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Parere favorevole della Commissione Esteri al Documento di economia e finanza 2019

SENATO DELLA REPUBBLICA

Auspicato un aumento degli investimenti e delle risorse a favore del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale

 

ROMA – La Commissione Esteri del Senato ha espresso parere favorevole alla 5a Commissione sul Documento di economia e finanza 2019. Nel parere la Commissione prende atto delle indicazioni relative all’andamento del commercio con l’estero dell’Italia e del decremento registratosi nel 2018 nell’Aiuto pubblico italiano allo sviluppo, ascrivibile in larga misura alla diminuzione delle spese destinate all’accoglienza temporanea dei rifugiati e dei richiedenti asilo nel nostro Paese. La III Commissione prende inoltre atto del lieve aumento delle spese per il personale dipendente del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale registratosi negli ultimi tre anni, ma considerati altresì gli sforzi di razionalizzazione profusi dal dicastero per il raggiungimento degli obiettivi di riduzione del proprio bilancio per gli anni 2018-2020, auspica un aumento degli investimenti e delle risorse a favore del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, necessario per assicurare una piena operatività ed una adeguata capacità funzionale alle strutture incaricate dell’attuazione della politica estera del nostro Paese. 

Il testo del Documento è stato illustrato dal relatore Gianluca Ferrara relatore che ha spiegato come il DEF preveda “un incremento del PIL (in termini reali e non nominali) pari allo 0,2 per cento per il 2019 ed allo 0,8 per cento per ciascuno degli anni 2020-2022 (il precedente quadro programmatico prevedeva un tasso pari all’1,0 per cento per il 2019, all’1,1 per cento per il 2020 ed all’1,1 per cento per il 2021)”. “Il quadro macroeconomico internazionale nel 2018 – ha aggiunto il relatore – è stato caratterizzato da un rallentamento della crescita dovuto principalmente ad un minor dinamismo del commercio internazionale; in particolare il testo segnala un rallentamento della crescita, nel 2018, del PIL e del commercio mondiali, che hanno registrato incrementi rispettivamente del 3,6 per cento e del 3 per cento, in diminuzione rispetto alle percentuali registrate in precedenza”. Ferrara si è poi soffermato sulla situazione italiana: “il dato relativo al commercio con l’estero nel 2018 ha registrato un aumento inferiore al 2 per cento, mostrando una moderazione più accentuata rispetto agli altri partner europei. Nel complesso, in ogni caso, il saldo commerciale dell’Italia (pari a circa 39 miliardi dai 47,6 miliardi nel 2017) rimane tra i più elevati dell’Unione Europea dopo quelli della Germania, dei Paesi Bassi e dell’Irlanda, pur toccando il valore più contenuto degli ultimi cinque anni.

Per gli altri profili di competenza della Commissione Esteri,il relatore ha segnalato come per l’andamento dell’Aiuto pubblico allo sviluppo le stime relative al 2018 indichino una spesa complessiva di 4,24 miliardi di euro, pari allo 0,24 per cento del Reddito Nazionale Lordo, in calo rispetto ai 5,2 miliardi registrati nel 2017. “La flessione è ascrivibile in larga misura – ha spiegato il relatore – alla diminuzione delle spese destinate all’accoglienza temporanea dei rifugiati e dei richiedenti asilo nel Paese. Nel documento, peraltro, il Governo ribadisce l’impegno a perseguire il riallineamento graduale dell’Italia agli standard internazionali, proseguendo il percorso di avvicinamento all’obiettivo dello 0,7 per cento del RNL fissato nel 2015 dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Viene inoltre ribadita l’esigenza di assicurare, con una prospettiva pluriennale, graduali incrementi degli stanziamenti assegnati alle amministrazioni dello Stato per interventi di cooperazione allo sviluppo, in linea con quanto previsto dall’art. 30 della legge sulla cooperazione allo sviluppo (legge n. 125 del 2014), con particolare riferimento alle risorse assegnate al Ministero degli Affari Esteri per attività di cooperazione allo sviluppo. Viene inoltre riaffermata la necessità di promuovere un maggiore coordinamento delle politiche pubbliche nel settore della cooperazione internazionale, con l’obiettivo di migliorare la qualità e la coerenza dell’azione dell’Italia in tema di aiuto pubblico allo sviluppo, valorizzando, in particolare, gli strumenti previsti dalla legge di settore”. Il relatore ha poi sottolineato come, al fine di al fine di garantire la partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali, sarà previsto uno stanziamento di 1,5 miliardi di euro , cifra in linea con quanto stanziato negli anni precedenti. Per quanto riguarda l’andamento dei conti Maeci Ferrara ha segnalato un lieve aumento, negli ultimi tre anni, delle spese per i dipendenti – dopo anni di flessione -, che passano dai 680 milioni di euro del 2016 ai 686 del 2017 e ai 715 del 2018. Un andamento oscillante, viceversa, si registra in relazione ai consumi intermedi del ministero, che sono passati da 183 milioni di euro del 2016, ai 125 del 2017 e ai 169 del 2018.

Per quanto riguarda gli altri aspetti di interesse della III Commissione il relatore ha evidenziato sia la volontà dell’esecutivo di adeguare, progressivamente, la dimensione dello sforzo economico-finanziario agli impegni assunti in ambito Nato e Ue, sia la presenza di un allegato nel DEF recante una relazione sul monitoraggio degli obiettivi di spesa dei Ministeri del ciclo 2018-2020.

“Relativamente al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, – ha rilevato Ferrara – è stato assegnato un obiettivo di riduzione del bilancio pari a 29 milioni di euro per il 2018 (il 2,9 per cento del totale), e a 31 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020 (il 3,1 per cento del totale). Tale obiettivo è stato recepito nella legge di bilancio per il triennio 2018-2020 mediante una riduzione semi-lineare dei capitoli di fabbisogno e di fattore legislativo, con esclusione delle sole spese necessarie per onorare gli impegni contrattuali pluriennali già assunti o per far fronte a spese incomprimibili. Le principali riduzioni hanno riguardato i capitoli destinati al funzionamento delle rappresentanze diplomatico-consolari e degli istituti italiani di cultura all’estero e il fondo per le attività di promozione dell’Italia da parte degli uffici all’estero, con un risparmio complessivo per 4,9 milioni di euro nel 2018, per 5,2 nel 2019 e per 5,3 nel 2020. Il documento evidenzia peraltro come sia stato necessario anche incidere sugli stanziamenti destinati all’Aiuto pubblico allo sviluppo, con i fondi assegnati all’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo che hanno subito una decurtazione di 21,2 milioni euro nel 2018 e di 21,9 nel 2019 e 2020. Ulteriori interventi di riduzione – ha continuato Ferrara – hanno inoltre interessato i fondi destinati alla promozione della lingua e della cultura italiana all’estero, nonché all’internazionalizzazione della ricerca, in particolare attraverso l’erogazione di contributi alle istituzioni scolastiche all’estero, l’assegnazione di borse di studio, la realizzazione di progetti in ambito scientifico e il pagamento di contributi a favore di ricercatori italiani e stranieri, con una riduzione complessiva di risorse finanziarie per 1,8 milioni di euro nel 2018 e 2,5 nel 2019 e 2020”. (Inform)

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