CAMERA DEI DEPUTATI
ROMA – La Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, nella seduta di ieri, ha dato parere favorevole alla ratifica ed esecuzione dell’accordo di cooperazione scientifica e tecnologica tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica del Cile, fatto a Roma il 16 ottobre 2007, il cui ddl è già stato approvato dal Senato.
Il presidente del Comitato per i pareri, Alessandro Naccarati (Pd), intervenendo in sostituzione della relatrice impossibilitata a partecipare, ha evidenziato che l’accordo si propone di costituire, sostenere ed aggiornare iniziative comuni in ambito scientifico e tecnologico, con l’obiettivo, da un lato, di consolidare ed armonizzare le relazioni bilaterali e, dall’altro, di fornire una efficace risposta alla domanda cilena di innovazione tecnologica. La relazione illustrativa che correda il disegno di legge originario sottolinea la vivacità del quadro economico del Cile, considerato tra i paesi più attraenti per gli operatori economici internazionali in ragione sia dell’elevato grado di sviluppo tecnologico, sia di un Pil pro capite medio-alto in rapporto alla media regionale, sia anche di una riconosciuta affidabilità giuridica.
Quanto alle relazioni commerciali tra Italia e Cile, la relazione ne evidenzia l’intensità e sottolinea che l’Italia è importatrice di materie prime (rame e cellulosa in primis) cilene. Secondo l’Osservatorio economico del Ministero dello Sviluppo economico il valore dell’interscambio commerciale tra Italia e Cile nel 2014 si è assestato intorno ai 2.089 milioni di euro. In riferimento ai rapporti culturali, la cooperazione bilaterale è regolata dall’Accordo di collaborazione culturale, firmato a Roma il 18 aprile 1991 (e ratificato ai sensi della legge 6 marzo 1996, n. 149) il cui Programma esecutivo per il prossimo triennio è in fase di rinnovo. Il settore della cooperazione scientifica e tecnologica è destinato ad avere nell’accordo in esame il nuovo quadro di riferimento, in quanto il precedente accordo decadrà alla data di entrata in vigore del nuovo, che rafforzerà la cooperazione già posta in essere con numerose università italiane, estendendola anche ai centri di ricerca ed alle loro reti e favorendone l’ampliamento all’ambito europeo ed internazionale.
La Commissione ha poi approvato la proposta di parere favorevole del presidente, “considerato che l’articolo 117, secondo comma, lettera a), della Costituzione, riserva la materia ‘politica estera e rapporti internazionali dello Stato’ alla competenza legislativa esclusiva dello Stato”. (Inform)