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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Parere favorevole della Commissione Esteri alla Proposta di Piano nazionale di Ripresa e Resilienza

CAMERA DEI DEPUTATI

 

Tra le condizioni e osservazioni contenute nel parere sulla proposta di Piano che viene presentata a Bruxelles per ottenere le risorse del Recovery Fund, si insiste sulla digitalizzazione e semplificazione dei servizi consolari, sull’aumento delle risorse finanziarie e umane in dotazione al Maeci

 

ROMA – La Commissione Esteri della Camera dei deputati ha approvato il suo parere favorevole alla Proposta di Piano nazionale di Ripresa e Resilienza che viene presentato dal Governo italiano a Bruxelles per poter superare la crisi economica determinata dall’emergenza sanitaria con l’ausilio delle risorse messe a disposizione con il Recovery Fund.

Nel parere, in cui sono indicate una serie di condizioni e osservazioni, si sottolinea in particolare come il Piano debba essere funzionale ad un ripensamento del posizionamento internazionale dell’Italia in cui rientra anche il riconoscimento della componente culturale “quale patrimonio identitario umanistico riconosciuto a livello internazionale da spendere nel quadro della cosiddetta promozione integrata del Sistema Paese, a sostegno del rilancio del turismo e della italianità quale leva competitiva nel commercio con l’estero, come pure ai fini di un potenziamento della proiezione internazionale della ricerca e dell’accademia italiana”. Tra le missioni del Piano è infatti inclusa anche la missione culturale, integrata nelle direttrici di intervento condivise a livello europeo – digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica ed inclusione sociale – e nelle tre priorità trasversali – parità di genere, giovani e Mezzogiorno. In particolare la Commissione tiene a sottolineare la necessità di garantire la parità di genere anche in politica estera e la fondamentale proiezione mediterranea dell’Italia indicando “nel Mezzogiorno la naturale piattaforma logistica da sviluppare in questa prospettiva”.

Tra i profili di competenza esaminati dalla Commissione, il parere cita in premessa l’importanza della missione n. 1 «Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura» che “dà risalto all’esigenza non più procrastinabile di ammodernare le infrastrutture e la rete informatica dell’intero comparto della PA e del Maeci in particolare” e ribadisce come la Farnesina costituisca anche il centro nevralgico “delle attività di internazionalizzazione delle imprese e promozione del Made in Italy, inteso nel senso più ampio”, cui contribuisce la rete diplomatico consolare e a cui devono concorrere gli uffici esteri dell’Agenzia Ice, le Camere di commercio italiane all’estero, nonché con tutti i centri di imputazione della promozione culturale all’estero” “in un’ottica organica, integrata e sinergica”.

Tra le condizioni del parere favorevole, proprio in relazione alla missione n.1, la Commissione ritiene si debba “provvedere all’adeguamento delle infrastrutture informative, della connettività e delle dotazioni informatiche del Maeci per corrispondere a standard di cibersicurezza e di efficienza delle comunicazioni da remoto, nell’esigenza di assicurare l’erogazione di servizi online integrati, efficienti e continuativi ai cittadini italiani all’estero e alle imprese italiane interessate ad una proiezione internazionale, con ciò migliorando anche l’azione sul piano del rispetto dell’ambiente, riducendo i consumi e le emissioni”. Si sollecita inoltre “un ripensamento del sistema di approvvigionamenti di materiali hardware e software per infrastrutture digitali, nell’obiettivo precipuo di ridurre la dipendenza da produttori esteri non appartenenti al sistema di alleanze euro-atlantiche dell’Italia e anche al fine di sviluppo le capacità produttive europee”.

Si sollecita inoltre un rafforzamento delle risorse umane e materiali del Maeci per “un graduale avvicinamento alle dotazioni delle omologhe amministrazioni dei principali Paesi europei”, e “politiche di promozione interne, nell’ottica del raggiungimento di un’effettiva parità di genere nel conseguimento delle posizioni di maggiore responsabilità”. In aggiunta, “occorre favorire l’inclusione all’interno della rete estera di figure professionali specializzate nel settore della promozione degli investimenti diretti esteri, della valorizzazione del Made in Italy e del sostegno alle imprese già operanti o interessate al settore estero” e “l’acquisizione di nuove professionalità specializzate, modulate sulle nuove esigenze dell’agenda internazionale”. Il parere sottolinea poi come occorra “tenere chiaramente distinte le componenti «Politiche Industriali di filiera» e «Internazionalizzazione» assicurando un finanziamento adeguato, non inferiore a 2 miliardi, delle iniziative a sostegno dell’esportazione e dell’internazionalizzazione delle imprese” e auspica un potenziamento degli strumenti di promozione integrata del made in Italy, come il Patto per l’export sottoscritto nel giugno del 2020, “anche attraverso la previsione di incentivi a sostegno della transizione verde e rafforzando le imprese dell’area meridionale del Paese che hanno accumulato maggiori ritardi in questi anni”.

Si richiama poi la necessità di sostenere e rilanciare il settore fieristico congressuale, “asset insostituibile per la competitività, attrattività e internazionalizzazione dell’industria italiana”, anche sostenendo “lo svolgimento di fiere e congressi nel breve periodo in digitale o ibride”; l’impiego di nuove tecnologie “per la tracciabilità dell’origine dei prodotti per la tutela del Made in Italy, la lotta all’Italian Sounding dei prodotti agroalimentari e per il marketing dell’offerta green e sostenibile delle nostre imprese”, e per “organizzare e favorire l’incrocio offerta – domanda con operatori esteri anche da remoto”; l’introduzione di “strumenti utili ad attrarre investimenti diretti esteri e favorire processi di ri-localizzazione delle imprese italiane, in particolare quelle che negli ultimi anni hanno delocalizzato in Cina e nel Sud-Est asiatico”; di consolidare la “capacità di screening degli investimenti esteri per ragioni di sicurezza nazionale”.

Riguardo alla missione n. 2 «Rivoluzione verde e transizione ecologica», il parere osserva la necessità di “orientare l’azione internazionale e la politica di cooperazione allo sviluppo del nostro Paese verso la costruzione e l’attuazione di partnership globali, fondate sull’impegno per i diritti umani e per obiettivi di sostenibilità sociale”, attraverso l’implementazione di “iniziative intese a promuovere beni comuni globali come la Coalizione internazionale per i vaccini (GAVI) la transizione ecologica, come l’Alleanza per l’idrogeno e progetti volti a trasformare il pagamento dei prestiti contratti dai Paesi a basso reddito in fondi per lo sviluppo sostenibile finalizzati a nuovi investimenti produttivi per creare posti di lavoro dignitosi e stabili e sviluppo sostenibile”.

Per la missione n. 4 «Istruzione e ricerca», la Commissione sollecita, inserendola nelle condizioni, “un quadro d’interventi espressamente dedicato alle politiche di promozione del nostro patrimonio linguistico e culturale nel mondo”, attraverso raccordi istituzionali e sinergie tra tutte le strutture impegnate in questo settore e promuovendo l’internazionalizzazione della formazione, soprattutto quella superiore: “dalle scuole italiane all’estero, agli istituti di cultura, dalla Società Dante Alighieri, fino ai programmi di collaborazione tra università, ai lettorati, all’apertura di succursali accademiche all’estero e al sistema delle borse di studio, elementi fondamentali per la diffusione di quello specifico soft power di cui è dotata l’Italia nella sua proiezione internazionale”.

Il parere sollecita inoltre, nell’ambito della missione n. 5 «Inclusione e coesione», il sostegno al servizio civile internazionale, ai corpi civili di pace, ai programmi Erasmus+ e affini e ai tirocini presso le organizzazioni internazionali; e per la missione n. 6 «Salute» il rafforzamento della “cooperazione sanitaria e le iniziative di cooperazione sanitaria tenendo conto delle politiche di vicinato”.

Tra le osservazioni, la Commissione invita a includere l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo e la relativa rete all’estero nel progetto di adeguamento digitale; a “proseguire nei progetti di digitalizzazione dei servizi consolari, per una semplificazione delle procedure burocratiche e l’erogazione di prestazioni sempre più mirate ai connazionali residenti all’estero”; a valorizzare “in termini di dotazione finanziaria e qualificazione del personale, l’Amministrazione del Maeci, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza dell’azione amministrativa a sostegno dei connazionali e delle imprese italiane all’estero, nonché per tutelare efficacemente gli interessi nazionali e la sicurezza dei cittadini italiani all’estero, rafforzando opportunamente a questo scopo anche l’Unità di Crisi della Farnesina e più in generale tenendo conto della necessità della promozione integrata del sistema Paese”; a “potenziare la rete e i servizi consolari all’estero, qualora si approvino le necessarie modifiche alla legislazione italiana ed europea per consentire agli stranieri che intendano proporre domanda di asilo o di protezione internazionale di rivolgersi direttamente alla rete consolare italiana per proporre tali domande in tutta sicurezza, affinché nessuno più sia costretto a rivolgersi ai trafficanti di esseri umani al fine di varcare illegalmente il confine italiano”.

Si osserva anche l’esigenza di potenziare il fondo gestito da Simest per sostenere la penetrazione all’estero delle imprese; di “prevedere misure di sostegno ad hoc per le piccole e medie imprese che non vendono abitualmente all’estero, utilizzando la leva della digitalizzazione per adeguare i modelli di business – e conseguentemente i loro modelli organizzativi – al nuovo scenario”; “individuare i settori produttivi di interesse nazionale, soprattutto quelli legati alla produzione di materiali per affrontare la crisi pandemica, da sostenere mediante apposite politiche di rilocalizzazione, al fine di aumentare l’occupazione nazionale e mediante il reimpiego dei percettori di sussidi alla disoccupazione e favorire l’autosufficienza produttiva in specifici settori”; rafforzare l’azione di sostegno alle imprese italiane, in particolare quelle piccole e medie, anche sotto il profilo dello scouting delle opportunità da cogliere sui mercati esteri; “implementare le misure volte a favorire processi di fusione e patrimonializzazione delle micro e piccole imprese”.

Infine, relativamente ai temi della missione 5 «Inclusione e coesione», il parere osserva l’esigenza di “rafforzare il settore dell’emittenza e della stampa italiana diffusa all’estero” e di “ampliare le politiche di mainstreaming dei diritti delle persone con disabilità”, “anche a livello di reclutamento del personale del Maeci”. (Inform)

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