aggiuntive, ad esempio il  Belgio ha raccomandato di evitare manifestazioni pubbliche in luoghi prossimi alle sezioni ed ha chiesto che non vengano utilizzati i media pubblici per la propaganda elettorale. Di contro la Lettonia non ha consentito l’istituzione di sezioni elettorali fuori dalle sedi diplomatico-consolari ed ha richiesto che la propaganda elettorale radiotelevisiva dei candidati italiani sia trasmessa in lingua lettone con sottotitoli italiani. La Lettonia ha permesso lo svolgimento solo di manifestazioni e riunioni politiche preventivamente autorizzazione. Dal Lussemburgo è invece giunta la raccomandazione ad evitare che la campagna informativa dell’Ambasciata italiana per il voto dei cittadini residenti in quel paese possa generare confusione con quella svolta dalle autorità locali verso i cittadini lussemburghesi. Il medesimo richiamo, a evitare ogni possibilità di confusione,  è stato ribadito per la propaganda elettorale dei partiti e dei candidati italiani. Anche il Portogallo ha chiesto di evitare ogni possibile confusione tra la propaganda elettorale dei partiti e dei candidati italiani con quella nazionale. Dal canto suo la Slovacchia ha detto sì all’installazione di sezioni elettorali esclusivamente presso le sedi diplomatico-consolari. La Slovenia ha invece autorizzato la creazione di sezioni elettorali esclusivamente presso l’ambasciata italiana a Lubiana ed il consolato a Capodistria. In questo Paese anche la propaganda elettorale potrà svolgersi soltanto nei locali delle due sedi diplomatico-consolari.

La Garavini si è poi soffermata sulla necessità di un intervento dell’esecutivo italiano presso il  governo di Berna per superare il problema dell’impossibilità di votare in loco da parte della vasta comunità italiana residente in svizzera, circa 500.000 connazionali, in occasione delle imminenti elezioni europee. La relatrice ha inoltre segnalato la richiesta, avanzata in numerose occasioni ed in sedi diverse dal Comitato della Camera sugli italiani nel mondo e dal Cgie,  di non procedere alla costituzione dei seggi elettorali presso i consolati per il voto nei collegi nazionali. Una valutazione condivisa dalla Garavini che ha sottolineato la necessità, alla luce della continua contrazione della  partecipazione al voto europeo espresso in loco per l’Italia dei connazionali residenti nei Paesi dell’UE e dell’alto costo dell’intera operazione elettorale (circa 11 milioni di euro),  di non ripetere tale esperienza alle prossime consultazioni europee. Una possibilità, quella di non approntare i seggi elettorali presso i consolati, che era già stata proposta in un Odg accolto dal Governo nel corso dell’esame al Senato del provvedimento recante disposizioni in tema di equilibrio di genere nelle elezioni del Parlamento europeo.

Ha poi preso la parola il sottosegretario agli Esteri Mario Giro che si è associato alle considerazioni svolte dalla relatrice e ha  confermato l’orientamento favorevole del Governo a modificare la normativa vigente in vista della successiva tornata elettorale europea. Dopo l’intervento di Alessandro Di Battista (M5S) che ha espresso perplessità selle limitazioni poste da parte di alcuni Stati all’esercizio della campagna elettorale, Guglielmo Picchi (Fi), eletto nella ripartizione Europa, ha rassicurato Di Battista circa la possibilità di svolgere campagna elettorale in tutti gli Stati Ue e ha  segnalato come ancora una volta si trovino ad essere sperequati i cittadini italiani residenti negli altri Paesi europei.  Ha seguire sono poi intervenuti Mario Marazziti (PI), che ha parlato dell’esigenza di armonizzare le regole europee con quelle nazionali, Daniele Del Grosso (M5S), che ha espresso  stupore per le clausole poste dal Belgio allo svolgimento della campagna elettorale europea, e Carlo Sibilia (M5S) che ha chiesto una riflessione ulteriore sull’accettazione da parte del Governo di accordi che limitano la sfera dei diritti civili. La relatrice ha infine concluso la riunione escludendo la possibilità che vi possano essere nei paesi dell’Ue limitazioni alla libertà di espressione e ricordando come in questo ambito siano garantiti tutti i principi democratici per l’esercizio del diritto di voto, fatte salve talune puntualizzazioni derivanti da specifici ordinamenti nazionali. (Inform)

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